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Autore Messaggio
stevo91
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Registrato: 25 Ott 2009
Messaggi: 190
Località: Asti
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 13:44 Rispondi citando Torna in cima

Nelle ricerche ho potuto appurare che molti comuni della mia zona sono in possesso di registri di battesimo e nascita, di morte e di matrimonio redatti dal parroco di una o più parrocchie del comune di riferimento.
Preciso che questi atti sono tutti redatti su modelli a stampa tipografica; a volte salta fuori qualche integrazione (copia fedele) di matrimoni avvenuti in altra parrocchia.
Questi registri vanno dal 1866 risalendo al 1838-40-42 in genere, dipende un po' dal comune.

Quel che mi chiedo è se li avete trovati anche voi e a quale titolo certi comuni li detengano. Question
Sono importantissimi perchè non bisogna contattare le parrocchie se il comune li lascia guardare, ma non sono inclusi negl'indici dello Stato Civile.
Pochi giorni fa ho ricevuto da un comune poco "genealogista" una copia integrale di un atto del 1859 addirittura autenticata Shocked dall'ufficiale di S.C...
A me non interessa tanto l'autenticazione, ma se facessi ricerche per richiedere la cittadinanza italiana mi pare servirebbe la convalida del vescovo.

Questi libri non dovrebbero far parte dell'archivio storico comunale come per esempio certi atti riguardanti la comunità del paese?
Visto che non lasciano consultare direttamente gli atti di S.C., almeno questi.... Confused
So solo che "questi registri ce li ha dati il parroco"...

Che ne pensate?
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octopus
Livello2
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Registrato: 02 Nov 2008
Messaggi: 484
Località: Roma, Ponente Ligure
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 15:38 Rispondi citando Torna in cima

se il parroco li ha dati al comune si vede che era una persona illuminata Smile
Magari tutti i registri parrocchiali fossero dati all'archivio di stato competente...sai quanti problemi si risolverebbero??
Cmq ritornando alla tua domanda, io personalmente, non li ho trovati, ma so che in passato alcuni comuni richiedevano i registri di battesimo e gli stati delle anime per compensare i registri dello stato civile mancanti. Poi sicuramente i registri sono rimasti li in comune.
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bigtortolo
Staff
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Registrato: 14 Nov 2008

Sostenitore di TuttoGenealogia.it [1ª donazione 2019]
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 15:51 Rispondi citando Torna in cima

Steu, ne hai sfogliato qualcuno?
Da quanto ho potuto vedere (ovviamente solo qui in paese), in Arch. Com. esistono per il periodo 1863-4-5 dei libroni a stampa dove il Prevosto sinteticamente, una volta al mese, riporta nati, matrimoni e morti.
I libri in copertina recano la scritta "Andamento della popolazione"....
Ecco una pagina dai matrimoni :

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Sempre che di questi si tratti.
Per il resto, dal 1840 in poi ci sono gli atti civili, che non ho aperto non avendone necessità.

Ciau.
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stevo91
Livello1
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Registrato: 25 Ott 2009
Messaggi: 190
Località: Asti
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 17:56 Rispondi citando Torna in cima

Urca se ne sfogliati!! Very Happy metà e più della ricerca è avvenuta grazie a quei libri. Una volta ho scoperto 12 sestavoli in pochi minuti 8)

Comunque big non si tratta degli stessi registri in foto..e su di essi non si parla di stato civile, ma solo di parrocchia x comune y diocesi k tribunale z...

Anzi un registro simile l'ho consultato solo in un comune, era l'andamento della popolazione mese per mese più indice dal 1828 al 1835 mi sembra. Ci sarebbe da farci un libro talmente il parroco era preciso e statistico.

Da noi non ci sono registrazioni di stato civile prima del 1866, da quell'anno partono anche gl'indici. Invece questi registri hanno (non sempre) un indice annuale..conviene sfogliarli pagina per pagina visto che sono interessantissimi.

Ad ogni modo, penso che il parroco li abbia dati al comune parecchi anni fa, quando servivano per risalire alla data di nascita anteriore all'Unità d'Italia. Oppure il prete si era stufato di essere contattato dall'Argentina e paesi d'emigrazione per i vari documenti...spero solo che i registri anteriori continuino in parrocchia per qualche secolo indietro...

Ah, sui registri c'è scritto che sono in doppia copia.
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tassone
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Registrato: 01 Feb 2009
Messaggi: 297
Località: Cittanova (RC) ma vivo a Trento
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 19:15 Rispondi citando Torna in cima

Il mio comune, come tutti quelli del Regno di Napoli, regista nascite morti e matrimoni dalla metà del 1809. Ciononostante verso il 1975 un sindaco lungimirante ha chiesto ed ottenuto dal parroco di allora una copia anastatica dei (purtroppo soli) registri di battesimo sin dal 1654, ovvero a pochi anni dalla fondazione del paese. La trovo un'iniziativa significativa, perchè dà il senso dell'unicità della comunità, e utile, perchè mette al riparo da eventuali incendi, smarrimenti etc, etc. un patrimonio unico per la storia del paese. Sarebbe bello digitalizzare tutto l'archivio parrocchiale, e con le tecncie di oggi sarebbe quasi uno scherza. ma... la memoria storica non è, diciamo così, al primo posto tra i pensieri dell'arciprete.. se mi spiego..
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Vincimanno
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Registrato: 25 Mag 2009
Messaggi: 854
Località: bologna
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 19:16 Rispondi citando Torna in cima

Molti registri parrocchiali sono depositati per esempio nei comuni dell'Umbria: io ho consiultato quelli presenti nell'archivio del comune di Calvi dell'Umbria e Lucap (che è della zona) potrà confermare che è una cosa molto diffusa. A me hanno spiegato che nel 1866, al momento dell'impianto dello Stato Civile, i comuni hanno requisito ai parroci i libri parrocchiali per conoscere lo stato della popolazione, e quindi avere informazioni sulle persone nate e sposate negli ultimi 40-50 anni. Molti registri non sono più tornati indietro.
Qualcosa di simile deve essere successo in altre regioni italiane ad eccezione dell'ex Regno di Napoli.

Vedi questo libro, per il caso specifico umbro:
Registri parrocchiali conservati negli archivi storici comunali dell'Umbria : censimento e inventari / a cura di Francesca Ciacci - Soprintendenza archivistica per l'Umbria, 2003

_________________
NicolòRoberto1992 <Roberto1957 <Mario1919 <Nino1883 <Alfonso1839 <Nicola1808 <Nicola1766 <Pasquale1733 <Carmine1691 <Domenico1643 <JohannesPetrus1613 <Pompeius1570c. <JohannesPetrus1545c.<Gabriel1510c. <Johannes1475c.<Valens1435
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Luca.p
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Sostenitore di TuttoGenealogia.it [1ª donazione 2019]
Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 19:24 Rispondi citando Torna in cima

Vincimanno ha scritto:
Molti registri parrocchiali sono depositati per esempio nei comuni dell'Umbria: io ho consiultato quelli presenti nell'archivio del comune di Calvi dell'Umbria e Lucap (che è della zona) potrà confermare che è una cosa molto diffusa.
Assolutamente si.
A me hanno spiegato che nel 1866, al momento dell'impianto dello Stato Civile, i comuni hanno requisito ai parroci i libri parrocchiali per conoscere lo stato della popolazione, e quindi avere informazioni sulle persone nate e sposate negli ultimi 40-50 anni. Molti registri non sono più tornati indietro.
Direi quasi nessuno. Quelli di Terni città, ad es., sono TUTTI in A. di S. riversati a suo tempo dall'archivio storico del Comune. Nelle Parrocchie non c'è più niente, nemmeno quelli che non sono in AdS (il perché non sono mai riuscito a scoprirlo!).

Vedi questo libro, per il caso specifico umbro:
Registri parrocchiali conservati negli archivi storici comunali dell'Umbria : censimento e inventari / a cura di Francesca Ciacci - Soprintendenza archivistica per l'Umbria, 2003
Esatto. Tomo di almeno 500 pagine, tra l'altro!


L.
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stevo91
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Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 19:38 Rispondi citando Torna in cima

Sapevo delle registrazioni nell'Italia meridionale, lo Stato Pontificio è un altro caso ancora. Beh allora sarà avvenuto quello che dice Vincimanno, d'altronde nel 1866 i comuni piemontesi non avevano in mano quasi niente in dati precisi, tranne forse qualche città.
Vorrei solo capire cosa dice la legge: sono parte dello Stato Civile? Perchè a ben vedere sono stati vergati non da un pubblico ufficiale...anche se una volta era tutto più flessibile...

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§ Gianpiero 1957 < Gino 1928 < Pasquale 1899 < Paolo 1859ca. < Giuseppe 1830ca. < Paolo ?
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Messaggio   Inviato: 16 Feb 2010 - 22:38 Rispondi citando Torna in cima

Per quanto riguarda il regno napoletano la legge prevedeva espressamente che si ricorresse alle registrazioni canoniche a fini certificativi per il periodo antecedente l'inizio delle registrazioni, e difatti così avvene correntemente, vedi per esempio i famosi processetti matrimoniali, che a me hanno giovato tantissimo.
Per approfondimenti ti do gli estremi della legge istitutiva, il cui testo potrai trovare negli archivi di stato del meridione: libro I. tit. 2. del Codice Napoleone, e Real Decreto del 29 Ottobre 1808.
In definitica, poichè fu la stessa legge a conferire loro questa valenza, erano assimiliati - gli estratti delle registrazioni canoniche - agli atti di Stato civile.
Inoltre, dal 1835 circa, per la loro validità occorreva oltre alla firma del curato anche quella del Sindaco facente funzione di Ufficiale di Stato civile.
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stevo91
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Messaggio   Inviato: 23 Set 2010 - 18:54 Rispondi citando Torna in cima

Ho trovato da qualche parte una norma che stabiliva che, all'avvento dello Stato civile nel 1866, i parroci avrebbero dovuto consegnare una copia dei loro registri precedenti ai comuni. Questo valeva solo per i territori del precedente Regno di Sardegna...quindi ogni comune dovrebbe avere almeno nell'archivio storico tali libroni... Rimane da capire se per la legge fanno parte dello Stato civile. Da notare che nelle pratiche per l'ottenimento della cittadinanza italiana le copie integrali estratte dai registri di battesimo devono avere la marca da bollo, le altre no. Quindi si prospetta un trattamento diverso..

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Messaggio   Inviato: 23 Set 2010 - 19:51 Rispondi citando Torna in cima

Ciao Stevo.
In linea di massima ogni documento storico può essere prodotto in giudizio e può avere valore probante per il solo fatto di essere storico, al di là di chi lo sottoscrive come autorità.
Questo è il caso dei certificati catastali che non hanno valore probatorio, ma che diventano probatori in qualità di documenti storici.
Spero di essere stato chiaro.
Quei libroni, cui accenni, devono essere stati versati agli archivi di Stato. Se il comune li mantiene devono essere consultabili in quanto documenti storici. L'archivista di Stato ne testifica la loro autenticità, in quanto copia da originale, sempre per la forma e mai per il contenuto. L'ufficiale di Stato civile dà, invece, certezza sulla forma e sul contenuto del documento.

Rachis

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