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Curiosità dal mondo genealogico - La prima emozione: gli antenati illetterati

stefanolugli - 22 Gen 2018 - 21:36
Oggetto: La prima emozione: gli antenati illetterati
Da novellino volevo condividere con voi questa mia riflessione. Tra le varie emozioni riservate dalla ricerca genealogica, che per ora ho svolto solo di notte sul SAN e che definirei una vera droga, la più forte è stata quella di trovare i primi antenati “illetterati”. Solo nel 1887 appare il trisnonno di 31 anni in grado di firmare gli atti, anche se non lo farà sempre e si dichiarerà “illetterato” in 8 atti su 15. Oggi saper leggere e scrivere è un fatto del tutto scontato, ma i miei antenati erano tutti contadini della provincia di Modena. Sarà perchè sono docente e sono il primo laureato della famiglia, ma questo fatto mi ha molto colpito. E voi avete antenati illetterati? Quando appaiono?

Stefano 1963 < Uber 1937 + Rosina 1940 < Anselmo 1912 + Ines 1910 < Giuseppe 1888 + Adele 1888 < Giovanni 1856 + Clementa 1865 < Domenico 1827 + Teresa 1830 < Bernardino 1802 + Eufrosia 1802 < Giovanni 1772 + Anna 1777 < Domenico 1750 + Anna 1749
ziadani - 22 Gen 2018 - 21:44
Oggetto: Re: La prima emozione: gli antenati illetterati
stefanolugli ha scritto:
E voi avete antenati illetterati? Quando appaiono?


Qualcuno si, specie donne. Diciamo che gli ultimi che ho registrato sono della prima metà dell'800. Cosa vuoi, vivevano in città e forse era tutto più facile.
stefanolugli - 22 Gen 2018 - 22:03
Oggetto:
Ma gli atti di morte, matrimonio e nascita non erano mai firmati dalle donne. Come fai a sapere che non erano "illetterate"?
ziadani - 22 Gen 2018 - 22:08
Oggetto:
Figurati! Al proprio matrimonio firmavano eccome!
Firmavano anche gli atti di nascita, se erano loro a presentare la denuncia, come ad esempio le levatrici.
gianantonio_pisati - 22 Gen 2018 - 22:32
Oggetto:
Penso che il 90% della popolazione dal '700 indietro fosse analfabeta, forse qualcuno era in grado di scrivere nome e cognome con un ductus tutto tremolante... Poi è ovvio che nelle decine di migliaia di antenati dei rami collaterali ci fossero anche quelli più colti, ma erano un'eccezione. Per l'Ottocento, fino all'Unità, dipende dalle zone d'Italia (città-campagna) e dalle diverse dominazioni (Lombardo-Veneto, Regno di Napoli, ecc). Penso in particolare alla legge Casati del '59 entrata in vigore nel Regno di Sardegna.
stefanolugli - 22 Gen 2018 - 22:32
Oggetto:
Mi erano sfuggiti i matrimoni. In questo caso in famiglia bisogna aspettare fino al 1908 per avere una donna non "illetterata" contro il 1887 del primo uomo.
stefanolugli - 22 Gen 2018 - 23:09
Oggetto:
Vedo dal sito del ministero che dal 1860 ai primi del 1900 il tasso di analfabetismo in Italia si mantiene al 70%.

Stefano 1963 < Uber 1937 + Rosina 1940 < Anselmo 1912 + Ines 1910 < Giuseppe 1888 + Adele 1888 < Giovanni 1856 + Clementa 1865 < Domenico 1827 + Teresa 1830 < Bernardino 1802 + Eufrosia 1802 < Giovanni 1772 + Anna 1777 < Domenico 1750 + Anna 1749
piacentino - 22 Gen 2018 - 23:38
Oggetto:
Tantissimi degli emigrati in América(USA, Argentina, Brasile, Venezuela ed altri paesi) erano iletterati e non parlavano la língua italiana. Parlavano i dialetti dei luoghi da dove erano originari...e in tanti casi, per parlare tra di loro immigrati da diversi luoghi d'Italia e che, per tanto, parlavano in dialetti diversi, dovevano imparare la língua del nuovo paese(inglese, spagnolo, portoghese) e mai imparavano l'italiano .....Allora, tantissimi erano italiani, ma parlavano il dialetto e la língua della nuova patria....e mai parlavano ai figli e nipoti in italiano. Per questa ragione, tanti discendenti non conoscono la língua italiana. Tante famiglie parlavano, all'interno, il dialetto e fuori della famiglia, inglese, spagnolo, portoghese, francese.....
darioroat - 23 Gen 2018 - 08:24
Oggetto: Analfabetismo
Gentile stefanolugli,
anche nel Trentino vi era la questione dell'analfabetismo. Il Trentino faceva parte dell'impero Austro- Ungarico. La regina Maria Teresa d'Austria aveva emanato fino dal 1774 una legge che rendeva obbligatorio l'obbligo scolastico dai 6 ai 12 anni. Le assenze dovevano essere giustificate e chi non giustificava doveva pagare una multa. Chi non aveva i soldi per pagare la multa, poteva scontare la multa con il carcere. Era il Pretore che stabiliva quanti giorni di carcere si dovevano fare. Il periodo di detenzione poteva essere fatto anche durante i giorni invernali, in quanto durante i mesi invernali non vi erano lavori nei campi. I ragazzi uscivano dalla scuola che sapevano leggere e scrivere ( ho visto i registri di classe che sono conservati nel Trentino dall'anno scolastico 1878/79), ma poi non scrivendo e non leggendo più vi era l'analfabetismo di ritorno. In altre parole non erano più in grado di scrivere e leggere. Così quando andavano militari o all'estero tanti dovevano farsi leggere le lettere che arrivano e farsi scrivere anche le lettere. Per fortuna tanti sapevano scrivere e leggere ( non so dirti la percentuale).
Ho un documento del 1842 (siamo ad Ischia un piccolo paese del Trentino vicino a Pergine Valsugana, nel 1878 aveva 100 "fuochi"- focolari, ossia vi erano 100 famiglie) in cui per una compravendita mio bisnonno e suo fratello firmano loro (Cristoforo ed Antonio Roat), mentre la madre Cattarina fa il segno della croce. Scrive il notaio:
" Segno poi per Cattarina vedova del fu Antonio Roat + . Domenico Angeli mi firmo per Cattarina vedova Roat e fui testimone della croce. Nicolò Filippi testimone come sopra."
In tanti atti anagrafici, infine, firma il curato per i testimoni, oppure vi è la dizione " si fecero firmare", ossia non firmarono i testimoni, ma sempre il curato.
Dario Roat
Tegani - 23 Gen 2018 - 12:11
Oggetto:
Ho trovato anch'io, quando ho cominciato le mie ricerche, questa annotazione. Era l'atto di matrimonio dei nonni del mio trisnonno, di professione "villici". In fondo all'atto era scritto "entrambi gli sposi sono illetterati".
alexlavopa - 23 Gen 2018 - 12:33
Oggetto:
A me ha colpito questo: a parità di epoca ho trovato che sapessero scrivere (quantomeno firmare) più i miei antenati campagnoli (contadini e massari nelle campagne del tarantino e valle d'itria) che quelli cittadini (contadini, piccoli artigiani e manovali a Bari)
Strategico8 - 29 Gen 2018 - 19:22
Oggetto:
I miei antenati - ramo paterno (1549 ad oggi) - TUTTI illetterati fino al trisnonno (nato nel 1858).
I miei antenati - ramo materno (1790 ad oggi) - TUTTI illetterati fino al trisnonno (nato nel 1852).
Dei trisnonni anche i fratelli erano alfabetizzati.
Il mio trisnonno paterno Antonio "scriveva" in un italiano e tedesco che definire maccheronico è un eufemismo. Un errore per ogni parola... e la particella -ch sempre scritta -k Smile
Del resto a che serviva loro la scuola?...
darioroat - 31 Gen 2018 - 09:19
Oggetto: Analfabetismo di ritorno
Gentile stefanolugli,
alcuni giorni fa ho trovato al Vigilianum di Trento un atto, con due firme con il segno della croce. E' un atto del 21 dicembre 1896 stilato nella canonica di Pergine Valsugana. Mio nonno paterno Daniele per potersi sposare la seconda volta ( con il primo matrimonio la moglie era morta di parto, ma era nato un bambino) ha dovuto chiedere " la dispensa per impedimento di affinità in primo grado eguale della linea collaterale" (bene chiaro cosa sia questo non l'ho capito). Daniele in prime nozze (5 febbraio 1895) aveva sposato Anna Passamani, avendo un neonato l'ha affidato alla cognata Catterina. Poi in seconde nozze ha sposato la cognata Catterina (sorella di Anna e più giovane di 12 anni) in data 27 febbraio 1897.
L'atto di dispensa e stato compilato dal decano di Pergine Valsugana, alla presenza di due testimoni " bene informati, ed eccitati a dire la verità" e quindi portato al curato di Tenna Valsugana ( Tenna dista da Pergine circa 50 minuti a piedi), poi si è dato il via alle pubblicazioni di matrimonio e alla celebrazione del matrimonio stesso. I due testimoni sono Passamani Giovanni di anni 80 e Passamani Giuseppe di anni 42, contadini. I due testimoni firmano con il segno della croce.
Eppure i due testimoni avevano frequentato dai 6 ai 12 anni la scuola elementare di Tenna. Ho visto dai registri di classe il programma di italiano svolto; è un programma corposo, con regole di grammatica, lettura, temi da svolgere e dettato.
Ma i due testimoni no avendo più letto, né scritto, ne firmato si erano dimenticati quello che a scuola avevano imparato.
Siamo quindi di fronte ad un classico analfabetismo di ritorno.
Mi immagino cosa avranno capito della S. Messa che era tutta in latino! Bello era sentire, quando era bambino, le varie frasi storpiate.
Dario Roat
Mo1972 - 19 Feb 2018 - 11:32
Oggetto:
Non ho mai fatto una statistica precisa su questo fatto, ma tra i miei antenati una gran parte erano illetterati (nella quasi totalità erano contadini, braccianti, giornalieri etc delle campagne lodigiane); naturalmente nei documenti le firme aumentano con l'avvicinarsi ai giorni nostri, ma - per dire - ancora nel 1924 ho un atto di morte in cui i dichiaranti risultano illetterati.
claudio19 - 10 Mar 2018 - 22:03
Oggetto:
Nel mio caso dipende se sei il primo nato o l'ultimo...come se le energie economiche si esaurissero dopo il primo/secondo figlio, se poi la prima figlia nasce prima della guerra 1908 e l'ultima nasce dopo la guerra 1924, cambia tutto.
In entrambi i rami il primo laureato e' nato nel 1980/1985.....anche perché' per certe posizioni bastava un diplomato sino a qualche hanno fa.... ora ci vuole un master
Strategico8 - 11 Mar 2018 - 10:59
Oggetto:
In Italia l'alfabetizzazione delle masse è sempre stata ritenuta inutile. Poi anche alla chiesa faceva comodo che i fedeli non leggessero, così non si facevano venire grilli per la testa... A noi sembra assurdo o inconcepibile. Pensate, chiedete a una persona il suo nome e cognome e a stento ve lo da, ovviamente in dialetto. L'età? Forse approssimavano. Altre nozioni di base? Quasi 0. Molti e molte erano molto svegli, intelligenti e dotati ma senza una base d'istruzione... e i notai facevano affari d'oro e rogavano atti per noi tanto importanti Smile
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