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De Musis

"De Musis" o de Musis", ricorderà a chi ha fatto studi classici, l'omonima opera di Virgilio. Ma anche se oggi è un cognome molto raro, vorrei ricordarlo, sia perché è quello portato da mia madre Grazia (perdonatemi il vanto. Mi è sembrato legittimo), sia perché è un cognome molto antico (risale al Medio Evo), sia perché è da ritenersi a tutti gli effetti di origine italiana, ed infine è stato portato da personaggi un tempo noti ed oggi conosciuti da pochissimi specialisti in storia del notariato, storici del diritto, storici dell'arte e storici militari.
Già dal 730 d.C. la zona bassa di Cremona, era detta "Mosa" e chi vi abitava era detto "da o de Mosis". Ivi sorgeva anche la c.d. "Porta Mosa". Non molto lontano da questa bella città, vi era Mantova, e quivi il 4 dicembre 1218 il giudice Albertus De Musis, insieme ai suoi colleghi,emisero una sentenza riguardante una annosa diatriba intorno ad alcuni beni e diritti del Monastero di S. Andrea in Mantova. Nel 1344 a Casale Monferrato risultava un Notar Conrado De Musis, mentre nel 1360 a Piacenza un Nicolino de Musis, appare quale teste in atto notarile. Ancora, nel 1482, di nuovo a Casale Monferrato risultava, sempre come teste in un atto notarile, un nobile Antonio De Musis. Nel 1490 a Venezia, nasce Agostino De Musis, detto appunto il Veneziano, allievo del Raimondi, famoso incisore, conosciuto sopratutto per le tavole anatomiche realizzate per Bartolomeo Eustachio. Sembra che anche gli incisori Giulio e Lorenzo De Musis fossero parenti se non fratelli di Agostino, in quanto anche essi provenivano da Venezia. Tra il 1696 ed il 1698 appare in Trieste anche un cappellano, tale Cristoforo de Musis. Verso la fine del XVIII secolo sembra poi che i De Musis si siano trasferiti nel Beneventano e nell'Irpinia. In particolare dall'inzio del XIX secolo appaiono solo a Sant'Angelo All'Esca (Av) e a meno che i De Masi del Beneventano non erano che dei De Musis. Infatti a Sant'Angelo All'Esca, troviamo tra il 1815 ed il 1830, un Giovanni De Musis, che per essere un filofrancese, si dovette dare dapprima alla macchia e poi emigrò in Francia. In questo Paese d'Oltralpe, poco tempo dopo, troviamo che il 21 marzo1831 un certo Salomon De Musis che fu nominato comandante del 1° Battaglione della Legione Straniera, e nel 1833 passerà a comandare il 3° fino al giorno della sua tragica morte avvenuta nel 1836 (in Algeria). Nel 1846, a Sant'Angelo All'Esca risulta un tonsurato Michele De Musis e nel 1916 un Avv. Vincenzo De Musis. Vorrei poi anche ricordare il mio bisnonno, Giuseppe De Musis, che lasciata Sant'Angelo all'Esca, si trasferì a Napoli e pur godendo di discrete condizioni economiche per l'epoca, e nonostante era sposato e con due figli, allo scoppio della Grande Guerra decise di arruolarsi volontario, morendo al fronte il 5 novembre 1916. Venne sepolto dapprima ad Ala di Trento e successivamente le sue spoglie furono poste nel Sacrario della Patria di Castel Dante a Rovereto ed ivi tutt'ora riposano. Curiosamente però a Sant'Angelo all'Esca, e così pure sulle lapidi commemorative di Napoli è mai stato riportato il suo nome, segno che la Grande Guerra fu non solo e sopratutto un macello di vite umane, ma anche un macello della memoria storica. Ma non c'è da meravigliarsi, dato che ancora oggi, nell'era del computer, e di internet, non esistono ancora pubblicazioni di elenchi completi dei soldati che morirono in quella orribile Guerra. Basti pensare che mio nonno Nunzio De Musis, aveva circa quattro anni quando perse suo padre, e ritrovò le sue spoglie a Castel Dante dopo circa 45 anni.


Pubblicato:  Domenica, 28 Giugno 2009
Autore:  Raffaele Gaezza
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