Fonti Private



Spesso proprio sotto i nostri occhi, potremmo dire “a portata di mano”, abbiamo ciò che serve per poter iniziare le ricerche. A casa nostra, in soffitta magari, o in quella dei nonni e degli zii, si possono trovare informazioni e materiale che ci permettono di realizzare una base di informazioni; anche se conterrà materiale relativamente recente, questa prima base dati potrà essere utilizzata quando in altri tipi di archivi sarà necessario avere un punto di partenza affinché sia possibile risalire agli atti che c’interessano. Per raccogliere e catalogare questo tipo di fonti familiari è conveniente munirsi di una serie di cartelle prestampate in cui catalogare quanto è stato raccolto.

DOCUMENTI IN GENERE
Nei vecchi cassetti di casa si possono trovare vecchie carte d'identità, certificati, partecipazioni di nascita, battesimo, matrimonio o i classici “ricordini” mortuari, così come attestati o diplomi, lettere o cartoline, tessere di appartenenza a qualche associazione. In tutti questi documenti sono spesso annotati la data di rilascio e gli estremi della persona interessata.

FOTO
La fotografia nasce in Francia nella seconda metà degli venti del XIX secolo, anche se inizialmente è un privilegio riservato a pochi fortunati. Si sviluppa diffondendosi anche tra i diversi strati sociali tra il 1840 e il 1870. Nell’ultimo quarto dell’Ottocento recarsi dal fotografo per immortalare gli avvenimenti principali è ormai diventata un’abitudine tra le famiglie borghesi, abitudine che con il passare del tempo si diffonde anche tra i meno abbienti. Le foto che ritraggono i nostri genitori, nonni e bisnonni o addirittura i trisnonni, sono importanti testimonianze visive, e dirette, della loro condizione economica e sociale; inoltre, in alcuni fortunati casi, troveremo sul retro data e luogo in cui sono state scattate. I parenti, in genere, sono comprensibilmente restii a donare questo tipo di ricordi; è bene quindi farne un duplicato in qualche studio fotografico o digitalizzarle tramite l’uso di uno scanner portatile o di una fotocamera digitale, appuntando le note riportate sul retro e dove e da chi sia conservato l'originale.

OGGETTI
Anche gli oggetti più comuni appartenuti ai nostri predecessori potranno rivelarsi utili alle nostre ricerche. L’orologio a catena del nonno, magari lasciatogli in eredità dal padre, un anello di matrimonio, un ciondolo contenente una ciocca di capelli, hanno quasi sempre una data incisa che può corrisponder all’anno di nascita o a quello del matrimonio. Il ritratto di un avo può fornirci facilmente il suo identikit e magari farci riconoscere in lui alcune nostre caratteristiche fisiche. Su tutto questo prendiamo sempre appunti precisi, effettuiamo delle fotografie, e inseriamo poi il tutto nelle cartelline personali dei relativi soggetti.

INTERVISTE
Nel momento in cui iniziamo a fare il giro dei parenti e delle persone collegate alla nostra famiglia per recuperare, dove possibile, il materiale sopra descritto potremmo anche approfittarne per rivolgere loro una serie di domande inerenti a quegli antenati di cui è possibile conservino ancora memoria. Potremmo così raccogliere numerose informazioni e testimonianze, che inquadreremo con l’aiuto di apposite schede, da chi ha conosciuto personalmente le persone che ci interessano.





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