La Parentela


di Giovanna Maria Caporaloni

Esistono fondamentalmente tre tipi di legami che devono essere considerati quando si ricostruisce un albero genealogico: parentela, affinità e coniùgio.
Il corretto significato di queste parole è precisato con chiarezza dal Codice Civile al Libro Primo, Titolo V, artt. 74-78.

Si dice parentela “il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite, sia nel caso in cui la filiazione è avvenuta all'interno del matrimonio, sia nel caso in cui è avvenuta al di fuori di esso, sia nel caso in cui il figlio è adottivo. Il vincolo di parentela non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età”. Tale vincolo accomuna figli, nipoti, pronipoti, insomma tutti i discendenti.

Altra cosa è invece l’affinità ovvero “il vincolo tra un coniuge e i parenti dell'altro coniuge” che può venire meno solo in caso di divorzio o dichiarazione di nullità del matrimonio. La morte di uno dei due coniugi infatti non inficia il vincolo di affinità.

Mentre la parentela si acquista con la nascita e le azioni legali ad essa consimili (adozione), l’affinità si contrae tramite il vincolo che si stabilisce con il matrimonio. A questo proposito è bene ricordare che gli sposi non sono tra loro né parenti né affini: tra di essi infatti si crea un terzo tipo di vincolo, la relazione di coniùgio (dal latino coniugium, der. di coniungĕre = congiungere).

La parentela può a sua volta essere diretta, quando il vincolo unisce persone che discendono in linea retta le une dalle altre, o invece collaterale, quando due o più persone non discendono direttamente le une dalle altre ma sono accomunate dallo stesso stipite, come nel caso di fratelli, zii, prozii, cugini etc.

La parentela è misurata per gradi, escludendo la persona interessata si contano le generazioni, che seguono o che succedono, e per ognuna di loro si calcola un grado.

La parentela si misura in gradi: un grado corrisponde all’intervallo tra due generazioni; per conoscere il grado di parentela tra noi ed un nostro antenato sarà sufficiente contare gli intervalli che ci separano da lui. Sarà facile calcolare la parentela per la linea ascendente diretta poiché basterà salire o scendere lungo il filo genealogico contando i diversi intervalli (fig.1).

Più complesso è il calcolo dei gradi che ci separano da un collaterale: occorrerà infatti dapprima risalire contando in linea retta fino allo stipite comune e poi da questo ridiscendere verso lo zio o il cugino desiderato (fig. 2: Luca è parente di primo grado con Luigino di secondo con Mariano, di terzo con Luigi, di quarto con Umberto, di quinto con Gino e di sesto con GianCarlo). Per quanto teoricamente questo tipo di calcolo si presti ad essere usato praticamente all’infinito, la legge italiana non tutela giuridicamente la parentela oltre il sesto grado. Questo significa che pur discendendo dallo stesso stipite, e magari intrattenendo ottimi rapporti affettivi, nell’esempio in fig. 2 Luca e gli eventuali figli di GianCarlo non sono considerati parenti.

Per ciò che riguarda invece il computo dei gradi stabilito dalla Chiesa Cattolica, necessario per calcolare l’eventuale vincolo di parentela tra due coniugi, prima del 1983 esso considerava non consecutive le due linee parentali, conteggiandole singolarmente e contando la sola distanza che separava ciascun coniuge dal capostipite comune. Per esemplificare sempre facendo riferimento alla fig. 2, secondo l’antico conteggio canonico tra Luca e GianCarlo i gradi di parentela sarebbero stati tre e non sei. A partire dal 1983 questo sistema è stato abbandonato e la Chiesa si è uniformata al conteggio indicato all’art. 76 del Codice Civile.

Alcuni esempi di legame parentale:
Genitori linea retta ascendente di 1° grado
Nonni linea retta ascendente di 2° grado
Bisnonni linea retta ascendente di 3° grado
Figli linea retta discendente di 1° grado
Nipoti linea retta discendente di 2° grado
Bisnipoti linea retta discendente di 3° grado
Fratelli e Sorelle linea collaterale di 2° grado
Nipoti (figli di fratelli) linea collaterale di 3° grado
Pronipoti (figli di figli di fratelli) linea collaterale di 4° grado
Figli di pronipoti linea collaterale di 5° grado
Zii paterni e materni linea collaterale di 3° grado
Cugini linea collaterale di 4° grado
Figli di cugini linea collaterale di 5° grado
Figli di figli di cugini linea collaterale di 6° grado
Prozii (fratelli dei nonni) linea collaterale di 4° grado
Cugini dei genitori linea collaterale di 5° grado
Figli dei cugini dei genitori linea collaterale di 6° grado




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