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Leggi & Normative - DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2018, n. 101.. cosa cambia?!

lblasi - 29 Dic 2018 - 17:19
Oggetto: DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2018, n. 101.. cosa cambia?!
Salve a tutti.

Come forse sapete, a Settembre scorso é entrato in vigore il Decreto Legislativo in oggetto (
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)

Casus belli: Il comune di Bari da cui ho richiesto copie integrali di Atti di Nascita e Morte fino a Ottobre, ieri mi ha risposto negandomi di fornire analoghe copie adducendo la seguente risposta:

In risposta alla sua richiesta si rappresenta che ai sensi dell'art. 107 del DPR n. 396/2000 e del D.Lgs n. 101/2018, che ha abrogato espressamente l'art. 177 del D.Lgs n. 196/2003 che prevedeva il rilascio delle copie integrali decorsi 70 anni, gli estratti per copia integrale possono essere rilasciati solamente al diretto interessato, oppure a soggetti diversi a condizione che venga presentata motivata istanza comprovante l'interesse personale e concreto del richiedente a fini di tutela di una situazione giuridicamente rilevante
e
il rilascio di copie integrali per la ricostruzione del proprio albero genealogico non costituisce un interesse giuridicamente rilevante.


Question Vi siete giá trovati a confrontarvi con risposte analoghe da altri Comuni italiani? Come suggerireste di muovermi o rispondere?

Grazie mille
elfobianco - 29 Dic 2018 - 18:46
Oggetto:
Ciao...
In una precedente discussione avevo fatto una considerazione in merito:

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Alla fine della giostra, come sempre, penso bisognerà attendere che il Legislatore si dia una svegliata ed intervenga a mettere una pezza interpretativa.

Io, per fortuna ed almeno per il momento, non ho avuto alcun problema... (ecco, l'ho detto... me la sono cercata... Very Happy)

F
elfobianco - 30 Dic 2018 - 01:58
Oggetto:
Leggo proprio ora che il Garante per la Privacy si è espresso in merito al codice deontologico per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, pubblicato in coda al D. Lgs. 101/2018:

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In sostanza il Garante ha verificato che il codice deontologico in questione sia conforme al GDPR e ne ufficializza il contenuto.
Il codice sembra avere carattere generale, ma negli artt. 4, 5 e 10 è abbastanza chiaro che l'accesso ai documenti degli archivi storici è tutt'altro che vietato...

Vedremo... Very Happy
Sandime - 30 Dic 2018 - 09:41
Oggetto:
elfobianco ha scritto:
Leggo proprio ora che il Garante per la Privacy si è espresso in merito al codice deontologico per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, pubblicato in coda al D. Lgs. 101/2018:

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In sostanza il Garante ha verificato che il codice deontologico in questione sia conforme al GDPR e ne ufficializza il contenuto.
Il codice sembra avere carattere generale, ma negli artt. 4, 5 e 10 è abbastanza chiaro che l'accesso ai documenti degli archivi storici è tutt'altro che vietato...

Vedremo... Very Happy



Queste regole deontologiche restituiranno cià che ci è stato tolto con l'abrogazione dell'art. 177 del precedente 196/2003. Anzi, a ben vedere sono anche più specifiche, in quanto prevedono lo scopo storico (art. 2), mai contemplato in precedenza e spesso motivo di discussione con gli uffici di Stato Civile. Inoltre, ristabiliscono la questione dei settant'anni (art. 10, comma 2).

Dette regole potrebbero anche intaccare l'inossidabile art. 22 della legge Bosetti & Gatti, che viene usata sempre più spesso dagli uffici dell'anagrafe, per negare lo stato di famiglia storico.
lblasi - 30 Dic 2018 - 10:34
Oggetto:
elfobianco ha scritto:
Leggo proprio ora che il Garante per la Privacy si è espresso in merito al codice deontologico per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, pubblicato in coda al D. Lgs. 101/2018:

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In sostanza il Garante ha verificato che il codice deontologico in questione sia conforme al GDPR e ne ufficializza il contenuto.
Il codice sembra avere carattere generale, ma negli artt. 4, 5 e 10 è abbastanza chiaro che l'accesso ai documenti degli archivi storici è tutt'altro che vietato...

Vedremo... Very Happy


Grazie dell'indicazione.
Ho appena riscritto al comune di Bari. Vediamo come si porranno.

Luca
elfobianco - 30 Dic 2018 - 11:06
Oggetto:
Sandime ha scritto:

Queste regole deontologiche restituiranno cià che ci è stato tolto con l'abrogazione dell'art. 177 del precedente 196/2003. Anzi, a ben vedere sono anche più specifiche, in quanto prevedono lo scopo storico (art. 2), mai contemplato in precedenza e spesso motivo di discussione con gli uffici di Stato Civile. Inoltre, ristabiliscono la questione dei settant'anni (art. 10, comma 2).

Dette regole potrebbero anche intaccare l'inossidabile art. 22 della legge Bosetti & Gatti, che viene usata sempre più spesso dagli uffici dell'anagrafe, per negare lo stato di famiglia storico.


Lo spero vivamente. Anche perché lo scopo del Legislatore, quello europeo prima con il GDPR e quello italiano poi nel successivo accoglimento, è quello di tutelare i dati degli interessati secondo norme ben precise, istituendo diritti e doveri rivolti sia agli interessati che ai soggetti titolari dei trattamenti. La Privacy non può diventare certo lo spauracchio da invocare ogni qualvolta ci si voglia svincolare da una corretta interpretazione normativa (per ignoranza o per malafede Smile).

Anche se è chiaro che il GDPR non si applichi ai dati delle persone decedute (considerando n. 27), il legislatore ha voluto lasciar spazio agli stati membri per eventuali norme specifiche per il loro trattamento.

Chi vivrà vedrà... e spererà...

F.
Sandime - 30 Dic 2018 - 11:12
Oggetto:
lblasi ha scritto:
elfobianco ha scritto:
Leggo proprio ora che il Garante per la Privacy si è espresso in merito al codice deontologico per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, pubblicato in coda al D. Lgs. 101/2018:

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In sostanza il Garante ha verificato che il codice deontologico in questione sia conforme al GDPR e ne ufficializza il contenuto.
Il codice sembra avere carattere generale, ma negli artt. 4, 5 e 10 è abbastanza chiaro che l'accesso ai documenti degli archivi storici è tutt'altro che vietato...

Vedremo... Very Happy


Grazie dell'indicazione.
Ho appena riscritto al comune di Bari. Vediamo come si porranno.

Luca


Probabile che non facciano comunque seguito alla richiesta, in quanto il provvedimento non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (oltre ad un tempo non definito, affinché venga recepito a suon di circolari interne).
Sandime - 30 Dic 2018 - 12:04
Oggetto:
Tra l'altro...

Le copie (integrali) dello Stato Civile (tribunale), per lo stesso Comune di Bari (fino al 1900), sono state rese pubbliche da antenati/org. Ovvero dal Sistema Archivistico Nazionale, nato da un accordo tra il Ministro per i beni e le attività culturali e oltre ad altri (anche) con il Presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Per cui (a prescindere dalla distinzione d'ufficio) non si capisce perchè per lo stesso atto del 1899 (per dire), istituzionalmente reso pubblico, del quale abbisogno di copia integrale certificata, quest'ultima mi venga bellamente rifiutata, per la (per carità, legittima) mancanza dell'interesse personale a fini di tutela di una situazione giuridicamente rilevante". E a seguire, per gli anni successivi.

Ad ogni modo, l'allegato delle Regole deontologiche del Garante della Privacy, mi fa ben sperare.
alexlavopa - 11 Gen 2019 - 10:04
Oggetto:
Non conoscevo questo documento del garante della privacy, ma che valenza ha? Cioè come si può forzare il legislatore a prendere posizione in tal senso?

L'abrogazione dell'art. 177 del precedente 196/2003 rende i documenti dello stato civile praticamente incomunicabili ed inaccessibili, il che è evidentemente un'assurdità.

Anche io ho avuto a che fare col comune di Bari, e l'impiegato mi ha detto chiaramente che hanno approfittato del Regolamento privacy per eliminare l'art. 177 (che con la privacy c'entra ben poco visto che gli stessi documenti sono consultabili su fs) per ragioni pratiche, ovvero perchè erano costretti ad effettuare molte ricerche di carattere genealogico a fronte di richieste spesso molto vaghe.

E io lo capisco pure, ma devono operare diversamente, non so ad esempio prevedendo un costo per il servizio di ricerca, ma inviando gratuitamente gli estratti integrali a fronte di una richiesta precisa.

In alternativa, e secondo me sarebbe la via più corretta, gli archivi di stato dovrebbero farsi carico obbligatoriamente di questo patrimonio documentario.
Gli atti dello stato civile sono archivi pubblici e dunque accessibili a tutti gratuitamente, sebbene soggetti a limitazioni per le informazioni sensibili che riportano. Si definiscano dei limiti cronologici, ad esempio i famosi 70 anni (ma anche di più!).

Passati i 70 anni gli ads dovrebbero avere l'obbligo di raccogliere e rendere accessibili tali atti (usando i registri del tribunale).

Invece in Italia tutto è fluido, si va sempre ad interpretazioni
elfobianco - 11 Gen 2019 - 10:22
Oggetto:
In realtà, seppure l'art. 177 sia stato abrogato dal D. Lgs. 101/2018, le regole deontologiche allegate al decreto estendono e chiariscono molti degli articoli che sono stati abrogati.
Infatti, nelle "Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica" allegate al decreto, agli artt. 5, 7 e 10, ci sono indicazioni ben precise (del Legislatore, non del Garante, badate bene) su quali sono le modalità di fruizione degli archivi da parte degli interessati.

Il Garante è stato chiamato in causa solo per verificare che tali regole deontologiche rispettassero la normativa Europea in materia di trattamento dei dati, così come previsto dal GDPR.

Ma dalla normativa all'applicazione, si sa, ce ne passa...
lblasi - 12 Gen 2019 - 09:46
Oggetto:
Sandime ha scritto:
lblasi ha scritto:
elfobianco ha scritto:
Leggo proprio ora che il Garante per la Privacy si è espresso in merito al codice deontologico per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, pubblicato in coda al D. Lgs. 101/2018:

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In sostanza il Garante ha verificato che il codice deontologico in questione sia conforme al GDPR e ne ufficializza il contenuto.
Il codice sembra avere carattere generale, ma negli artt. 4, 5 e 10 è abbastanza chiaro che l'accesso ai documenti degli archivi storici è tutt'altro che vietato...

Vedremo... Very Happy


Grazie dell'indicazione.
Ho appena riscritto al comune di Bari. Vediamo come si porranno.

Luca


Probabile che non facciano comunque seguito alla richiesta, in quanto il provvedimento non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (oltre ad un tempo non definito, affinché venga recepito a suon di circolari interne).


In effetti ad oggi ancora nessuna risposta..
Sandime - 12 Gen 2019 - 13:59
Oggetto:
A parte il progetto "Antenati", la SAN ecc.

I suddetti codici deontologici esistono dal 2001. Erano già presenti nella 196/2003 ex 675/1996 (Capo IV – Norme Finali, art. 185); sono richiamati dall’art. 16 della 101/2018 e una volta verificate le conformità, verranno debitamente reinseriti nella stessa 101.

Quindi hanno ragione quelli che dicono che detti codici deontologici non colmano il vuoto legislativo dell’abrogato art. 177 (196/2003) ma è proprio la mancanza di una nuova legge (o articolo ad hoc) per la disciplina anagrafica dello stato civile che potrebbe, di fatto, rendere attuativi i suddetti codici, una volta pubblicati sulla GU (con valenza dispositiva).

Le "Regole deontologiche ... per scopi di ricerca storica ...", all'allegato 1, affermano che (Capo I/Art. 1/Comma 2): "le ... regole riguardano i trattamenti di dati personali effettuati per scopi storici in relazione ai documenti conservati presso archivi delle pubbliche amministrazioni, enti pubblici e che (Capo III/Art. 10/Comma 2) "i documenti relativi alla salute ovvero alla vita o all’orientamento sessuale oppure (a) rapporti riservati di tipo familiare, divengono liberamente consultabili settanta anni dalla loro data".

Messa così, mi stai dicendo che (con le dovute precauzioni) già potrei consultare un atto presente in un registro di Stato Civile, per un interesse di carattere storico ma la questione è che non puoi ufficializzare una linea guida per il trattamento dei dati già acquisiti, se prima non mi dai (o ripristini) uno strumento legislativo che mi permetta di acquisirli.
Sandime - 16 Gen 2019 - 08:49
Oggetto:
Pubblicate in GU (Serie Generale n.12 del 15-01-2019) le Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica.
mmogno - 16 Gen 2019 - 14:29
Oggetto:
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alexlavopa - 16 Gen 2019 - 18:38
Oggetto:
ottima notizia! Proprio adesso un ufficiale di stato civile mi ha detto che ha trovato i documenti da me richiesti ma vuole sapere il motivo della mia richiesta.

Risponderò ricerca storica, vediamo dove va a parare.

Se mi cita l'abrogazione dell'art. 177 come posso rispondere esattamente citando la publicazione in GU delle Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica?

Qualcuno che mastichi la giurisprudenza meglio di me puà darmi un consiglio?
Sandime - 17 Gen 2019 - 16:03
Oggetto:
alexlavopa ha scritto:
ottima notizia! Proprio adesso un ufficiale di stato civile mi ha detto che ha trovato i documenti da me richiesti ma vuole sapere il motivo della mia richiesta.

Risponderò ricerca storica, vediamo dove va a parare.

Se mi cita l'abrogazione dell'art. 177 come posso rispondere esattamente citando la publicazione in GU delle Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica?

Qualcuno che mastichi la giurisprudenza meglio di me puà darmi un consiglio?


Chiediglielo ai sensi dell'art. 107 del DPR 396/2000, specificando che il tuo "legittimo interesse" è la conoscenza, ai fini di ricerca storica, dei dati altrimenti non accertabili dall'estratto (di cui l'art. 106), nel rispetto delle Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica, applicato alla Legge 101/2018 e pubblicato nella GU: Serie Generale n.12 del 15-01-2019.
Miguel - 03 Feb 2019 - 22:09
Oggetto:
Proprio in questi giorni ho chiesto al comune di Bitetto ( Ba ) il rilascio di una copia integrale di un atto di morte del 1945 ; non ho ancora ricevuto risposta . Vi aggiornerò i prossimi giorni sull'esito della mia richiesta anche se penso che nel mio caso trattandosi di un atto di morte non dovrei aver problemi .
pacola - 08 Feb 2019 - 18:26
Oggetto:
Buonasera, dovrei fare una richiesta di estratto al Comune di Napoli. Prima dell’approvazione della nuova legge l’Ufficio di Stato Civile rispondeva con regolarità, ora invece non ho ricevuto alcuna risposta e sul sito del Comune si legge “Alla base di ogni richiesta rivolta ad una pubblica amministrazione vi deve essere un interesse degno di tutela giuridica e tale concetto è stato codificato dalla legge n. 241/1990”.
A questo punto vorrei inoltrare la richiesta come suggerito motivandola con una “ricerca storica” o con una “ricostruzione dell’asse ereditario”. In tale caso è necessaria la marca da bollo? Ringrazio in anticipo per le risposte
Sandime - 08 Feb 2019 - 21:03
Oggetto:
pacola ha scritto:
Buonasera, dovrei fare una richiesta di estratto al Comune di Napoli. Prima dell’approvazione della nuova legge l’Ufficio di Stato Civile rispondeva con regolarità, ora invece non ho ricevuto alcuna risposta e sul sito del Comune si legge “Alla base di ogni richiesta rivolta ad una pubblica amministrazione vi deve essere un interesse degno di tutela giuridica e tale concetto è stato codificato dalla legge n. 241/1990”.
A questo punto vorrei inoltrare la richiesta come suggerito motivandola con una “ricerca storica” o con una “ricostruzione dell’asse ereditario”. In tale caso è necessaria la marca da bollo? Ringrazio in anticipo per le risposte


L'estratto di un atto di Stato Civile esula dalla Bosetti/Gatti (241/1990), va richiesto in base all'art. 106 del DPR 396/2000 ed è esente da bollo.
BlackPanther72 - 01 Mar 2019 - 01:32
Oggetto:
Anche a me è successo recentemente in un comune che preferisco non citare, ma la persona dell'anagrafe che mi ha seguito ha fatto un po' di confusione prima rilasciandomi 2 copie integrali di atti civili e alla richiesta di un'altra 4 giorni dopo mi ha tirato fuori sta storia dell'abrogazione della legge. Alla fine mi sono impuntato e mi son fatto dare anche l'ultima richiesta. Questo probabilmente aveva poca voglia di fare e pensava di liquidarmi con il burocratese.
Premetto che sto facendo richieste ad altri comuni limitrofi all' incriminato e non ho avuto nessun problema.
ginamarquardi - 01 Mar 2019 - 08:06
Oggetto:
io uso questa formula e funziona:

Tale richiesta è motivata da ricerche storiche (cfr: GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
DELIBERA 19 dicembre 2018

Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica. (Delibera n. 513/2018). (19A00178) (GU n.12 del 15-1-2019 )
BlackPanther72 - 01 Mar 2019 - 12:47
Oggetto:
Resta un po' di confusione in qualche comune, pochissimi a dir la verità.
mmogno - 11 Mar 2019 - 15:43
Oggetto:
E, a proposito dei termini entro i quali il Comune deve rispondere, qualcuno sa se ci siano novità?

Un mese fa ho richiesto, per facilitare la vita a un utente del forum che vive all'estero, la copia integrale di un atto di matrimonio, con valore legale, ad uso domanda di cittadinanza italiana jure sanguinis.

L'atto c'è in rete e avevo dato i riferimenti esatti. Il Comune, a cui avevo telefonato in precedenza, mi aveva detto di avere 30 giorni per rispondere.

Oggi, scaduto questo termine, ho richiamato. Mi hanno risposto che, per questi documenti, il termine è di sei mesi, in base al decreto Salvini. Non più 30 giorni.

E' vero questo? Di che norma si tratta? Oppure è un frottola per giustificarsi dal non rispettare le norme?
ginamarquardi - 11 Mar 2019 - 18:53
Oggetto:
mmogno ha scritto:
E, a proposito dei termini entro i quali il Comune deve rispondere, qualcuno sa se ci siano novità?

Un mese fa ho richiesto, per facilitare la vita a un utente del forum che vive all'estero, la copia integrale di un atto di matrimonio, con valore legale, ad uso domanda di cittadinanza italiana jure sanguinis.

L'atto c'è in rete e avevo dato i riferimenti esatti. Il Comune, a cui avevo telefonato in precedenza, mi aveva detto di avere 30 giorni per rispondere.

Oggi, scaduto questo termine, ho richiamato. Mi hanno risposto che, per questi documenti, il termine è di sei mesi, in base al decreto Salvini. Non più 30 giorni.

E' vero questo? Di che norma si tratta? Oppure è un frottola per giustificarsi dal non rispettare le norme?


L’unica è leggere il decreto Salvini.
Ovvero leggere il regolamento interno del Comune, obbligatorio e pubblico, in cui fissano le scadenze.
Dubito fortemente che l’abbiano già adeguato.

Lì devono stabilire s quali atti rispondere a 30, 60, 180 giorni o altre scadenze.
mmogno - 11 Mar 2019 - 19:00
Oggetto:
Mi sembra ovvio che la legge prevalga comunque sui regolamenti comunali
BlackPanther72 - 21 Mar 2019 - 12:34
Oggetto:
ginamarquardi ha scritto:
io uso questa formula e funziona:

Tale richiesta è motivata da ricerche storiche (cfr: GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
DELIBERA 19 dicembre 2018

Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica. (Delibera n. 513/2018). (19A00178) (GU n.12 del 15-1-2019 )


Confermo che questa formula funziona alla meraviglia. Avevo chiesto ad un comune nr. 6 copie integrali per vari atti civili di matrimonio e morte con motivazione ricostruzione albero genealogico privato. Mi è stato risposto che non si rilasciano copie integrali per tali motivazioni. Ho citato la "formula magica" e nel giro di una settimana scarsa mi è arrivato tutto il materiale richiesto, un altro po' e mi arrivavano pure le scuse.
Secondo me l'impiegato dello stato civile non aveva tanta voglia di far fotocopie e ha tentato di scoraggiarmi.
ginamarquardi - 21 Mar 2019 - 17:05
Oggetto:
alexlavopa ha scritto:
ottima notizia! Proprio adesso un ufficiale di stato civile mi ha detto che ha trovato i documenti da me richiesti ma vuole sapere il motivo della mia richiesta.

Risponderò ricerca storica, vediamo dove va a parare.

Se mi cita l'abrogazione dell'art. 177 come posso rispondere esattamente citando la publicazione in GU delle Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica?

Qualcuno che mastichi la giurisprudenza meglio di me puà darmi un consiglio?


come scritto altrove, io metto così le motivazioni e ha sempre funzionato:

Tale richiesta è motivata da ricerche storiche (cfr: GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALIDELIBERA 19 dicembre 2018 Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica. (Delibera n. 513/2018). (19A00178) (GU n.12 del 15-1-2019 ).
ziodave - 04 Apr 2019 - 17:01
Oggetto:
quindi basta scrivere questa formula nelle motivazioni? non te la possono contestare?
Beric - 08 Apr 2019 - 10:30
Oggetto:
Ho provato anche io a usare quella formula, vi sarò sapere...
gigig - 08 Apr 2019 - 16:00
Oggetto:
Le leggi e decreti sono gerarchicamente più alto dei regolamenti. E più in alto di tutto c'è la Costituzione.
Da cui, un regolamento di "chiunque" non può emendare, correggere, abrogare tutto o pezzi di una legge più un alto nella gerarchia. Serve un'altra norma di pari rango...

Non vi cito le numerosissime pronunciazioni della Corte Costituzionale, sempre tutte coerenti peraltro.

Fralaltro il regolamento del buon Garante non cita gli archivi anagrafici, e se non lo fa, è perchè chi scriveva non intendeva occuparsene, avendo altre situazioni nel mirino (SECONDO ME)

imho la soluzione, se esiste, è nell'avere un INTERESSE LEGITTIMO.
psicologo - 25 Apr 2019 - 16:11
Oggetto:
Ciao a tutti,
mi inserisco nella discussione per provare a stabilire una modalità unica di richiesta, ai sensi di legge.
Io sono a Napoli e poiché il Comune è non solo lento, ma anche (spesso) sordo alle richieste, ho finora presentato una domanda citando la normativa, in questo modo:

Il sottoscritto xxxxxx, ai sensi dell'art. 177, c.3 del D.Lgs. 196/2003, dell'art. 177 che recita:

Art. 177. Disciplina anagrafica, dello stato civile e delle liste elettorali
3. Il rilascio degli estratti degli atti dello stato civile di cui all'articolo 107 del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 è consentito solo ai soggetti cui l'atto si riferisce, oppure su motivata istanza comprovante l'interesse personale e concreto del richiedente a fini di tutela di una situazione giuridicamente rilevante, ovvero decorsi settanta anni dalla formazione dell'atto.

e ai sensi del Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile DPR 396/2000, art. 107 (Estratti per copia integrale)

CHIEDE...
... etc etc

Ora, visto che è stato abrogato l'art. 177, cosa andrebbe citato per evitare proprio risposte negative?
Finora, con tale dicitura, mi era andata sempre bene, anche con altri comuni sparsi per l'Italia.
Che ne pensate?
psicologo - 25 Apr 2019 - 21:46
Oggetto:
Scusate, ma le regole deontologiche altro non sono che l'allegato A del D.Lgs 196/2003, con un nome diverso così come stabilito dal nuovo D.Lgs. 101/2018. Non sono state abolite, pertanto valgono come il resto del decreto.
Quindi si potrebbero far valere gli articoli già citati per ottenere le certificazioni.
Io finora avevo citato sempre l'art. 177, non sapevo nemmeno fosse stato abrogato. Dovrò aggiornare la modulistica che mi ero fatto autonomamente.
psicologo - 25 Apr 2019 - 22:45
Oggetto:
Chiedo scusa a tutti, mi ero fermato alla pagina 1 di questo thread e non avevo visto la seconda, con le vostre diciture.
Se gli amministratori vogliono, possono tranquillamente cancellare i miei precedenti messaggi.
lblasi - 02 Giu 2019 - 09:54
Oggetto:
ginamarquardi ha scritto:
io uso questa formula e funziona:

Tale richiesta è motivata da ricerche storiche (cfr: GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
DELIBERA 19 dicembre 2018

Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica. (Delibera n. 513/2018). (19A00178) (GU n.12 del 15-1-2019 )


Salve a tutti, solo per confermare che anche nel mio caso (comune di Bari) questa formula ha funzionato perfettamente.

Saluti
psicologo - 06 Giu 2019 - 19:07
Oggetto:
Ciao a tutti,
tempo fa mi sono rivolto al difensore civico perché il Comune di Napoli non mi restituiva copie integrali richieste dal maggio 2018 (ne sto ad oggi aspettando ancora 5). Premesso che non sono state fatte tutte insieme, come asserito dal comune, ma nell'arco di un intero anno, ecco la risposta del comune alla richiesta di riscontro da parte del difensore civico.
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In relazione al ricorso indicato in oggetto si rappresenta quanto segue.
Preliminarmente si fa presente che le cd. “ ricerche genealogiche “ non rientrano,ratione
materiae, nel campo "delle ordinarie certificazioni contemplate nel Titolo II del D.P.R. 396/2000,
i cui tempi di rilascio sono regolamentati dalla legge 241/90, dal D.P.R. 445/2000 e s.m.i.
Infatti la certificazione “storico genealogica ” finalizzata alla ricostruzione della stirpe
familiare non viene rilasciata in tempo reale agli sportelli comunali, come pubblicato sui siti
istituzionali della maggior parte dei Comuni Italiani, in quanto comporta tempi di rilascio
variabili, soprattutto nei casi in cui si rendano necessarie una serie di approfondite indagini basate
su ricerche manuali più complesse ed accertamenti individualizzati negli antichi volumi di stato _
civile.
Nonostante la carenza di personale operante presso l'Archivio di stato civile di questo
Comune, dovuta a collocamenti in quiescenza di numerosi dipendenti che hanno ridotto la forza
organica a sole 3 unità, grazie allo spirito di sacrificio ed alla professionalità della stessa vengono
rilasciati quotidianamente un cospicuo numero di atti di stato civile, dando la priorità alle Autorità
Giudiziarie, Prefetture, e soprattutto alle Autorità Diplomatiche e Consolari per la definizione
delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a discendenti di cittadini
di ceppo italiano, in particolare dei paesi latino americani, le cui condizioni economico-sociali
impongono una corsia preferenziale.
Nel caso di specie, si è rilevato che è stato rilasciato oltre l'85% degli atti richiesti, per la
maggior parte risalenti alla seconda metà dell'800” ed in proposito è necessario porre in evidenza
che nessuna delle copie integrali di atti di stato civile prodotte è riconducibile alla
cognomìzzazione del ricorrente, il che fa presupporre che le numerose richieste in questione,
formulate in un'unica istanza, siano state inoltrate nell'esclusivo interesse e per conto di terzi,
ragion per "cui è ipotizzabile una attività specializzata nella ricostruzione di ceppi familiari di
origine napoletana.
i
-
Per quanto rappresentato si conferma che è stato prodotto il massimo sforzo operativo per
evadere le richieste in questione che, si ribadisce, non si configurano nelle mere istanze di
certificazioni e che, peraltro, harmo riguardato svariati ceppi familiari, appartenenti a differenti
“ quartieri” di nascita e di matrimonio, con conseguente Interiore difficoltà nel reperimento d
relativi atti di stato civile.

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Resto in attesa di leggere i vostri commenti
Luca
adasdia - 07 Giu 2019 - 09:22
Oggetto:
Chi ha risposto non ha alcuna pratica di ricerche genealogiche (o simula di non capirne alcunché), presupponendo che tutti gli antenati della persona che richiede gli atti abbiano (a causa di ripetuti ed univoci incroci familiari...) lo stesso suo cognome (madre, nonna, bisnonna, etc.). Oppure non concepisce le ricerche se non per esclusiva linea paterna...
psicologo - 07 Giu 2019 - 20:14
Oggetto:
eh già. Sto preparando la risposta da inviare al difensore civico e specificando le diverse sciocchezze citate (quella che hai giustamente notato, il fatto che io abbia chiesto "ricerche"...cosa non vera, il fatto che secondo loro non rientra nell'applicazione della 241/90, etc.)
Infine conservo ancora le ricevute che allegherò per fargli fare una figuraccia in merito alla ricerca, poiché io cito data esatta e quartiere (dove possibile) e spesso anche direttamente il numero di atto.
non sto a dirvi quante volte hanno detto che non c'era l'atto, salvo poi fare una nuova richiesta e ottenerlo dopo un mese.
Gente pessima, voglia di lavorare ZERO.

Aggiungo che ipotizza una ricerca conto terzi... e certo! Lo faccio per altri... e quindi? Come se fosse un illecito...
legionarioctv - 02 Ago 2019 - 16:08
Oggetto:
Buonasera,
volevo un aiuto su come rispondere ad un comune.
Ho richiesto la copia integrale dell'atto di nascita di un caduto in guerra per una ricerca, ma mi è stato negato nonostante abbia citato la " formula" presente nella discussione.
mi ha risposto che vi deve essere un "interesse giuridicamente rilevante" e la ricerca storica non lo è.
Come devo comportarmi e cosa posso fare?
premetto che il caduto è nato nel 1915 e quindi sono trascorsi più di 70 anni.

Grazie
legionarioctv - 02 Ago 2019 - 16:20
Oggetto:
Buonasera,
volevo un aiuto su come rispondere ad un comune.
Ho richiesto la copia integrale dell'atto di nascita di un caduto in guerra per una ricerca, ma mi è stato negato nonostante abbia citato la " formula" presente nella discussione.
mi ha risposto che vi deve essere un "interesse giuridicamente rilevante" e la ricerca storica non lo è.
Come devo comportarmi e cosa posso fare?
premetto che il caduto (non sono un suo parente) è nato nel 1915 e quindi sono trascorsi più di 70 anni.

Grazie
nodo - 03 Ago 2019 - 07:02
Oggetto:
Riporto tre scritti di diversi tar recuperati in rete

quote
T.A.R. Napoli (Campania), sez. VI, 04 dicembre 2013, n.5506

Il diritto di accesso è esercitabile allorché si dimostri un interesse diretto, concreto ed attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso; interesse che non va confuso con il merito della pretesa sottesa alla richiesta di accesso. È noto, infatti, che in questa sede non va delibata la fondatezza della pretesa di parte ricorrente ad ottenere il pagamento di talune somme derivanti dall'incarico effettuato, ma solo l'utilità dei documenti richiesti al fine di sostenere la propria tesi o, semplicemente, di meglio commisurare la pretesa.



T.A.R. Roma (Lazio), sez. I, 02 dicembre 2013, n.10308

Il concetto di interesse giuridicamente rilevante, sebbene sia più ampio di quello di interesse all'impugnazione, non è tale da consentire a chiunque l'accesso agli atti amministrativi; il diritto di accesso ai documenti amministrativi non si atteggia, infatti, come una sorta di azione popolare diretta a consentire una sorta di controllo generalizzato sull'Amministrazione, giacché, da un lato l'interesse che legittima ciascun soggetto all'istanza, da accertare caso per caso, deve essere personale e concreto e ricollegabile al soggetto stesso da uno specifico nesso, dall'altro, la documentazione richiesta deve essere direttamente riferibile a tale interesse oltre che individuata o ben individuabile.



T.A.R. Catania (Sicilia), sez. II, 27 novembre 2013, n.2889

La nozione di “situazione giuridicamente rilevante” ex art. 22, l. n. 241 del 1990 ha una sua autonomia, nel senso che la legittimazione all'accesso spetta a chiunque possa dimostrare che gli atti oggetto della domanda di ostensione abbiano spiegato o siano idonei a spiegare effetti diretti o indiretti nei suoi confronti, indipendentemente dalla lesione di una posizione giuridica; il limite di valutazione della P.A. sulla sussistenza di un interesse concreto, attuale e differenziato all'accesso (che è pure requisito di ammissibilità della relativa azione) si sostanzia nel solo giudizio estrinseco sull'esistenza di un legittimo e differenziato bisogno di conoscenza in capo a chi richiede i documenti, purché non preordinato ad un controllo generalizzato e indiscriminato sull'azione amministrativa, espressamente vietato dall'art. 24 comma 3, l. n. 241 del 1990.
unquote

Second oil mio parere, avere un interesse giuridicamente rilevante, significa non fare richieste atte ad un mero controllo generalizzato e indiscriminato.
l'ultimo sritto del tar di catanaia è forse quello più comprensibile a noi comuni mortali.
legionarioctv - 03 Ago 2019 - 10:49
Oggetto:
Buongiorno a nodo e a tutti,
la ringrazio per avermi risposto.
cosa mi consiglia, di inviare all'ufficio in questione la sentenza del T.A.R di Catania?
eventualmente cos'altro potrei fare?


grazie
nodo - 03 Ago 2019 - 21:55
Oggetto:
Io non mastico queste cose, mi sono limitato ad una ricerca generica in rete. O trovi qualcuno che basandosi sui punti espressi dai diversi tar, prepara una richiesta, oppure più semplicemente copi e incolli quanto trovato in rete, con la possibilità che non venga accolta la richiesta.
Sandime - 04 Ago 2019 - 10:23
Oggetto:
Le sentenze del TAR soprariportate sono in riferimento alle richieste di accesso agli atti, secondo l’ex art. 22 della Legge 241/1990, mentre la richiesta della copia integrale di un atto di Stato Civile, rientra nel merito dell’art. 107 della 396/2000, il quale non menziona la necessità di un motivo giuridicamente rilevante e nemmeno richiama la 241/90. Così come le successive modifiche ed integrazioni della stessa 241/90 (ovvero la 15/2005 e la 69/2009), non modificano in alcun modo la 396/2000.

L’ufficiale dello Stato Civile ha facoltà di rifiutarvi la copia integrale, dandone motivazione ma se ve la rifiutano con l’art. 107 della 396/2000, adducendo al fatto che ci debba essere un "interesse giuridicamente rilevante", voi fate presente che non è contemplato nella predetta Legge e diffidateli dal darvi la copia richiesta.

A questi "signori" non par vero di sbolognare la questione, dopo l'abrogazione dell'art. 177 (196/2003), la quale è stata solo una svista legislativa, ancora non corretta. Di fatto, il GDPR 2016/679 e conseguente il Decreto 101/2018, non modificano la 396/2000 e non entrano in alcun modo nel merito dell'accesso (ad onor del vero, nemmeno in quello del trattamento dei dati acquisiti per motivi storici, in quanto il codice deontologico è sempre lo stesso, di volta in volta adattato all'entrata in vigore della nuova legge).

Se la 241/1990 fosse stata rilevante nell'impedire il rilascio delle copie integrali, quest'ultime vi sarebbero state rifiutate anche prima dell'abrogazione dell'art. 177 ma così non è stato. Per cui trattasi, a mio avviso, di un'escamotage (in cattiva fede) o ignoranza (in buona fede).
dennisangemi02 - 04 Ago 2019 - 12:09
Oggetto:
Sandime ha scritto:
Le sentenze del TAR soprariportate sono in riferimento alle richieste di accesso agli atti, secondo l’ex art. 22 della Legge 241/1990, mentre la richiesta della copia integrale di un atto di Stato Civile, rientra nel merito dell’art. 107 della 396/2000, il quale non menziona la necessità di un motivo giuridicamente rilevante e nemmeno richiama la 241/90. Così come le successive modifiche ed integrazioni della stessa 241/90 (ovvero la 15/2005 e la 69/2009), non modificano in alcun modo la 396/2000.

L’ufficiale dello Stato Civile ha facoltà di rifiutarvi la copia integrale, dandone motivazione ma se ve la rifiutano con l’art. 107 della 396/2000, adducendo al fatto che ci debba essere un "interesse giuridicamente rilevante", voi fate presente che non è contemplato nella predetta Legge e diffidateli dal darvi la copia richiesta.

A questi "signori" non par vero di sbolognare la questione, dopo l'abrogazione dell'art. 177 (196/2003), la quale è stata solo una svista legislativa, ancora non corretta. Di fatto, il GDPR 2016/679 e conseguente il Decreto 101/2018, non modificano la 396/2000 e non entrano in alcun modo nel merito dell'accesso (ad onor del vero, nemmeno in quello del trattamento dei dati acquisiti per motivi storici, in quanto il codice deontologico è sempre lo stesso, di volta in volta adattato all'entrata in vigore della nuova legge).

Se la 241/1990 fosse stata rilevante nell'impedire il rilascio delle copie integrali, quest'ultime vi sarebbero state rifiutate anche prima dell'abrogazione dell'art. 177 ma così non è stato. Per cui trattasi, a mio avviso, di un'escamotage (in cattiva fede) o ignoranza (in buona fede).


Wow! Lei si che se intende! Quindi, se ho capito bene, se io volessi presentare una richiesta formale di accesso agli atti devo avere questa famosa motivazione giuridicamente rilevante ? In caso contrario quali leggi e articoli potrei menzionare nel!a richiesta ?
Sandime - 04 Ago 2019 - 12:42
Oggetto:
dennisangemi02 ha scritto:
Wow! Lei si che se intende! Quindi, se ho capito bene, se io volessi presentare una richiesta formale di accesso agli atti devo avere questa famosa motivazione giuridicamente rilevante ? In caso contrario quali leggi e articoli potrei menzionare nel!a richiesta ?


Se ha bisogno di una copia integrale di un atto di Stato Civile, non è necessario fare richiesta di accesso agli atti ma richiesta della copia stessa, ai sensi dell'art. 107 del DPR 396/2000.

In ogni caso non verrebbe ammesso alla consultazione, perché non è previsto l'accesso diretto e perché, comunque, l'ufficiale di Stato Civile deve prima accertarsi che non ci siano i presupposti per negarle la visione del documento. Questo in linea di principio, poi ci sono realtà in cui queste formalità vengono tranquillamente disattese (vedi, per esempio, il Comune di Finale Emilia che à almeno fino a qualche anno fa - concedeva la consulta diretta dei registri di Stato Civile, i quali erano conservati in Biblioteca).
alexlavopa - 27 Ago 2019 - 18:52
Oggetto:
Ecco la mia esperienza con un comune del bergamasco. La responsabile dello stato civile alla mia richiesta di copia integrale di atti mi ha risposto di no (solo per estratto), adducendo come giustificazione tale testo preso da una non meglio specificata circolare o direttiva

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A cui io ho risposto così:


Buongiorno,

innanzitutto grazie per l'invio degli estratti richiesti.

Grazie anche per questa condivisione: potrebbe indicarmi gli estremi del documento da cui è tratta? Si tratta di una nota per gli uffici di stato civile dei comuni? Che data?


A me pare una interpretazione un po' forzata della normativa, ma non essendo esperto della materia potrei sbagliarmi. Spero vorrà leggere i pensieri di un collega archivista:


Il D.Lgs n. 101/2018 (adeguamento al regolamento privacy europeo) ha abrogato espressamente l'art. 177 del D.Lgs n. 196/2003

Questo art. 177 del D.Lgs n. 196/2003 prevedeva il rilascio della copia integrale "ai soggetti cui l'atto si riferisce, oppure su motivata istanza comprovante l'interesse personale e concreto del richiedente a fini di tutela di una situazione giuridicamente rilevante, ovvero decorsi settanta anni dalla formazione dell'atto."

Ma venendo meno l’art. 177, come sottolinea il testo da lei inviato, la disciplina per il rilascio di estratti copia integrale torna ad essere esclusivamente l’art. 107 del D.Lgs n. 396/2000 che dice : “Gli estratti degli atti dello stato civile possono essere rilasciati dall'ufficiale dello stato civile per copia integrale soltanto quando ne e' fatta espressa richiesta da chi vi ha interesse e il rilascio non e' vietato dalla legge.” (comma 1).

Ora dire che l’unico interesse accettabile è quello “per la tutela di una situazione giuridicamente rilevante” (come indica il testo da lei condiviso) a me pare una interpretazione non solo arbitraria (non capisco su quale legge, art. disposizione si fonda), ma anche forzata, poiché va contro le Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica (Delibera n. 513/2018 del garante della privacy), che commentando proprio il D.Lgs n. 101/2018 garantiscono l’interesse storico come interesse rilevante.
Ma laddove la delibera del garante privacy non dovesse applicarsi allo stato civile, il discorso cambierebbe poco.

In sintesi l’abrogazione del 177 lascia un vuoto normativo, che a mio avviso non può essere applicato in chiave restrittiva: se prima di questa abrogazione era garantito un diritto (richiedere copia integrale passati i 70 anni), non vedo quale normativa lo impedisce ora. Tra l’altro non può essere la privacy, poiché nella pratica lo stato italiano permette in alcuni casi l’accesso diretto e senza intermediazione a documenti di stato civile sino al 1940 (vedi portale Antenati).

Per questo ritengo corretta una interpretazione più liberale, che d’altronde è messa in pratica dalla quasi totalità di comuni con cui ho avuto modo di lavorare in questi mesi (inclusi diversi comuni del bergamasco: Gandellino, Brusaporto, ecc.), i quali al più richiedono un’autocertificazione da parte di un discendente diretto, ritenendo questo legame un interesse valido per l’ottenimento degli atti.

Spero di non averla tediata troppo con le mie riflessioni, e la invito se vorrà a indicarmi elementi in contrasto con la mia interpretazione, di cui posso non essere a conoscenza.

Cordialmente,
adasdia - 28 Ago 2019 - 09:48
Oggetto:
Mah, a mio avviso non si tratta di una direttiva o di una circolare, ma di un parere non ufficiale dato da un legale (di parte) ed utilizzato per frapporre ostacoli alle richieste di atti.
alexlavopa - 29 Ago 2019 - 11:56
Oggetto:
Sandime ha scritto:
Le sentenze del TAR soprariportate sono in riferimento alle richieste di accesso agli atti, secondo l’ex art. 22 della Legge 241/1990, mentre la richiesta della copia integrale di un atto di Stato Civile, rientra nel merito dell’art. 107 della 396/2000, il quale non menziona la necessità di un motivo giuridicamente rilevante e nemmeno richiama la 241/90. Così come le successive modifiche ed integrazioni della stessa 241/90 (ovvero la 15/2005 e la 69/2009), non modificano in alcun modo la 396/2000.

L’ufficiale dello Stato Civile ha facoltà di rifiutarvi la copia integrale, dandone motivazione ma se ve la rifiutano con l’art. 107 della 396/2000, adducendo al fatto che ci debba essere un "interesse giuridicamente rilevante", voi fate presente che non è contemplato nella predetta Legge e diffidateli dal darvi la copia richiesta.

A questi "signori" non par vero di sbolognare la questione, dopo l'abrogazione dell'art. 177 (196/2003), la quale è stata solo una svista legislativa, ancora non corretta. Di fatto, il GDPR 2016/679 e conseguente il Decreto 101/2018, non modificano la 396/2000 e non entrano in alcun modo nel merito dell'accesso (ad onor del vero, nemmeno in quello del trattamento dei dati acquisiti per motivi storici, in quanto il codice deontologico è sempre lo stesso, di volta in volta adattato all'entrata in vigore della nuova legge).

Se la 241/1990 fosse stata rilevante nell'impedire il rilascio delle copie integrali, quest'ultime vi sarebbero state rifiutate anche prima dell'abrogazione dell'art. 177 ma così non è stato. Per cui trattasi, a mio avviso, di un'escamotage (in cattiva fede) o ignoranza (in buona fede).


Stato civile di Parma mi ha risposto così:

"Il concetto di interesse, agli atti anagrafici e di stato civile, è disciplinato dall’art. 22 comma 1 lett. B) della legge n. 241/1990.
Pertanto, Le confermo il diniego a fornire la copia autentica dell’atto per i motivi da Lei addotti, la sua ricerca storica non è per interesse pubblico ma meramente privata.
La certificazione e l’estratto per riassunto possono invece essere rilasciati senza alcun veto a chiunque"

Beh in effetti l'art. 22 specifica
"per "interessati", tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso;"

e se vale per l'accesso semplice tanto più vale per rilascio copia integrale no?

Poi le sentenze tar sono interpretabili in un senso o nell'altro
Sandime - 29 Ago 2019 - 17:25
Oggetto:
E siamo sempre li...

Punto primo: perché citare l'art. 22 Legge 241/1990 quando la copia integrale la si richiede con l'art. 107 del DPR 396/2000, il quale è successivo alla 241/1990; non integra la 241/1990 ed è specifico per l'ordinamento dello Stato Civile.

Punto secondo: alcuni uffici chiedono che ci sia un interesse concreto e corrispondente ad una situazione giuridicamente rilevante. Qualcuno ha trovato questo requisito nel DPR 396/2000? Ovviamente no. Altri dicono che l'orientamento legislativo indica che l’interesse non può essere generico o personale (quindi, ancora, che ci sia un interesse concreto e corrispondente ad una situazione giuridicamente rilevante). Qualcuno ha trovato una sentenza di Cassazione che riporta quanto per il DPR 396/2000? Ovviamente no.

Punto terzo: è pacifico che l'abrogazione dell'art. 177 del D.lgs. n. 196/2003 abbia lasciato un vuoto che molti Comuni si sono affrettati a considerare - erroneamente - come un veto all'ottenimento della copia integrale. Tanto più che la 101/2018 (GDPR 2016/679) non modifica in alcun modo le modalità di accesso ai dati ma il loro trattamento (da cui le regole deontologiche, che, tra l'altro, ancora corroborano la questione dei 70 anni, per uso storico. E il che, fa ben capire che l'abrogazione dell'art. 177, è un errore in buona fede).

Punto quarto: se la 241/1990 è vincolante (e non lo è), come mai non è mai stata utilizzata prima per negare le copie integrali?

Se l’’Ufficiale di Stato Civile non accetta il mio interesse (storico), deve riportarmi nel diniego scritto, il riferimento legislativo che lo attesti. Altrimenti, come già detto da altri, rimane una interpretazione personale dell’Ufficiale di Stato Civile (anche in caso di circolare interna), che non può essere utilizzata per negarmi il rilascio della copia integrale richiesta.

(senza contare il paradosso delle pubblicazioni delle copie dei Tribunali...).
alexlavopa - 30 Ago 2019 - 18:44
Oggetto:
Premessa: non sono un esperto di giurisprudenza ma provo a ragionare

Venendo meno l'art.177 che garantiva copia integrale passati i 70 anni, si ritorna all'art. 107 del DPR 396/2000 che dice :

Gli estratti degli atti dello stato civile possono essere rilasciati dall'ufficiale dello stato civile per copia integrale soltanto quando ne e' fatta espressa richiesta da chi vi ha interesse e il rilascio non e' vietato dalla legge.” (comma 1).

Chi vi ha interesse?

Secondo la funzionaria dello stato civile di Parma il concetto di interesse, agli atti anagrafici e di stato civile, è disciplinato dall’art. 22 comma 1 lett. B) della legge n. 241/1990 che in effetti recita:

s'intende "per "interessati", tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l'accesso"


il tuo punto se capisco bene è che la 241/1990 non si applica agli atti anagrafici e di Stato civile, mentre la funzionaria afferma il contrario.

Ora io questo non lo so. Sono d'accordo con te che l'abrogazione del 177 ha portato ad un vuoto legislativo per cui impedire l'invio di copia integrale mi sembra una forzatura, ma se non ci sono proprio le basi giuridiche nel discorso della funzionaria non lo saprei dire.

A me non andava di insistere anche perchè dipendo da loro per molti documenti pre 1916, gestiti dall'archivio storico del comune, vediamo cosa mi dicono lì.

Io ad ogni modo ho appuntato un promemoria e appena la situazione si chiarisce richiederò il mio bell'atto Smile
pacola - 29 Set 2019 - 19:08
Oggetto:
La problematica inerente il rilascio di certificati riguarda la sola copia integrale? Certificati di nascita/matrimonio e morte possono essere richiesti senza comprovati motivi?
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