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Autore Messaggio
franco54
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Registrato: 22 Ott 2019
Messaggi: 16
LocalitÓ: Roma
Sostenitore di TuttoGenealogia.it [1¬ donazione 2019]
Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 06:15 Rispondi citando Torna in cima

Buongiorno a tutti,
ho un antenato che dall'atto di nascita del 1887 risulta nato senza vita. Non trovo il certificato di morte, in questi casi non veniva registrato nei libri degli atti di morte? Nell'albero genealogico come va rappresentato? Grazie per l'aiuto che mi darete - Franco
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ziadani
Amministratore
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Registrato: 09 Ago 2011
LocalitÓ: Torino
Sostenitore di TuttoGenealogia.it [1¬ donazione 2019]
Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 06:35 Rispondi citando Torna in cima

A parte che tecnicamente gli antenati non possono essere nati morti poichÚ gli antenati sono solo i genitori, i nonni, i bisnonni e via discorrendo, io indico la stessa data di nascita e quella di morte. Normalmente poi ai "nati morti" non veniva attribuito il nome, quindi li indico solo come "N. + cognome".
Per la mia esperienza posso dire di aver visto l'atto di morte solo per bambini sopravvissuti, anche poco, al parto e mai per i bimbi nati morti.

_________________
Daniela<Liliana 1926<Emmelina 1896<Emma 1862<Elisabetta 1820<Giacomina 1798<Santa 1761<Giacomina ~1740
Daniela<Andrea 1929< Arnaldo 1892<Giovanni 1857<Lorenzo 1827<Giulio 1804<Luigi 1770<Giulio 1723< Domenico 1703 <Giulio 1661<Giulio 1614<Domenico 1590< Giulio 1570
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alegdansk
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Registrato: 27 Feb 2018
Messaggi: 451
LocalitÓ: Danzica
Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 10:19 Rispondi citando Torna in cima

Sý, anche a me Ŕ capitato ed effettivamente l'atto di morte non esiste.
CioŔ, non Ŕ che non esiste...diciamo che coincide con l'atto di nascita.
Nell'albero genealogico vedi tu se inserirlo od ometterlo.
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gianantonio_pisati
Esperto
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Registrato: 26 Set 2008
Messaggi: 2455
LocalitÓ: Castelnuovo Bocca d'Adda (Lodi)
Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 10:47 Rispondi citando Torna in cima

Mi sembra strano che abbiano registrato un bambino nato morto. Troppo scrupolo burocratico? Se un bambino nasce giÓ morto non ha mai vissuto, Ŕ un aborto sostanzialmente. Io non lo segnerei neanche. Nei casi di bambini nati vivi e scampati poche ore io metto N. M. e la data di nascita che coincide con quella di morte.

_________________
io 1983-G.Pietro 1955-Antonio 1920-Carlo Andrea 1886-Pietro 1850-Giulio 1812-G.Batta 1789-Francesco M. 1760-G.Batta 1717-Francesco M. 1692-G.Batta 1657-Carlo G. 1629-G.Batta 1591-G.Andrea 1565-Pietro-G.Francesco-Pietro di Bartolomeo Broffadelli e Rosa Pisati di Leonino-Bertolino-Leonino? (v. 1428)
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cannella55
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Registrato: 18 Set 2007
Messaggi: 709

Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 13:52 Rispondi citando Torna in cima

Qualche registrazione, almeno dove ho cercato io, veniva fatta dei bimbi nati morti, che per˛ non avevano alcun nome;alle volte erano scritti come "N.N", altre proprio come "bimbo senza nome".
Personalmente, non li metto, mentre quelli vissuti anche solo poche ore, sý.
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franco54
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Registrato: 22 Ott 2019
Messaggi: 16
LocalitÓ: Roma
Sostenitore di TuttoGenealogia.it [1¬ donazione 2019]
Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 15:11 Rispondi citando Torna in cima

Grazie a tutti per le risposte ricevute. Nel descrivere il caso non vi avevo informati che si tratta della nascita di due gemelli, Giacomo e Mariano, vi allego il link a family search
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dove potete vedere la modalitÓ adottata nella registrazione. L'unico sopravvissuto Ŕ Giacomo. Dagli stessi genitori due anni dopo, nel 1889, sono nate altre due gemelle, vissute una un giorno e l'altra tre giorni.
Credo che inserir˛ comunque Mariano nell'albero facendo coincidere la data di nascita con quella di morte, soprattutto per evidenziare la nascita dei gemelli, un dato importante nella mia famiglia, infatti io stesso sono gemello.
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mariocap
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Registrato: 15 Mag 2014
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LocalitÓ: France
Messaggio   Inviato: 19 Nov 2019 - 16:56 Rispondi citando Torna in cima

Io ne ho 2/3 che sono vissuti poche ore ma che sono stati battezzati in tempo infatti hanno un nome.
Ho un appunto di "un nato morto" con scritto sull'atto "Innominato". Non so se pero' in effetti ci fosse scritto "nato morto" o "nato e morto", non riesco a ritrovare l'atto.

PS: sull'indice dei decessi di Porto Azzurro, Antenati" risulta il decesso. Non ce l'ho pero' tra gli atti della parrocchia. L'anno, il 1811, non c'Ŕ su Antenati. Eppure il "nato morto" non l'ho sognato!

_________________
Simone > Giovanni > Simone 1654 > Giovanni Maria 1671 > Sinibaldo Innocentio Antonio 1696 > Francesco Andrea 1740 > Sinibaldo 1773 > Francesco Giuseppe 1827 > Angiolo Pietro Sinibaldo 1865 > Mario 1895 > Angiolo 1924 > Mario 1954
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cannella55
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Registrato: 18 Set 2007
Messaggi: 709

Messaggio   Inviato: 20 Nov 2019 - 09:14 Rispondi citando Torna in cima

Scusate la riflessione, ma quello, che pi¨ mi colpisce Ŕ che i genitori non sentissero il dovere di dare un nome anche al nato morto,come se per 9 mesi la madre avesse portato in grembo una "cosa", non un essere vivente.
Non posso credere, che non esistesse un legame con quella creatura defunta o forse i tempi e le situazioni erano diverse, profondamente, da oggi.
Le annotazioni dei vari parroci , in questi casi, sono "neutre", del tipo, "via uno sotto un altro..."
Le morti dei bimbi e delle madri erano usuali e cosý, l'abitudine, avrÓ reso meno pietose le registrazioni, almeno credo.
Resta il fatto che quando trovo scritte di questo genere, rivolgo sempre un pensiero al bimbo...
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chiara63
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Messaggi: 151
LocalitÓ: Torino
Messaggio   Inviato: 20 Nov 2019 - 10:09 Rispondi citando Torna in cima

Ho trovato spesso l'indicazione N.M., nato morto. In questo caso al bambino non veniva dato il nome. Se invece viveva anche poche ore (ho provato persino l'indicazione "un istante"), il nome lo aveva.
Nell'albero genealogico non registro i N.M., tutti gli altri sý.
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dondi61
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Registrato: 11 Dic 2012
Messaggi: 101

Messaggio   Inviato: 20 Nov 2019 - 15:30 Rispondi citando Torna in cima

Io ho una zia che Ŕ nata morta a cui Ŕ stato dato il nome, era la prima figlia ed Ŕ morta in un modo non bello, l'ostetrica alla nascita diciamo che ha usato il forcipe con troppa energia, comunque oltre al nome ho trovato sia l'atto di nascita che di morte ma era il 1927 forse erano un po' cambiate le cose per fortuna, pero' non riesco ad avere dal comune l'allegato in cui ci sarebbe stato scritto la causa di morte. A mia mamma poi hanno dato lo stesso nome ma invertendolo lei era Maria Anna mia mamma Anna Maria.
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chiara63
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Registrato: 24 Mag 2017
Messaggi: 151
LocalitÓ: Torino
Messaggio   Inviato: 20 Nov 2019 - 15:53 Rispondi citando Torna in cima

Ho appena trovato l'atto di morte di una bambina, in cui si dice nata morta, ma che ha comunque il nome: Gerolama (nel 1867).
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mariocap
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Registrato: 15 Mag 2014
Messaggi: 848
LocalitÓ: France
Messaggio   Inviato: 20 Nov 2019 - 17:41 Rispondi citando Torna in cima

Se hanno un nome, cioŔ sono stati battezzati in tempo, li metto nella genealogia.

_________________
Simone > Giovanni > Simone 1654 > Giovanni Maria 1671 > Sinibaldo Innocentio Antonio 1696 > Francesco Andrea 1740 > Sinibaldo 1773 > Francesco Giuseppe 1827 > Angiolo Pietro Sinibaldo 1865 > Mario 1895 > Angiolo 1924 > Mario 1954
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chiara63
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Registrato: 24 Mag 2017
Messaggi: 151
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Messaggio   Inviato: 20 Nov 2019 - 22:02 Rispondi citando Torna in cima

cannella55 ha scritto:
Scusate la riflessione, ma quello, che pi¨ mi colpisce Ŕ che i genitori non sentissero il dovere di dare un nome anche al nato morto,come se per 9 mesi la madre avesse portato in grembo una "cosa", non un essere vivente.
Non posso credere, che non esistesse un legame con quella creatura defunta o forse i tempi e le situazioni erano diverse, profondamente, da oggi.
Le annotazioni dei vari parroci , in questi casi, sono "neutre", del tipo, "via uno sotto un altro..."
Le morti dei bimbi e delle madri erano usuali e cosý, l'abitudine, avrÓ reso meno pietose le registrazioni, almeno credo.
Resta il fatto che quando trovo scritte di questo genere, rivolgo sempre un pensiero al bimbo...


In riferimento alla tua riflessione, credo che la percezione della nascita e soprattutto della morte, soltanto un secolo fa, fosse molto diversa dalla attuale. In particolare, i bambini solo in epoca molto recente iniziano ad essere considerati esseri umani a tutti gli effetti e, anzi, particolarmente bisognosi di attenzioni e cura in quanto non autosufficienti. Nel passato non era cosý. Ci sono studi e testi di storia molto interessanti, che analizzano per esempio il modo in cui era concepita l'infanzia in etÓ moderna e medievale.
Senza andare troppo lontano nel tempo, c'Ŕ il bellissimo libro di Nuto Revelli, "Il mondo dei vinti"(studio effettuato nel mondo contadino di alcune valli piemontesi tra fine 800 e primi 900), da cui emerge che ancora ai primi del 900, la morte di bambini piccoli era vissuta come un qualcosa di ineluttabile, di naturale. Le donne partorivano e il giorno dopo il parto andavano a lavorare nei campi, portandosi il neonato dietro, e in queste condizioni le morti erano esperienza quotidiana. Figuriamoci quella di un neonato morto appena nato.
(Scusate la lunga digressione, ma la riflessione di cannella mi sembrava interessante).
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maxlaura
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Messaggio   Inviato: 21 Nov 2019 - 10:04 Rispondi citando Torna in cima

Posso citare il caso di una mia bis-bis nonna morý nel 1833 a causa di un aborto, presumo quindi che il bimbo sia nato senza vita e prematuro il nome gli venne comunque dato (Uguale a quello del padre) e compare nel registro dei morti insieme a sua mamma.
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cannella55
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Messaggio   Inviato: 21 Nov 2019 - 10:08 Rispondi citando Torna in cima

La ricerca, come ho giÓ detto mille volte, rappresenta anche un modo per conoscere la vita di periodi molto lontani da noi, con tutte le implicazioni connesse.
Non credo sia una riflessione fuori luogo perchŔ , venendo a contatto con i dati, ci trasformiamo automaticamente in storici e molto altro.
Grazie Chiara per aver aggiunto il tuo parere.Mi procurer˛ il libro di Revelli.
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