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Curiosità dal mondo genealogico - Chiedo consiglio sulla DOTE

Rover92 - 10 Ott 2019 - 13:35
Oggetto: Chiedo consiglio sulla DOTE
Buongiorno,
Con riguardo all'assegnazione dei beni dotali volevo chiedere:
1 chi erano i soggetti contraenti della stipula
2 se TUTTI gli atti di costituzione della dote venivano trascritti nei libri dei notai
3 e sopratutto, in media, quanto tempo prima del matrimonio si pattuiva la dote
Vi ringrazio in anticipo
Kaharot - 10 Ott 2019 - 16:44
Oggetto:
Cerco di rispondere alle tue domande:

1. I contraenti dell'atto erano i legittimi capifamiglia, quindi generalmente erano i due padri o i fratelli maggiori, ma in taluni casi potevano essere anche altri parenti, dipende dalla situazione familiare. La sposa, inoltre, se era orfana e priva di parentela diretta, aveva un tutore o, se di maggiore età, un mundualdo, che fungeva da attore quando questa stipulava un atto pubblico, lo sposo, invece, agiva in sua persona. In rari casi, soprattutto se la sposa era vedova e possidente, era lei stessa a stipulare l'atto per se stessa in un eventuale secondo matrimonio.

2. In genere tutti gli atti dotali, chiamati Capitoli Matrimoniali, si stipulavano presso un notaio, ma può darsi che in alcuni luoghi si usasse diversamente, questo devi controllarlo in loco. Si stipulavano atti anche fra i poveri, io, almeno, ho trovato anche atti in cui alla sposa davano solo il letto, le lenzuola e le tovaglie.

3. Generalmente i Capitoli Matrimoniali si stipulavano fra i 2 anni e i 6 mesi prima della contrazione del matrimonio.
Rover92 - 10 Ott 2019 - 20:08
Oggetto:
Grazie mille Kaharot !!!!
Cortese ed esaustivo
77vale - 02 Dic 2019 - 10:05
Oggetto:
informazione, negli atti notarili relativi alla dote, il padre è indicato come figlio di?
cannella55 - 02 Dic 2019 - 10:56
Oggetto:
Per la mia esperienza, sì, ma non so se sia la regola.Ricordiamoci che in Italia non c'era, almeno per gli anni più remoti, una uniformità di gestione di questi atti.
Spesso, qui, ne abbiamo avuto conferma.
Alle volte, ma parlo solo di quello che ho visto, il nonno veniva citato perchè in famiglia c'erano più parenti con lo stesso nome di battesimo e se non veniva citata la madre della sposo, era complicato capire chi fossero i "promessi".Il problema riguardava anche matrimoni tra persone con lo stesso cognome, che nei piccoli centri, erano parenti o anche, no ed andava spiegato.
Io, ho avuto nonno, figlio e nipote tutti con lo stesso nome di battesimo e quindi erano stati aggiunti alcuni particolari identificativi, tipo i soprannomi.
Parlo di Piemonte, per altre regioni, non lo so.
gianantonio_pisati - 02 Dic 2019 - 11:13
Oggetto:
77vale ha scritto:
informazione, negli atti notarili relativi alla dote, il padre è indicato come figlio di?


È quasi certo che sia così, nel 95% degli atti notarili ciascun nome di contraente ha l'indicazione del nome del padre.
Kaharot - 02 Dic 2019 - 12:59
Oggetto:
77vale ha scritto:
informazione, negli atti notarili relativi alla dote, il padre è indicato come figlio di?


Io nei atti notarili siciliani non ho mai trovato indicato il nome del padre dei genitori degli sposi, e neanche in altri tipi di atti, a meno che in quello stesso luogo e periodo non vi fossero due persone con lo stesso nome e cognome, per cui era possibile confondere. Ma nel caso dei Capitoli era difficile confondere le persone, perché ci doveva essere un omonimo, sposato con l'ominima della moglie dell'omonimo, che avesse una figlia omonima. Un po' difficile, sebbene non impossibile.
Quindi la cosa varia da luogo a luogo, perché dobbiamo sempre ricordarci che prima del 1860 esistevano diversi Stati nell'attuale territorio italiano e ogni stato aveva le sue leggi.
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