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Curiosità dal mondo genealogico - Essere l'unico appassionato in Famiglia.

Alente - 17 Giu 2019 - 18:22
Oggetto: Essere l'unico appassionato in Famiglia.
Chiedo scusa se vado OT

Sono sempre stato appassionato della storia della mia famiglia,fin da ragazzino amavo ascoltare ciò che mi veniva raccontato da mia nonna (l'unica che mi ha sempre aiutato nelle ricerche) su mio nonno e sui vari avi e spesso mi illustrava o addirittura dava vecchie fotografie che ora conservo gelosamente.
Quando poi sono cresciuto ho deciso di darmi finalmente da fare per scoprire le mie origini e chi sono quindi i miei antenati, da quella che doveva essere una curiosità è diventata allora una vera e propria passione arrivando a epoche lontane (cosa che per me una volta era impossibile immaginare di arrivarci).

Tuttavia mi accorgo sempre di più che in famiglia sono l'unico (apparte un lontano zio che ha fatto ricerche anche lui) a cui interessa riscoprire le origini.
I miei genitori sono poco interessati, i miei cugini e zii invece chiedono ogni tanto di qualche novità ma non mi hanno mai chiesto fin'ora di illustrargli l'albero genealogico da me ricostruito. I fratelli rimasti dei miei nonni invece mi danno qualche informazione utile per incrementare il mio archivio storico (dopo averli tartassati di domande è normale).

Tutto ciò ha però un vantaggio: Non ci sono problemi nel prendere foto o oggetti del passato, i parenti che simpaticamente mi snobbano ogni tanto mi chiamano per dirmi di avermi messo da parte qualcosa che mi possa interessare (infatti ho di tutto e di più).

Io metterò da parte il mio grande archivio storico poi se in futuro i miei figli o nipoti saranno interessati...sapranno cosa fare. Very Happy

Voi invece come siete visti dalla gente "comune"?
Kaharot - 17 Giu 2019 - 18:44
Oggetto:
Penso che sia la storia un po' di tutti. D'altra parte se appartenessimo a famiglie che avessero avuto questo interesse, probabilmente non faremmo genealogia ma sfoglieremmo i libri e le ricerche già fatte da altri.
E invece siamo qui. Io direi che sono più o meno nella stessa situazione, a parte il fatto che nessuno mi chiama per dire che ha messo delle cose da parte per darmele, le devo chiedere e spesso devo implorare per riuscire ad avere qualche foto.
Anche nel mio caso la passione è nata ascoltando mia nonna e sua sorella, che, a loro volta, avevano ascoltato e incamerato informazioni dalla loro nonna. La maggior parte delle storie raccontate si sono poi rivelate vere, anche se a volte non combaciavano le epoche, ad esempio un fatto successo nel tardo '600, veniva riportato come accaduto a fine '800, semplicemente perché la memoria si era tramandata ma non si ricordava più il nome dell'avo protagonista, e veniva quindi "affibiato" a un altro avo più vicino.
Delle mie ricerche, a parte i miei genitori che chiedono qualche curiosità, gli altri lo fanno principalmente per due intenti: alcuni vogliono solo sapere "se avevamo eredità", come se la cosa potesse avere valore oggi; altri vogliono solo usufruire dei miei sforzi in maniera "rapace", infatti quando ho chiesto loro informazioni e foto si sono sempre negati.
Sinceramente a questi ultimi non do alcuna informazione, perché non se lo meritano.
Capisco che non tutti abbiano il tempo, la preparazione e la pazienza di fare le ricerche, ma se ognuno desse il proprio contributo il tutto sarebbe sicuramente più facile.
Tegani - 17 Giu 2019 - 19:08
Oggetto:
Io non ho mai trovato un clima ostile tra i parenti, ma neanche veri entusiasmi. Mi hanno sempre ascoltato con interesse, ma solo qualcuno ha manifestato la voglia di unirsi alle ricerche (su rami però ancora poco indagati e che avevo accantonato per dedicare il poco tempo che ho a quello principale).
Ho trasmesso invece la passione a qualcuno al di fuori della famiglia, che ora gira entusiasta per le parrocchie facendomi partecipe delle scoperte e chiedendomi qualche aiuto nell'interpretazione o nel latino.
Complessivamente mi ritengo soddisfatto.
cannella55 - 18 Giu 2019 - 10:18
Oggetto:
Nessuno dei miei è interessato alle ricerche, anche perchè non sono più tra di noi....Se mi fossi attivata da giovane, probabilmente, avrei avuto notizie di prima mano, che ora mi sfuggono.
La mia passione è nata, come detto più volte, da un foglio trovato in casa dopo la morte di mio padre:un albero genealogico scarno e senza riferimenti.Da lì, sono ripartita, iniziando il mio, principale e collaterale, che si è ingrandito con tutti i rami, che sono riuscita a trovare. Sono l'ultima della mia famiglia e vorrei scoprire più informazioni possibili sul passato di chi mi ha preceduto.In famiglia sono etichettata come "quella che cerca i morti", come se fosse una stramberia, una stranezza senile....I miei figli non sembrano particolarmente coinvolti.Ho avuto solo sporadici aiuti da alcuni parenti argentini, che hanno notizie di seconda mano, per lo più romanzate e che non mi hanno aiutano certo a dipanare la matassa degli spostamenti e delle vite di chi mi ha preceduto.Dal mio cognome ho spaziato su quello di mia madre, di mio marito, dei nonni, bisnonni, delle famiglie emigrate, dei "parenti del Dna", come li chiamiamo tra "adepti"!!!Un lavoro enorme, che è diventato compulsivo, visto il tempo, poco, e gli anni, miei, molti.....Spero solo che tutta questa fatica non finisca in un bidone della spazzatura, insieme al ricordo di coloro che sono in me e da cui discendo.Nonostante questo, condivido molto, sperando che si accenda un minimo interesse anche negli altri, ma finora con scarsi risultati.Generosità mal ripagata, ma non demordo!Ho tanti amici genealogisti e con loro mi sbizzarrisco:compresa e comprensiva!!!
Kaharot - 18 Giu 2019 - 10:20
Oggetto:
A proposito di "quella che cerca i morti", a me un impiegato dell'Archivio di Stato!!! disse: "ma non capisco perché perdete tempo a cercare i morti!". Non credo sia il caso di commentare.
cannella55 - 18 Giu 2019 - 10:24
Oggetto:
La mia amica archivista(sacrilegio) mi disse che lei non aveva mai fatto il suo albero genealogico ed in sala studio aveva quello di Paperon de' Paperoni...Non aggiungo altro Kaharot, ma ti sono vicina!!!
Alente - 18 Giu 2019 - 11:14
Oggetto:
Io non capisco perchè la gente ci guarda male a tutti noi, non è una perdita di tempo quello che stiamo facendo noi appassionati, ma bensì stiamo riscoprendo le nostre origini che ci appartengono. C'è anche da dire però che noi siamo una specie a parte, nessuno che non sia interessato può capire le nostre emozioni quando troviamo un atto o una foto storica.

Mesi fa ad esempio mentre sistemavo nella casa dove abitava mia nonna ho trovato una scatola piena di foto,documenti dei miei bisnonni trisnonni e addirittura quartavoli...non vi dico l'emozione, ma insieme a me erano presenti anche altri miei parenti che tra l'altro le foto dovrebbero interessare anche a loro, ma nulla! Cosi ora le ho io dopo aver evitato che venissero chissà dove buttate, visto i precedenti meglio sbrigarsi a prendere ciò che deve venire conservato.
Tegani - 18 Giu 2019 - 12:05
Oggetto:
Alente ha scritto:
C'è anche da dire però che noi siamo una specie a parte, nessuno che non sia interessato può capire le nostre emozioni quando troviamo un atto o una foto storica.

Direi che il punto è tutto qui. Questa frase può essere fatta propria da qualunque appassionato di qualunque disciplina. Ognuno ha i suoi gusti e le sue inclinazioni. Noi abbiamo questa, e sicuramente ci sono tante cose delle quali nulla c'importa e che invece infiammano l'animo di altre persone.
anna573 - 18 Giu 2019 - 13:27
Oggetto:
Nessuno dei miei, oltre a non partecipare, ha mai condiviso quello faccio, anzi, il più delle volte mi chiedono: ma che ti importa, a cosa ti porta tutto questo visto che non vale nulla? Tutto si riduce ad un ritorno economico, quindi per loro sto perdendo tempo oltre ad un mancato guadagno! Per non parlare degli archivisti, alcuni disabituati a lavorare che non sanno come cercare, altri che distratti dal loro far niente ti guardano come se volessero dirti: mi ci mancavi solo tu oggi! Per quanto mi riguarda l’impegno, la dedizione, la serietà impiegati sono paragonabili ad un “lavoro” vero e proprio, trascurando qualche altro “hobby”. Spero di poterlo lasciare a qualcuno che lo saprà apprezzare ma ad oggi, non l’ho trovato...
lobster - 18 Giu 2019 - 13:30
Oggetto:
Anche la mia esperienza ricalca quella di molti di voi. La “malattia” è cominciata da un mini albero stilato da una prozia. L’emozione provata nel trovare il mio primo documento è stata incredibile, così come il disinteresse da parte di quasi tutti i parenti. Ognuno ha i suoi gusti e penso sia bello e giusto così.
maxlaura - 18 Giu 2019 - 14:13
Oggetto:
Io ho iniziato da poco, anche se sono anni che avrei voluto scoprire il mio albero genealogico almeno in linea paterna che è il più "semplice" da scoprire per me dilettante (in quanto sapevo che per secoli i miei avi paterni erano sempre vissuti nello stesso piccolo paese). Comunque è vero a parte qualche amico che vorrebbe cimentarsi in questa ricerca anche i miei figli non mi paiono molto interessati.
Va beh magari un giorno cambieranno idea.
gianantonio_pisati - 18 Giu 2019 - 14:17
Oggetto:
É la storia un po' di tutti, non bisogna prendersela più di tanto. Ovviamente uno fa un albero genealogico e vorrebbe poterlo condividere con i propri parenti. Se non interessa ai parenti, figuriamoci se interessa agli sconosciuti. Dall'incapacita' di condividere il proprio entusiasmo genealogico nascono secondo me un po' le nostre condivisibili amarezza e delusione. Devi ritenerti già fortunato di aver avuto così tanta collaborazione dagli zii e cugini.
ArmataSarda - 18 Giu 2019 - 16:37
Oggetto:
Ti capisco bene, anche io solo. Il dramma è che per discussioni di famiglia insensate non posso vedere e sentire i miei nonni da vent'anni. Una cugina dovrebbe conservare il materiale messo insieme dal fratello di nonno che si interessò di queste cose ma quando le scrissi mi liquidò gelidamente.
Beric - 20 Giu 2019 - 12:28
Oggetto:
Io ho trovato una discreta collaborazione da parte dei parenti, miei e di mia moglie, nel fornire foto e documenti.

Nessuna collaborazione nell'unirsi alle ricerche, ma me l'aspettavo.
Scarso entusiasmo nei risultati ottenuti, e confesso che un po' questo mi spiace. D'altra parte è anche vero che le ricerche hanno smontato alcune "leggende familiari", e la cosa non è stata presa benissimo.
alegdansk - 20 Giu 2019 - 22:13
Oggetto:
Noto più che altro che la gente generalmente è del tutto disinteressata all'argomento, come se si parlasse della storia di qualcun'altro. La gente vive benissimo conoscendo al massimo il nome dei nonni. Già il cognome delle nonne comincia ad essere materia difficoltosa. Io non dico che si debba diventare dei maniaci di genealogia ma almeno conoscere qualcosina delle proprie origini certo male non farebbe. C'è una superficialità allucinante generalizzata. La gente ha una concezione dell'esistenza molto limitata. Per la maggioranza tutto comincia con la propria nascita e tutto finsce con la propria morte. Il resto è del tutto insignificante. Evidentemente è molto più interessante sapere se Mark Caltagirone esista oppure no Very Happy
Per quanto riguarda invece la mia famiglia invece, tutti si complimentano del gran lavoro che ho fatto e sono curioso di vedere la faccia che faranno quando leggeranno tutta la ricostruzione nero su bianco che ho rivisto e corretto decine e decine di volte per renderla più fluente, dettagliata ed interessante Smile
Alente - 21 Giu 2019 - 09:00
Oggetto:
alegdansk ha scritto:
Noto più che altro che la gente generalmente è del tutto disinteressata all'argomento, come se si parlasse della storia di qualcun'altro. La gente vive benissimo conoscendo al massimo il nome dei nonni. Già il cognome delle nonne comincia ad essere materia difficoltosa. )


Lascia stare va! I miei cugini non sanno manco che lavoro facevano i nonni Ma come si fa! Rolling Eyes
FPRF - 21 Giu 2019 - 10:03
Oggetto:
Ma la genealogia si fa per se stessi e per lasciare una traccia che qualcuno, forse, coglierà quando noi non ci saremo più.
In fondo per tutti noi la scintilla per la ricerca è partita da qualcosa, un oggetto, una casa, una vecchia foto, un albero genealogico parziale buttato in qualche cassetto, un vecchio diario, un pezzo d'arredo, una lettera, una racconto orale ecc.
Una buona ricerca genealogica si fa, si confeziona e si lascia in eredità (siti internet, portali, cartaceo, stemmari ecc) con la speranza e l'auspicio che rimanga in famiglia e si tramandi la tradizione della memoria.

Una genealogista in famiglia è più che sufficiente. Very Happy
Kaharot - 21 Giu 2019 - 11:23
Oggetto:
FPRF ha scritto:

Una buona ricerca genealogica si fa, si confeziona e si lascia in eredità (siti internet, portali, cartaceo, stemmari ecc) con la speranza e l'auspicio che rimanga in famiglia e si tramandi la tradizione della memoria.


Io mi sono convinto - e voglio scriverlo qua per suggerirlo a tutti - che conviene fare un lavoro pulito, rilegato e fatto secondo i canoni, per lasciarne copia a una biblioteca pubblica o anche all'Archivio di Stato. Purtroppo l'esperienza ci insegna che spesso in famiglia queste cose vanno perdute, mentre in un archivio pubblico rimarranno a disposizione di chi, anche nostro diretto discendente, vorrà un giorno fare una ricerca.
fabifado69 - 21 Giu 2019 - 23:36
Oggetto:
Ciao a tutti! anche per me vale più o meno quello che riguarda tutti voi...mi guardano come un marziano a volte...mio padre no...è curioso di sapere ,anche perchè la mia passione è nata dalla totale o quasi non conoscenza del ramo paterno, qualche scarna notizia qui e là e "legende familiari" mi hanno portata a voler conoscere ed approfondire la storia della famiglia di mio nonno, per ora e sono arrivata a metà del 1600 ...circa ...il mio lavoro continua...hanno ancora tanto da raccontarmi.Buona ricerca a tutti voi!
FPRF - 24 Giu 2019 - 11:10
Oggetto:
Kaharot ha scritto:

Io mi sono convinto - e voglio scriverlo qua per suggerirlo a tutti - che conviene fare un lavoro pulito, rilegato e fatto secondo i canoni, per lasciarne copia a una biblioteca pubblica o anche all'Archivio di Stato. Purtroppo l'esperienza ci insegna che spesso in famiglia queste cose vanno perdute, mentre in un archivio pubblico rimarranno a disposizione di chi, anche nostro diretto discendente, vorrà un giorno fare una ricerca.


Su questo sono molto curioso.
Premettendo che io sono ancora ad uno stato "embrionale" con la ricerca (sono arrivato ai primi del '700) e allo stato del concepimento per quanto riguarda la confezione del prodotto finale della ricerca questo aspetto del deposito in fondi pubblici o privati mi interessa molto.
Come avviene, materialmente, il deposito presso l'archivio di stato?

Perchè alla fine penso che per limitare la possibilità di vedere perso il proprio lavoro il massimo sia moltiplicare le possibilità di farlo rintracciare.
Per questo prima parlavo di stemmari. Paradossalmente uno stemma di famiglia (anche exnovo per chi non ne ha mai avuti o non ne ha mai reperiti) lascia una traccia che può cavalcare i secoli e questo spingere poi alla ricerca d'archivio.
E' un ambito poco battuto ma importante per noi appassionati.
Kaharot - 24 Giu 2019 - 12:20
Oggetto:
Io parlo per l'AdS della mia provincia, ma credo sia così un po' ovunque. Oltre ai documenti storici, l'AdS ha una sezione in cui si conservano libri scritti grazie alle informazioni dell'archivio. Anzi è "obbligatorio" depositare presso l'archivio un libro pubblicato con notizie tratte dallo stesso archivio. In questa biblioteca si conservano anche lavori come tesi di laurea. Ora un libro genealogico prodotto in proprio, equivale, più o meno, a una tesi di laurea. Basta andare lì e consegnarlo. Neanche io l'ho ancora fatto, ma, almeno nell'AdS che frequento io, sono molto disponibili, non so se altrove richiedano determinati parametri.
FPRF - 24 Giu 2019 - 17:32
Oggetto:
Kaharot ha scritto:
Io parlo per l'AdS della mia provincia, ma credo sia così un po' ovunque. Oltre ai documenti storici, l'AdS ha una sezione in cui si conservano libri scritti grazie alle informazioni dell'archivio. Anzi è "obbligatorio" depositare presso l'archivio un libro pubblicato con notizie tratte dallo stesso archivio. In questa biblioteca si conservano anche lavori come tesi di laurea. Ora un libro genealogico prodotto in proprio, equivale, più o meno, a una tesi di laurea. Basta andare lì e consegnarlo. Neanche io l'ho ancora fatto, ma, almeno nell'AdS che frequento io, sono molto disponibili, non so se altrove richiedano determinati parametri.


Molto interessante.
In ogni caso quello che a me frena dal discorso "libro" è che la storia famigliare in genere va molto oltre il libro ed interessa più che altro "l'archivio famigliare".
Nonostante abbia un albero relativamente "corto" (ripeto sono arrivato ai primi '700) ho già una montagna di documenti in digitale che costituiscono la vera ossatura della mia ricerca essendo gli effettivi depositari della storia, unici custodi di una memoria altrimenti perduta.
Intendo dire, un libro può raccontare la storia di un avo, ma il documento gli da reale consistenza e permette di tramandare la storia.

Il problema è che gli archivi famigliari se non hanno interesse storico o culturale dubito che vengano acquisiti dagli archivi di stato, anche perchè conservarli ha un costo e, da quanto so, i fondi archivistici che vengono donati agli AdS rimangono a canone gratuito in custodia degli AdS per sempre. Quindi un archivio "normale" dubito venga acquisito.
filigio - 29 Giu 2019 - 12:48
Oggetto:
Considerando che la mia situazione non è diversa dalle vostre, io mi sono prefissato un obbiettivo: Non rendere vane le mie ricerche! Allora sto scrivendo tutto, farò un libro e ne donerò una copia alla biblioteca della mia città ed una ad ogni parrocchia dove ho fatto le ricerche, oltre a regalarlo a tutte le famiglie mie parenti. Spero che in questo modo qualcosa possa rimanere nel tempo.
Junker - 30 Giu 2019 - 11:43
Oggetto:
Vi capisco benissimo... anch'io sono nella medesima situazione.

Le ricerche dobbiamo sobbarcarcele noi, salvo, poi, qualcuno del parentado che se ne esce dicendo: "Quando hai finito, mandami l'albero fatto"...

Questa cosa mi fa imbestialire: sono più di 10 anni che lavoro all'albero genealogico e i miei parenti sanno che ogni minuto di tempo libero (anche le cosiddette vacanze le trascorro nei vari archivi, sacrificando tempo e denaro per questo hobby che, come qualcuno ha già puntualizzato, assume sempre più le caratteristiche di un morbo) lo spendo nella ricerca... il loro comportamento è irrispettoso... Tuttavia, ciò che mi fa indiavolare ancor di più è il fatto che se anche uno solo di loro 20 o 30 anni fa si fosse mosso nella mia direzione, a quest'ora avremmo più informazioni, poiché molti registri dei luoghi in cui ricerco sono scomparsi proprio qualche anno prima che io iniziassi le ricerche, causandomi fatiche erculee per riuscire a trovare risposte e collegamenti (sapete tutti, ormai, del caso di omonimia che mi distrugge da quasi 10 anni e che ancora non è risolto al 100%).

E' vero che lo si fa con piacere... ma è altrettanto vero che la passione fiorisce quando si trovano documenti e risposte... quando, invece, si vede un muro davanti a sé e il vuoto totale, tutto appare essere un sacrificio incredibilmente enorme e sproporzionato... Ma tutto si giustifica quando si cerca, semplicemente, di rispondere alla domanda: "Chi siamo? Da dove veniamo?"...
Alente - 30 Giu 2019 - 11:57
Oggetto:
Junker ha scritto:
Vi capisco benissimo... anch'io sono nella medesima situazione.

Le ricerche dobbiamo sobbarcarcele noi, salvo, poi, qualcuno del parentado che se ne esce dicendo: "Quando hai finito, mandami l'albero fatto"...

Questa cosa mi fa imbestialire: sono più di 10 anni che lavoro all'albero genealogico e i miei parenti sanno che ogni minuto di tempo libero (anche le cosiddette vacanze le trascorro nei vari archivi, sacrificando tempo e denaro per questo hobby che, come qualcuno ha già puntualizzato, assume sempre più le caratteristiche di un morbo) lo spendo nella ricerca... il loro comportamento è irrispettoso...


A me danno del pazzo, non capiscono non c'è niente da fare. Data la mia giovane età poi, i miei non fanno altro che ripetermi di fare quello che fanno gli altri della mia età.
Preferisco mille volte essere considerato pazzo e riportare in vita le mie origini cosa che in futuro mi verrà poi ripagata chissà.
cannella55 - 01 Lug 2019 - 09:14
Oggetto:
Caro Alente, alla tua giovane età, hai tempo per tutto, per divertirti come un giovane e per divertirti come...un genealogista. Un divertimento pulito, sano, utile perchè non solo si cerca di riportare alla memoria un passato di cui poco sappiamo, ma contribuiamo a preservarlo da mancanze future.
Ho iniziato relativamente tardi, quando nessuno dei miei era in vita, quindi, ho sgobbato sulle carte, "uccidendo" i miei occhi miopi, ma anche solo un ritrovamento o un collegamento mi ha ripagato di tutto. Credo che non finirò mai di cercare perchè mai troverò l'apice della mia famiglia, perduto in chissà quali carte, ma non smetterò mai, questo è sicuro, finche avrò le forze per farlo.
Bravo, ce ne fossero come te!
mariocap - 01 Lug 2019 - 10:41
Oggetto:
Anch'io sono l'unico in famiglia che si interessa alla genealogia. Tutti gli altri si fermano ai nonni, alcuni arrivano al bisnonno e già la bisnonna è di poco interesse.
Ma la cosa più strana è questa: la mia famiglia, lato padre, è di Portoferraio, e poco dopo la guerra (seconda guerra mondiale) hanno lasciato l'isola, in totale 10 figli più la nonna, il nonno è deceduto nel 1947, sia per Firenze sia per Milano. Fatto sta che eravamo tutti convinti che all'Elba non ci fosse più nessuno. Meno il sottoscritto che un giorno ha preso l'elenco del telefono e scopro che abbiamo una cugina, di 4° grado, la quale di noi sa molto, conosceva i nostri genitori (di vista anche se non tutti) e scopro che per motivi di soldi (tanto per cambiare) i rapporti tra i due rami della famiglia si erano interrotti verso il 1920 o giù di li. Tanto è che appunto nessuno dei nostri genitori ha mai detto una parola su quel ramo forse perchè il nonno non ne parlava. La cugina è stata felicissima del mio contatto tanto che sono andato a trovarla (e scoperto altri due cugini). Questa cugina è proprietaria, beata lei, di 4/5 case all'Elba e sarebbe felicisima di poter ospitare dei parenti ritrovati. Al di fuori del sottoscritto nessuno, dico nessuno, pur andando 2/3 volte all'Elba durante l'anno si mette in contatto con questa cugina e approfitta della sua ospitalità. Come se, appunto, la famiglia iniziasse dal nonno e tutto il resto non esistesse....
Emmebi - 31 Ago 2019 - 18:36
Oggetto:
Che bel post! Io mi chiuderei in un archivio a vita a consultare registri, e invidio profondamente chi ha la fortuna di lavorare in un AdS..sono malata?? Ma qui so di non essere sola Smile
Condivido con voi anche la solitudine, ho sorelle e cugini a cui non importa nulla di nulla del nostro passato famigliare (e dovrebbe, visto che in famiglia si sapeva pochissimo prima delle mie ricerche). Neanche la minima curiosità. Per fortuna ho mio papà che aspetta sempre con emozione i frammenti che man mano riesco ad aggiungere al puzzle, e’ per lui che ho iniziato, ed e’ anche per lui che vado avanti.
Sono d’accordo con l’utente che ha suggerito di fare un eBook da donare a istituzioni pubbliche/biblioteche locali. Io personalmente sto caricando il mio albero su FS, che non sarà il massimo come funzionalità ma almeno sono certa che i Mormoni lo preserveranno adeguatamente nei decenni a venire e sarà sempre disponibile. Inoltre sto tramandando piccole semplici informazioni ai bambini della famiglia, figli e nipotini, chi siamo e da dove vengono i nostri antenati, ormai lo sanno a memoria ed e una piccola cosa per tramandare almeno le informazioni principali.
Mi spiace invece di aver condiviso l’esito delle mie faticose ricerche con alcuni lontani parenti che avevano promesso foto, informazioni (che sicuramente hanno) e invece sono spariti nel nulla senza spiegazioni, e’ stato un piccolo dolore per mio papà che non posso perdonare.
Alente - 31 Ago 2019 - 18:45
Oggetto:
Emmebi ha scritto:
Inoltre sto tramandando piccole semplici informazioni ai bambini della famiglia, figli e nipotini, chi siamo e da dove vengono i nostri antenati, ormai lo sanno a memoria ed e una piccola cosa per tramandare almeno le informazioni principali.
.


Quello che sto cercando di fare anche io con i giovani di famiglia, almeno quando cresceranno non mi daranno dell'alieno o del matto, ed entreranno nell'ottica della storia genealogica. L'unica cosa è che loro avranno già la "pappa" pronta.
gianantonio_pisati - 31 Ago 2019 - 22:26
Oggetto:
Citazione:
invidio professionalmente chi ha la fortuna di lavorare in un AdS


Lavorare in Archivio è una cosa, fare ricerche in Archivio è un'altra. Io preferirei di gran lunga la seconda opzione, perché la prima significa guardare gli altri che ricercano e/o assisterli e smaniare di non poterlo fare...
SimoneL - 01 Set 2019 - 14:45
Oggetto:
Alente ha scritto:
A me danno del pazzo, non capiscono non c'è niente da fare. Data la mia giovane età poi, i miei non fanno altro che ripetermi di fare quello che fanno gli altri della mia età.
Preferisco mille volte essere considerato pazzo e riportare in vita le mie origini cosa che in futuro mi verrà poi ripagata chissà.


Succede anche a me, ho iniziato a fare ricerche quando non avevo neanche 15 anni e ho ripreso ora che ne ho 18 (le interruppi dopo i terremoti del 2016 e 2017, visto che molti edifici comunali e chiese della zona di Ascoli Piceno vennero dichiarati inagibili).
Il commento di un mio familiare è stato "Non hai proprio niente da fare, eh?", come se stessi ricominciando a fare ricerche solo perché non so come impegnare il mio tempo... Neutral
Non mi sono mai dedicato ad attività o interessi "normali" per uno della mia età, ad essere sincero, ma non ci trovo nulla di sbagliato.

Devo dire che ad avere un interesse maggiore per la genealogia sono stati i parenti anziani, che sono stati molto felici di aiutarmi all'inizio, quando avevo bisogno di più informazioni possibili su bisnonni, trisnonni e quadrisavoli per poter fare ricerche mirate.
Alcuni di loro mi hanno anche chiesto di stampargli/mandargli l'albero genealogico e gli atti dei loro antenati! Very Happy
Alente - 01 Set 2019 - 15:00
Oggetto:
SimoneL ha scritto:
Alente ha scritto:
A me danno del pazzo, non capiscono non c'è niente da fare. Data la mia giovane età poi, i miei non fanno altro che ripetermi di fare quello che fanno gli altri della mia età.
Preferisco mille volte essere considerato pazzo e riportare in vita le mie origini cosa che in futuro mi verrà poi ripagata chissà.


Succede anche a me, ho iniziato a fare ricerche quando non avevo neanche 15 anni e ho ripreso ora che ne ho 18 (le interruppi dopo i terremoti del 2016 e 2017, visto che molti edifici comunali e chiese della zona di Ascoli Piceno vennero dichiarati inagibili).
Il commento di un mio familiare è stato "Non hai proprio niente da fare, eh?", come se stessi ricominciando a fare ricerche solo perché non so come impegnare il mio tempo... Neutral
Non mi sono mai dedicato ad attività o interessi "normali" per uno della mia età, ad essere sincero, ma non ci trovo nulla di sbagliato.

Devo dire che ad avere un interesse maggiore per la genealogia sono stati i parenti anziani, che sono stati molto felici di aiutarmi all'inizio, quando avevo bisogno di più informazioni possibili su bisnonni, trisnonni e quadrisavoli per poter fare ricerche mirate.
Alcuni di loro mi hanno anche chiesto di stampargli/mandargli l'albero genealogico e gli atti dei loro antenati! Very Happy


Stessa cosa mia

Come ho detto già tempo fa,la genealogia è la storia applicata alle proprie origini, purtroppo molti la vedono come una perdita di tempo, ma in realtà è una passione costruttiva dove si impara molto, dal latino alla storia passando per lo studio delle diverse culture italiane.

Esiste un proverbio cinese:
Dimenticare i propri antenati significa essere un ruscello senza sorgente, un albero senza radici.

Spero che in futuro qualcuno riuscirà a conservare tutto ciò che ho trovato e salvato nel corso delle ricerche.
Nico2000 - 01 Set 2019 - 16:51
Oggetto:
@SimoneL @Alente D’ora in poi credo che vi citerò ogni volta che i miei parenti mi daranno del pazzo perché sono andato a scomodare il prete o l’archivista di turno 😂 A parte mio nonno, che aspetta con ansia ogni novità che scopro, gli altri non capiscono perché impiegare tempo e risorse in questa passione, tanto più visto che ho 19 anni e non 65 (non so perché ma in paese fare ricerche storiche è considerata un’attività da pensionati) La cosa buffa è che per questo motivo oltre al soprannome di famiglia me ne hanno affibbiato uno personale, ora in paese sono “quello dei cunti (racconti, fatti) antichi” 😂
Sono ben lontano dal pubblicare un libro ma per ora cerco anche io di raccogliere ordinatamente gli atti che trovo, chissà in futuro...
Kaharot - 01 Set 2019 - 17:11
Oggetto:
SimoneL ha scritto:

Succede anche a me, ho iniziato a fare ricerche quando non avevo neanche 15 anni


Anche io ho cominciato più o meno a quell'età e continuo ancora perché la voglia di sapere sempre di più è irrefrenabile. In tutti gli anni di ricerche, quasi 20 ormai, non ho mai trovato nessuno veramente appassionato, solo qualche "accattone", che voleva impossessarsi del mio lavoro, e che ho tenuto ben lontano. Una mia parente che rubò alcuni documenti importanti e non li vuole né restituire né far visionare, chiede continuamente "a che punto è il libro", ma "il libro" come dice lei, non ci sarà mai finché lei vive perché non merita di avere informazioni che mi sono sudato e che lei non ha per nulla contribuito a raccogliere.
Invece qualche settimana fa ho inaspettatamente trovato dei cugini appassionati anche loro di genealogia, peccato, però, che siano emigrati al Nord e che abbiamo in comune solo 1/8 della genealogia, perché discendono da un secondo matrimonio del mio bisnonno, perché sarebbe stato un grande aiuto per me, poter avere anche una mano da loro.
Ma pazienza, sicuramente io lascerò ai posteri più di quanto ho ricevuto, e questa è già una bella soddisfazione.
A volte mi piace immaginare che il giorno in cui entrerò in Paradiso (speriamo di meritarcelo) mi verranno ad accogliere tutti gli antenati che ho fatto rivivere con le mie ricerche e mi diranno: "grazie per averci ritrovati e ricordati". Perché come disse qualcuno: "Il ricordo è un poco di eternità".
Alente - 01 Set 2019 - 17:12
Oggetto:
Nico2000 ha scritto:
@SimoneL @Alente D’ora in poi credo che vi citerò ogni volta che i miei parenti mi daranno del pazzo perché sono andato a scomodare il prete o l’archivista di turno 😂 A parte mio nonno, che aspetta con ansia ogni novità che scopro, gli altri non capiscono perché impiegare tempo e risorse in questa passione, tanto più visto che ho 19 anni e non 65 (non so perché ma in paese fare ricerche storiche è considerata un’attività da pensionati) La cosa buffa è che per questo motivo oltre al soprannome di famiglia me ne hanno affibbiato uno personale, ora in paese sono “quello dei cunti (racconti, fatti) antichi” 😂
Sono ben lontano dal pubblicare un libro ma per ora cerco anche io di raccogliere ordinatamente gli atti che trovo, chissà in futuro...



Ahahah, che bello scoprire che esiste qualche altro giovane in questa situazione.
Io ormai sono diventato lo storico di famiglia, ma nessun parente sa dove sono veramente arrivato con le ricerche, tuttavia ogni tanto mi fanno qualche domanda su nonni/bisnonni, ma le risposte se le scordano nel giro di poco tempo.
I miei cugini (in coro) mi dicono: ma svagati, sei giovane goditi la vita.
I miei zii: Ma non pensi ad uscire con gli amici o a segnarti in palestra?

I miei genitori (vittime dei miei lunghi racconti Confused )sono i più clementi e sanno quanto ci tengo a questa passione ma ogni tanto sbuca qualche critica di troppo.

L'unica a sostenermi era mia nonna, ho poi un lontano zio anche lui appassionato che mi conferma l'albero genealogico che abbiamo in comune ,nonostante lui ha informazioni a cui non sono ancora arrivato,non gli chiedo di passermele sia per rispetto sia perchè non voglio rovinarmi il bello della ricerca.
filigio - 05 Set 2019 - 09:02
Oggetto:
Magari avessi io cominciato alla vostra età. Mi sento di darvi un consiglio: munitevi di un registratore ed intervistate ogni persona che abbia conosciuto i vostri antenati. Chiedete non solo vicende accadute ma anche il carattere, se fossero credenti o iscritti a qualche partito politico o solamente simpatizzanti, se ci fossero aneddoti che li riguardino. Ognuno racconterà una versione propria e voi vi farete un'idea reale del loro (vostri antenati) modo di essere. Perché poi, com'è inevitabile, il tempo scorre le persone se ne vanno ed i ricordi si perdono. Io ho cominciato a quasi quarant'anni, ed ho notizie di ricordi di persone fino ai miei bisnonni, voi potreste arrivare oltre e avere non solo un freddo (se pur importante) nome scritto ad inchiostro, ma anche l'essenza della persona, potreste riconoscervi in alcuni lati del carattere, del modo di camminare e di tante altre piccole cose che un archivio non potrà mai darvi. Poi oggi ci sono programmi che oltre a farvi creare un albero genealogico, possono archiviare immagini e suoni e voi avrete la completezza delle delle vostre ricerche.
cannella55 - 05 Set 2019 - 09:53
Oggetto:
Sono d'accordo con Gianantonio Pisati! Ho amici che lavorano in archivio e che non hanno materialmente il tempo di dedicarsi a ricerche personali.
In questo periodo, poi, sono sommersi da richieste dall'estero per la cittadinanza italiana.
Come dice la stessa parola"archivista", il loro lavoro dovrebbe essere quello di catalogare e riordinare il materiale presente e quello futuro.Mi dicono che addirittura non dovrebbero nemmeno aiutare nella ricerca, ma solo mettere a disposizione i documenti.
Resta il fatto, che ho chiesto di essere chiusa in archivio, "dimenticata" dai responsabili, ma non ho ottenuto nessuna agevolazione, nemmeno ricorrendo al sentimentalismo!!!
Emmebi - 05 Set 2019 - 10:51
Oggetto:
gianantonio_pisati ha scritto:
Citazione:
invidio professionalmente chi ha la fortuna di lavorare in un AdS


Lavorare in Archivio è una cosa, fare ricerche in Archivio è un'altra. Io preferirei di gran lunga la seconda opzione, perché la prima significa guardare gli altri che ricercano e/o assisterli e smaniare di non poterlo fare...


Dopo aver aiutato gli altri, possono accedere liberamente agli archivi senza il limite dei 3 volumi giornalieri da richiedere il giorno prima! Io non vado in Ads a Roma per il momento perché non saprei quali chiedere, avrei bisogno di consultarli liberamente. E’ frustrante.
Emmebi - 05 Set 2019 - 10:57
Oggetto:
Kaharot ha scritto:

A volte mi piace immaginare che il giorno in cui entrerò in Paradiso (speriamo di meritarcelo) mi verranno ad accogliere tutti gli antenati che ho fatto rivivere con le mie ricerche e mi diranno: "grazie per averci ritrovati e ricordati". Perché come disse qualcuno: "Il ricordo è un poco di eternità".


La morte mi fa paura. L’unica cosa di positivo che ci vedo al momento e’ la possibilità di rincontrare i miei cari, e di incontrare finalmente i miei avi, incontrati nelle miei ricerche genealogiche, per fare domande, chiudere cerchi, e sentire racconti. A volte alcuni ho la sensazione davvero di conoscerli uno per uno, mi sono diventati cari anche se vissuti 200 anni fa. Spero davvero che l’aldila’ esista.
Junker - 05 Set 2019 - 15:36
Oggetto:
Kaharot ha scritto:
SimoneL ha scritto:

Succede anche a me, ho iniziato a fare ricerche quando non avevo neanche 15 anni

A volte mi piace immaginare che il giorno in cui entrerò in Paradiso (speriamo di meritarcelo) mi verranno ad accogliere tutti gli antenati che ho fatto rivivere con le mie ricerche e mi diranno: "grazie per averci ritrovati e ricordati". Perché come disse qualcuno: "Il ricordo è un poco di eternità".


Io, invece, temo quel momento perché potrei essere avvicinato da qualche anima che mi dice: "Ah, sono io il vero padre del tuo antenato Tizio e non Caio, quindi non discendi da quelli ma da me!"... un incubo!
Alente - 05 Set 2019 - 15:54
Oggetto:
Junker ha scritto:
"Ah, sono io il vero padre del tuo antenato Tizio e non Caio, quindi non discendi da quelli ma da me!"... un incubo!


Beh c'e da dire che quasi ogni albero genealogico ha delle "falle interne", purtroppo.
Emmebi - 05 Set 2019 - 21:28
Oggetto:
Junker ha scritto:
Kaharot ha scritto:
SimoneL ha scritto:

Succede anche a me, ho iniziato a fare ricerche quando non avevo neanche 15 anni

A volte mi piace immaginare che il giorno in cui entrerò in Paradiso (speriamo di meritarcelo) mi verranno ad accogliere tutti gli antenati che ho fatto rivivere con le mie ricerche e mi diranno: "grazie per averci ritrovati e ricordati". Perché come disse qualcuno: "Il ricordo è un poco di eternità".


Io, invece, temo quel momento perché potrei essere avvicinato da qualche anima che mi dice: "Ah, sono io il vero padre del tuo antenato Tizio e non Caio, quindi non discendi da quelli ma da me!"... un incubo!


Anni e anni spesi a fare l’albero genealogico di qualcun altro...davvero un incubo!! Smile)))
cannella55 - 06 Set 2019 - 08:49
Oggetto:
Tutto caduto in prescrizione!!!All'ingresso del Paradiso ci accoglieranno i nostri cari e finalmente vedremo svelati alcuni misteri, che in vita ci avranno perseguitato...
Chi ha citato i 65 anni come età consona alla ricerca, è pregato vivamente di smentire!!!
Sarà, che sono una "vecchia" appassionata, ma trovo che cercare e ricercare, sforzarmi di acchiappare qualche frammento di storia, geografia, società sia più utile di tanti...integratori!
La genealogia spalanca le porte del sapere,ma anche dell'avventura meravigliosa nel passato.
Chi ha iniziato da giovane ha anni e anni di ricerche davanti, chi ha messo mano ai documenti più tardi, non può far altro che rincorrere il tempo, sperando di averne abbastanza, tutto qui.
Bravi ragazzi giovani, lasciate dire e siate egoisti del vostro lavoro:farebbe comodo a tutti trovarsi una sfilza di parenti messi in ordine per anno e figliolanza e invece, no, custodite gelosamente il vostro lavoro e centellinatelo.
Ti dò un nome, tu che cosa mi dai? Buon proseguimento
Emmebi - 06 Set 2019 - 12:22
Oggetto:
cannella55 ha scritto:
Tutto caduto in prescrizione!!!All'ingresso del Paradiso ci accoglieranno i nostri cari e finalmente vedremo svelati alcuni misteri, che in vita ci avranno perseguitato...
Chi ha citato i 65 anni come età consona alla ricerca, è pregato vivamente di smentire!!!
Sarà, che sono una "vecchia" appassionata, ma trovo che cercare e ricercare, sforzarmi di acchiappare qualche frammento di storia, geografia, società sia più utile di tanti...integratori!
La genealogia spalanca le porte del sapere,ma anche dell'avventura meravigliosa nel passato.
Chi ha iniziato da giovane ha anni e anni di ricerche davanti, chi ha messo mano ai documenti più tardi, non può far altro che rincorrere il tempo, sperando di averne abbastanza, tutto qui.
Bravi ragazzi giovani, lasciate dire e siate egoisti del vostro lavoro:farebbe comodo a tutti trovarsi una sfilza di parenti messi in ordine per anno e figliolanza e invece, no, custodite gelosamente il vostro lavoro e centellinatelo.
Ti dò un nome, tu che cosa mi dai? Buon proseguimento



Hai veramente ragione Cannella, io ho fatto l’errore ingenuo di condividere il mio lavoro con dei lontani parenti che avevano promesso fotografie, e invece non solo non hanno condiviso le foto, ma neanche un semplice “grazie” Sad((

Volevo aggiungere una riflessione: la genealogia non e’ sempre un percorso “felice” e indolore. Si possono scoprire fatti ed eventi che lasciano l’amaro in bocca (e non parlo dei parenti infami che non dicono grazie). O che portano un po’ di tristezza. Ma tutto questo sono emozioni, emozioni profonde. A me e’ capitato di avere le lacrime agli occhi di fronte ad alcuni documenti.
Io spero solo di avere il tempo di raccontare un altro pezzo importante di questa nostra storia famigliare a mio padre, che è anziano, e aspetta da troppo troppo tempo, anche se i mezzi informatici e la lontananza geografica dagli archivi mi remano contro.
cannella55 - 06 Set 2019 - 13:57
Oggetto:
Grazie, Emmebi, non è stato un errore condividere, solo generosità, che molte volte contraddistingue noi appassionati.
I primi tempi, ho rincorso qualsiasi parente e non, mi capitasse a tiro, illusa, che sarebbero stati felici di ritrovare una cugina perduta ed invece, ho trovato un muro di reticenza.
Non possiamo pretendere nemmeno, che i nostri famigliari condividano questa passione.Come ho già detto molte volte, per loro, sono quella"che cerca i morti"!!!
Vero anche, che si trovano informazioni difficili da gestire, come dici tu, dolorose.
Hai ancora un papà a cui raccontare i tuoi passi in avanti, una cosa bellissima, il mio avrebbe gradito,ma è andata come è andata...
Buone future scoperte
filigio - 06 Set 2019 - 17:46
Oggetto:
Da ciò che scrivete emerge spesso il "rancore" per una mancata riconoscenza, succede anche a me (la mancata riconoscenza), ne ho già parlato, la mia idea sull'argomento è che in primis lo faccio per me stesso, sono io il curioso che vuole conoscere e sapere, è mia la grande soddisfazione della scoperta di un nuovo antenato. Poi cerco di coinvolgere (dando tutto quello che ho senza reticenze), se anche a loro scatta la voglia bene, altrimenti io vado per la mia strada. E fino ad ora questo è successo. Ho una speranza ancora: il figli di mio nipote (sono zio) stanno diventando ragazzi ed ho in progetto di cominciare a raccontare a mo' di storielle, magari a loro piace e da grandi si appassioneranno... Io ho due figlie ma non ne vogliono sapere. Questo hobby lo reputo come un qualsiasi altro hobby, anzitutto deve soddisfare me. So che per la sua natura riuscire a condividerlo è una soddisfazione doppia, ma le cose girano così... E non vale la pena (per me) prendersela più di tanto.
Kaharot - 06 Set 2019 - 21:36
Oggetto:
filigio ha scritto:
Da ciò che scrivete emerge spesso il "rancore" per una mancata riconoscenza


In "rancore" se così si può dire, nel mio caso è piuttosto un dispiacere, non riguarda quelle persone che non si interessano del lavoro che svolgiamo, ma di quelli che ti chiedono le informazioni senza dimostrare la minima gratitudine e, per carpirle, promettono cose che, quasi certamente, neanche hanno. Alcuni agiscono come quando si vuol distogliere un bambino da qualcosa, puntando sulla sua golosità. E questa è una cosa ingiusta, sarebbero più onesti a dire: "Sinceramente non ho nulla, ma mi farebbe piacere conoscere la storia della nostra famiglia".
fabifado69 - 06 Set 2019 - 23:10
Oggetto:
cannella55 ha scritto:
Grazie, Emmebi, non è stato un errore condividere, solo generosità, che molte volte contraddistingue noi appassionati.
I primi tempi, ho rincorso qualsiasi parente e non, mi capitasse a tiro, illusa, che sarebbero stati felici di ritrovare una cugina perduta ed invece, ho trovato un muro di reticenza.
Non possiamo pretendere nemmeno, che i nostri famigliari condividano questa passione.Come ho già detto molte volte, per loro, sono quella"che cerca i morti"!!!
Vero anche, che si trovano informazioni difficili da gestire, come dici tu, dolorose.
Hai ancora un papà a cui raccontare i tuoi passi in avanti, una cosa bellissima, il mio avrebbe gradito,ma è andata come è andata...
Buone future scoperte

Cara Cannella55 è capitata la stessa cosa a me , ero riuscita ad individuare questa signora che lavora per la proloco del piccolo borgo da cui discende la mia famiglia paterna,con cui abbiamo molto in comune,una trisnonna e la mamma della signora ha il mio stesso cognome, i nostri bisnonni erano cugini carnali,il mio sogno era poter vedere se esisteva una foto di questa nostra trisnonna che è vissuta fino al 1935 in casa con i suoi parenti...per me sarebbe stato bellissimo,perche sono io che sono riuscita a risalire a lei con le mie ricerche visto che mio nonno parlava molto poco della sua famiglia di origine...questa persona non solo non mi ha più risposto...neanche mi ha detto il suo nome...e non mi ha fatto sapere più nulla...forse devo essergli sembrata una mezza pazza e l'ho spaventata...peccato lei e sua mamma erano forse le uniche due persone che avrebbero potuto sapere qualcosa in più...comunque ad maiora semper! Io continuo per conto mio!...
cannella55 - 07 Set 2019 - 10:28
Oggetto:
Meglio"mezza pazza", che poco educata!
Qualcuno più su ha detto, che la ricerca la fa per se stesso, per soddisfazione personale:è vero, c'è chi colleziona le figurine dei calciatori e noi ..i parenti perduti!!!
Ogni piccolo tassello, ogni minima storia, che acquisisce una sua collocazione, riempie di soddisfazione. Ho due figli, che apparentemente non si interessano, non hanno mai sfogliato i quaderni e quaderni, che ho riempito(sono vecchia maniera, scrivo e metto poco su Internet), ma ho già comunicato loro, che non dovranno buttare nulla.Se lo faranno, non lo so, se potessi, andrei Lassù con la valigia dei miei documenti...
D'altra parte, nemmeno io, da ragazza, ero così interessata...
Auguri anche a te, Fabifado69
Beric - 13 Set 2019 - 11:02
Oggetto:
A leggervi mi ritengo decisamente fortunato...

Della cerchia dei parenti "stretti" non c'è nessuno che condivida la mia passione, ma tutti si mostrano molto collaborativi nel raccontare storie, aneddoti, e fornire documenti di ogni tipo.




Un caso piuttosto curioso, invece, è che con una sorella di mio suocero c'è stato un mezzo litigio perché lei sosteneva che la loro famiglia avesse ascendenze nobiliari, ma dai registri almeno a fino a inizio 1800 si vede chiaramente che si tratta "solo" di una famiglia di fornai e panettieri.
A smontare certe leggende familiari...
gianantonio_pisati - 14 Set 2019 - 22:53
Oggetto:
Potrebbe darsi che magari lo erano prima nobili. Comunque ti dirà che sono nobili lo stesso perché più si va indietro e più gli antenati aumentano... E ti dirà che i nobili saranno nei rami che tu non hai ancora esplorato 😂😂😂😂
cannella55 - 15 Set 2019 - 15:01
Oggetto:
Dal 1500 al 1800 i miei sono passati da nobili a fornai e commercianti!!!Sarà stata un'epidemia.....
Nei piccoli centri, come quello dove vissero, la nomea di nobili, Illustrissimi, Dominus, Domina, Signor, Messere non si negava a nessun ricco o a chi avesse funzioni di governo.Sarà stato un uso locale ed arbitrario, ma ne ho le prove.La nobiltà "vera", presenta sempre o quasi , documenti storici sicuri, non velleitarie supposizioni.
La mia amica archivista dice sempre, che chi è nobile lo sa da generazioni, non ha bisogno della conferma delle carte, ma potrebbe anche non essere vero, chissà.Io, credo se vedo, il resto sono solo fantasie..
Kaharot - 15 Set 2019 - 16:58
Oggetto:
Non era un uso locale quello di dare arbitrariamente il titolo di "nobile" etc.. a persone ricche e influenti, accadeva un po' ovunque e alcuni riuscivano pure a farsi confermare ufficialmente il titolo.
Per quanto riguarda ciò che dice l'archivista, è una frase che risuona spesso quando si parla dell'argomento, ma non è sempre così. Certo chi negli ultimi 400 anni ha avuto un antenato appartenente alle grandi dinastie reali è impossibile che non lo sappia, ma se parliamo di conti, marchesi, baroni il discorso cambia, si tratta di nobiltà "minore" se mi si passa il termine e non sempre se ne conserva memoria. Anzi spesso è avvenuto che chi proclamava ascendenze nobile in realtà non le aveva, mentre chi le aveva le ha taciute per la vergogna di aver perso il titolo.
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