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alegdansk
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Registrato: 27 Feb 2018
Messaggi: 194
Località: Danzica
Messaggio   Inviato: 16 Dic 2018 - 14:07 Rispondi citando Torna in cima

Ciao amici, volevo soffermarmi un momento sull’anno 1817.
Forse anche voi, nelle vostre indagini, vi sarete accorti che cercare un registro di morte durante quell’anno diventa sensibilmente più difficile poiché il numero dei defunti triplica o addirittura quadruplica rispetto alla normalità, oppure molte persone “spariscono” per cambio di residenza e se ne perdono le tracce e le nostre ricerche si complicano un pochino.
Nel paese d’origine dei miei antenati paterni, in Abruzzo, e nelle zone circostanti, ho notato per esempio che il numero dei morti triplicò.
Non ci sono molte informazioni dettagliate su questo tema ma ho provato a fare un piccola ricerca e ho messo insieme i dati che, con un po’ di fatica, ho trovato qui e là.
Come antefatto c’è da sottolineare, prima di tutto, che la stagione agricola 1814-1815 si era conclusa con un raccolto cerealicolo decisamente inferiore alla media e cominciavano ad esserci seri problemi in tutta Europa.
Nel Novembre del 1815 cominciò a nevicare.
L’inverno fu rigido ed interminabile, tanto che il freddo eccezionale si protrasse fino al giugno dell’anno successivo, con nevicate persino in aprile e la primavera fu segnata da tempeste, da alluvioni straordinarie e da frequenti grandinate che bloccarono totalmente l’agricoltura.
Le campagne erano ridotte in miseria e la mancanza di biade, paglia, ghiande e addirittura delle erbe spontanee, provocò una vera e propria falcidia di pecore, capre e maiali.
Le scorte cerealicole andavano progressivamente terminando, facendo lievitare i prezzi del grano ovunque.
I regnanti di tutta Europa si trovarono del tutto impreparati a questo tragico fenomeno ed a nulla servirono i tardivi provvedimenti per arginare il problema.
I contadini, abituati già in condizioni di normalità a vivere alla giornata, videro diventare la loro situazione estremamente precaria.
La situazione, con l’arrivo del nuovo inverno dopo un estate “ inesistente”, come venne soprannominata, divenne drammatica.
All’epoca tutto ciò si ignorava ma le vere cause da cui dipesero questi improvvisi ed anomali problemi climatici, si celavano dall’altra parte del globo, nella lontana Indonesia.
Le polveri ed i gas scagliati nell’atmosfera per l’eruzione del vulcano Tambora nell’aprile 1815 (che aveva fatto sul posto decine di migliaia di vittime), alterarono la capacità delle nubi di assorbire e di riflettere la luce del sole e gli effetti sul clima di tutto il mondo furono catastrofici: negli Stati Uniti nevicò a giugno, in Cina si ebbero piogge senza tregua, in India si registrò un’alterazione drammatica del ciclo monsonico.
Tutto questo causò carestia, miseria e malattie in tutto il mondo.
Cominciò quindi la famosa carestia del 1817 e la popolazione cominciò a morire di fame.
I più abbienti, per poter mangiare, vendettero case e terreni sottoprezzo agli speculatori e tra la popolazione si registrarono ovunque furti e crimini pur di sopravvivere.
La situazione diventò particolarmente allarmante sotto l’aspetto demografico.
Se date un’occhiata al quantitativo dei registri di morte delle località in cui risiedevano i vostri antenati, molto probabilmente noterete che, proprio nel 1817, quei paesi stabilirono il loro primato di decessi nel loro andamento demografico dell’800.
In alcune zone, insieme alla carestia ed alla morte, arrivarono conseguentemente anche le epidemie di tifo, dovute all’improvviso aumento dei cadaveri, ed alle problematiche per le loro inumazioni, che vennero organizzate spesso in fosse comuni, per l’ingolfamento dei piccoli cimiteri parrocchiali, che non erano preparati per un’improvvisa calamità di tale entità.
Guardate cosa avvenne a causa del tifo, nel 1817, nella città di Castel San Giovanni (in provincia di Piacenza), il paese dei miei antenati materni:
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sacmo
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Messaggi: 9

Messaggio 13 Inviato: 16 Dic 2018 - 14:32 Rispondi citando Torna in cima

Grazie alegdansk,
sono informazioni che non conoscevo e che potrebbero tornarmi utili quando arriverò a quell'anno nelle mie ricerche genealogiche!!!

_________________
Io <Papà 1940<Olivo<1901<Vittorio Emanuele 1862<Angelo
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alegdansk
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Registrato: 27 Feb 2018
Messaggi: 194
Località: Danzica
Messaggio   Inviato: 16 Dic 2018 - 16:03 Rispondi citando Torna in cima

Sempre per ciò che riguarda l'800, tieni presente le epidemie di colera dei bienni 1854/55 e 1884/5 e, se hai antenati nel sud Italia, il periodo post unificazione 1861/1863...tutti momenti in cui il tasso dei decessi si alzò notevolmente tra la popolazione...
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bigtortolo
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Messaggio   Inviato: 18 Dic 2018 - 15:10 Rispondi citando Torna in cima

Nella bassa vercellese invece...

Nella primavera del 1817 le avverse condizioni meteorologiche provocarono gravi danni alle coltivazioni, come attesta una memoria inviata dall’Ospedale S. Andrea di Vercelli alla Regia Intendenza.
La finalità dell'esposto era ottenere l’estensione delle risaie in deroga alle severe leggi, mettendo in evidenza come il tempo avverso stesse causando la perdita del raccolto di grano, meliga e foraggio, con grave danno economico dell’ente che, con la perdita degli introiti, non avrebbe potuto efficacemente svolgere le sue funzioni assistenziali.
La memoria narra che una grandissima siccità, continui venti freddi, forti ed ininterrotte brine con gelate verificatesi fino al termine del mese di Aprile apportarono gravi danni, tanto da far temere che non si sarebbe raccolto nessun frutto.
Il frumento era scomparso per almeno la metà, mentre la segala era perduta quasi del tutto, tanto che si riteneva conveniente tagliarla in erba per tentare di «surrogare» la meliga. In alcuni terreni già seminati a meliga, questa non nasceva per mancanza di umidità o, nascendo, il germoglio ben presto disseccava. Dove invece la semina della meliga non era ancora avvenuta, la terra non poteva essere lavorata per l’eccessiva durezza e aridità del suolo.
Il ravizzone seccava in pianta, e l’«erbasso» tagliato era rifiutato dalle bestie.
Il raccolto di noci svanito, quello dei «vermi» da seta perduto per la scarsità di foglie di gelso con le quali si «pascevano i vermicelli già nati, che muojono e si gettano nelle aje».
I pascoli per le bestie bovine rovinati poichè, sebbene bagnati, la brina notturna «cuoce l’erbetta», e la dissecca”, con grave rischio di non riuscire a mantenere il bestiame necessario per le coltivazioni.
Per di più, il flagello della siccità e della brina era accompagnato da «una molteplicità grandissima di malattie, e signatamente Pettechiali, e contaggiose che regnano principalmente nella classe dei Poveri non solo della Città, e terre adjacenti , ma molto più di aliene provincie, e di Stati esteri, li quali da essi via cacciati per le loro miserie, ed infermità si rifugiano in folla in Vercelli, e si traducono all’Ospedale ”.
Tra Gennaio e Aprile l’ospedale ricoverò 1574 persone, delle quali i 5/6 erano poveri forestieri.

Fortunatamente lo stato delle anime della mia parrocchia non registrò aumenti di mortalità significativi:
72 defunti nel 1815
73 nel 1816
77 nel 1817
68 nel 1818
Inoltre il prevosto di tali anni non lamentò cali nelle elemosine dei fedeli da imputare a cattive annate, come farà invece il suo successore nel 1826/27.
Infine, scorrendo le delibere del consiglio comunale, non v’è alcun cenno a situazioni di particolare disagio della popolazione, la quale anzi sopportò una esazione straordinaria di circa 20.000 £ fatta allo scopo di finanziare un imponente lavoro di ristrutturazione della parrocchiale e, sempre nel periodo considerato, grazie alle offerte raccolte, pagò un nuovo concerto di campane, visto che delle cinque esistenti, quattro erano state requisite dal governo francese.

_________________
Vittore
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alegdansk
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Registrato: 27 Feb 2018
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Messaggio   Inviato: 19 Dic 2018 - 12:31 Rispondi citando Torna in cima

Molto interessanti tutti questi piccoli dettagli sulle colture della zona.
Ho vissuto per quasi 30 anni fuori Milano, con le risaie a vista, e non è poi così difficile immaginare quella difficile situazione.
Sarebbe bello riuscire a capire cosa provassero tutti quei "profughi" in cerca d'assistenza medica che si riversarono in città...
Probabilmente grazie ai risparmi degli anni precedenti conservati nelle casse comunali, Vercelli riuscì a scavalcare il problema...
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stefanolugli
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Registrato: 09 Dic 2017
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Messaggio   Inviato: 19 Dic 2018 - 14:21 Rispondi citando Torna in cima

Qui trovate uno dei più bei report sulle conseguenze dell'eruzione del Tambora nell'Europa centrale:
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alegdansk
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Registrato: 27 Feb 2018
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Messaggio   Inviato: 21 Dic 2018 - 16:09 Rispondi citando Torna in cima

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