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Elenco completo
Divieti, reati, crimini e pene

(4418 totale parole in questo testo)
(902 Letture)   Vers. stampa

DIVIETI, REATI, CRIMINI E PENE
di Vittore Tortolone

I reati si dividevano in crimini (crimina, maleficia), delitti (delicta) e malfatti (excessus).
Questo articolo tratta delle più comuni infrazioni, quali l’asportazione di frutti di campagna; caccia e pesca, pascolo abusivo; danneggiamenti alle colture, strade e ponti; appiccamento di fuochi e altri reati punibili con sanzioni pecuniarie, e le vere e proprie azioni criminali, per le quali erano previste la tortura a fine inquisitorio, pene corporali, carcere, mutilazioni e pena di morte.
Delitti e pene sono minuziosamente elencati negli Statuti Comunali e nei Bandi Campestri, degli insieme di norme nate in età comunale, periodicamente aggiornate al variare delle esigenze dei cittadini e dei villani. Alla stesura o revisione degli Statuti partecipavano insigni giuristi e frati degli ordini predicatori addottorati «in utroque iure», questi ultimi presenti anche per evitare che si componessero norme contrarie alla volontà divina.

La delazione era incentivata mediante compensi: ancora nel Settecento parte della multa (se il reato era punibile in tal modo) andava all’accusatore, il quale doveva però prestare giuramento sulle sacre scritture e, in caso di falso, sarebbe stato a sua volta pesantemente sanzionato.

STATUTI
Gli Statuti urbani e rurali (prima metà del XIII secolo - ultimo decennio XIV) dettavano anche norme per evitare l’ostentazione, lo spreco e l’inutile sfarzo, punibili con multe; chiunque poteva accusare e trattenere per sé metà della multa.

Matrimoni:
- Inviare regali nuziali 15 giorni prima e dopo le nozze, sotto pena di 10 £ pavesi
- Banchetti nuziali con più di 40 invitati tra uomini e donne, esclusi però dal novero servitori e forestieri; il banchetto non poteva superare le tre portate (stessa pena)
- Regalare alla sposa più di tre anelli (stessa pena)
- Fare schiamazzi alla porta della sposa, né chiedere, né dare alcuna cosa (stessa pena)
- Dare alla sposa, all’ingresso nella nuova casa, pane da mordere, o vino o acqua da bere (stessa pena)
- La consuetudine di nominare nelle calende del mese di Maggio «regum sponsarum et reginarum», andava abbandonata, sotto pena di 20 £ pp. (una tradizione di difficile comprensione, che forse aveva a che vedere con qualche rito per propiziare la fertilità)
- Fornire un giullare, buffone o mimo, sotto pena di 10 £ pp
- Fare donativi in denaro o in altre cose alle partorienti, sotto pena di 100 soldi; non si incorreva nella pena facendo doni alle figlie, cognate, sorelle, o alle persone povere
- Contrarre matrimonio con donne minori di 18 anni senza il consenso dei genitori, in mancanza di essi senza il consenso degli ascendenti paterni prossimiori, sotto pena di metà della dote
- Se una moglie chiedeva la restituzione della sua dote perché il marito, per voce pubblica, conduceva male i propri affari, la dote le doveva essere restituita (XV sec.)

Lutti, funerali e messe commemorative:
- Spendere più di 6 £ in cera e più di 60 soldi pp, eccettuate le spese per il sepolcro, sotto pena di 10 £ pp
- L’entrata in chiesa degli uomini che avevano seguito il corteo funebre, ad eccezione dei portatori, unici a poterlo portare al luogo di sepoltura, (stessa pena)
- Al momento di ritornare a casa, eredi e parenti dovevano, prima di sedersi, ringraziare chi fosse stato con loro alla veglia funebre, (nessuna sanzione)
- Le donne non potevano seguire il defunto, né uscire dalla casa del defunto dietro al cadavere, sotto pena di 10 £ per ogni donna e per ogni volta
- Gridare o battere le mani dietro a qualche cadavere, (stessa pena)
- Recarsi alle settime, trigesime o annuale di qualche persona defunta, senza la presenza del di lui o di lei erede, sotto pena di 60 soldi
- Indossare indumenti neri per oltre 30 giorni dalla morte, sotto pena di 10 £ imperiali
- In caso di morte di un maggiore di 15 anni, quando il corpo veniva portato a seppellire, ogni famiglia doveva mandare almeno un suo membro al funerale per fargli onore, e restare in chiesa fino a che il corpo era sepolto, sotto pena di 6 denari per ogni casa e per ogni volta, se in tale casa vi era un maschio; la disposizione non si applicava in caso di epidemia (XV sec.)

Rispetto della religione:
- Chi bestemmiava il nome di Dio, della Vergine o dei Santi, era punito con pena di 10 £ pp; chi non poteva pagare veniva messo in carcere con i ladri oppure messo ai lavori forzati a tempo, o ancora punito in modo infamante, esemplare e deterrente, ad esempio la berlina, che esponeva al pubblico ludibrio il reo nudo, legato a una catena, solitamente al palazzo comunale; la fustigazione per le vie della città; la perforazione della lingua con un chiodo, o l’amputazione della stessa; la corbellatura, che consisteva nel collocare il bestemmiatore in un sacco e tuffarlo ripetutamente nel fiume, fino a farlo affogare
- I ladri sacrileghi erano condannati all’impiccagione, prima della quale subivano l’amputazione della mano destra; i loro corpi arsi e le ceneri sparse al vento

- Chi lavorava, o faceva lavorare altri durante le feste religiose di precetto, incorreva in una multa di 5 soldi pp se si trattava di un padrone, di 12 denari se di un dipendente - Tutti i padroni di casa dovevano recarsi ai salmi delle veglie di alcune feste religiose particolarmente sentite dalle diverse comunità, sotto pena di 2 soldi pp
- Era proibito il gioco davanti a tutte le chiese e all’interno di cimiteri, sotto pena di 5 soldi pp
- La stessa pena era applicata a coloro che avessero tenuto o steso del lino o delle reti piccole o grandi nel cimitero o sotto le volte delle chiese
- Il disturbo di una funzione religiosa facendo rumore, colpendo o strattonando qualcuno per divertimento era punito con 2 soldi pp di multa
- L’accumulo di fieno o legnami all’interno dei cimiteri era punito con 10 soldi pp di multa
Erano invece puniti, oltre che con multe, bandi, carcere, pene corporali o la morte i seguenti reati:

Falsi:
- I falsari erano condannati ad essere arsi vivi
- Chi coniava monete senza licenza era soggetto alla multa di 300 £ pp. da pagare entro 10 giorni, altrimenti subiva l’amputazione delle mani
- Chi riceveva moneta che riconosceva per falsa, era tenuto a tagliarla in modo che non potesse più essere spesa, sotto pena di 10 soldi
- Chi commetteva falso in pubblica scrittura era punito con multa di 400 £ pp da pagare entro 10 giorni, trascorso tale termine, entro i tre giorni successivi gli si amputava la mano destra; in caso di recidiva gli si amputava anche l’altra, veniva dipinto nel palazzo del comune, dichiarato infame e bandito (nel Settecento a notai colpevoli di falso era inflitta la tortura a tempo e il carcere)
- alla stessa pena era condannato chi commissionava il falso, o lo usava in giudizio a proprio vantaggio
- Chi produceva in giudizio falsi testimoni veniva condannato alla pena di 100 £ pp, dichiarato infame e, ipso facto, perdeva la causa
- Il falso testimone, oltre alla multa di 100 £, veniva marchiato in fronte, dipinto nel palazzo del comune, dichiarato infame in perpetuo e bandito

Costume pubblico:
- Le meretrici non potevano dimorare in città; se trovate in città dopo le grida venivano arrestate, spogliate e presentate al podestà che le faceva battere con la frusta per le pubbliche vie; alla stessa pena erano condannati i loro bordellieri e mezzani
- Se qualcuno percuoteva una meretrice perché da essa ingiuriato, ove questa avesse sporto denuncia, subiva la pena di 5 soldi; vi fosse stato spargimento di sangue senza la morte o la perdita di arti, il feritore pagava 10 £
- Chi praticava con donna non di mala vita, lei consenziente, era multato di 25 £ pp; se con donna di malaffare, ma in segreto, la pena era di 10 £
- Chi conosceva carnalmente una religiosa non sua parente, andava soggetto alla pena di 200 £ pp

Quiete pubblica:
- Chiunque fondasse una banda di malfattori inferiore a 10 membri, pagava una pena variabile tra le 25 e le 200 £ pp, a seconda della qualità delle persone
- Se la banda poneva mano alle armi, i capi venivano puniti con la morte e i loro beni confiscati
- I custodi di guardia alle porte del luogo non dovevano lasciare entrare i forestieri senza permesso, sotto pena di 2 soldi di multa, salvo che si trattasse di persona nota ai custodi (XV sec.)
- In caso di aggressione a mano armata fatta da molti uomini contro religiosi per dispute di confine territoriale, o per ostacolarli nel loro pacifico possesso del bene, la Comunità era condannata a chiedere scusa agli offesi, inviare una rappresentanza di alcuni uomini ognuno con una fiaccola da due libbre accesa da offrire all’abate, oltre ad una multa di 600 ducati in oro (XV sec.)
- La rivolta popolare contro il principe al quale si era giurata fedeltà era punita con il bando e la confisca dei beni, l’intero consiglio comunale costretto a sfilare per le vie cittadine con il saio dei penitenti e il cappio al collo, i consoli dovevano distribuire moneta piccola ai poveri per il valore di qualche scudo (XVI sec.)

Incesto, adulterio e stupro:
- L’incesto in linea trasversale fino al quarto grado era punito con la multa di 300 £ pp da pagare dieci giorni dopo la condanna, in difetto si cavava un occhio al colpevole
- L’adulterio non poteva essere denunciato che dal marito contro la moglie, e viceversa
- L’adultera era punita con il carcere da tre mesi a due anni, l’amante con la stessa pena, oltre alla multa di 100 £ pp
- Il marito non poteva tenere nella casa coniugale una concubina, sotto pena di 25 £ pp
- Lo stupro era punito con reclusione non minore d’anni sette, o con i lavori forzati per anni dieci
- Lo stupro commesso su una meretrice era punito con 10 £ pp

Ordine delle famiglie:
- Chi per castigo percuoteva o bastonava senza effusione di sangue qualcuno della sua famiglia, non pagava banno
- lo stesso dicasi per i maestri

Contro le persone:
- Chi commetteva, o faceva commettere dolosamente un omicidio, veniva decapitato
- Le ferite o percosse inflitte in una rissa, purché senza arma, erano punite con pena tra 60 soldi e 10 £ pp
- Le percosse con bastone, pietra o altro corpo contundente non di ferro senza effusione di sangue, erano punite con la pena da 100 soldi a 25 £ pp, tenuto conto del riguardo delle persone e delle circostanze
- I danni inflitti con coltello, spada o altre armi di ferro con effusione di sangue, erano puniti con multa da 25 a 50 £ pp, sempre tenendo conto delle persone e delle circostanze
- Se il ferito avesse perso un membro del corpo, cioè una mano, un piede, un occhio, il naso, un orecchio, un braccio o una gamba, il feritore era sottoposto alla perdita dello stesso membro in caso di volontarietà; se il fatto era stato commesso nel corso d’una rissa, la pena era da 50 a 200 £ pp, a seconda della qualità delle persone e delle circostanze. Il feritore doveva pagare medico e medicine
- Se alle ferite seguiva la morte, il colpevole era decollato (le pene erano minori se le ferite erano fatte contro un non suddito, purché non morisse)
- Il feritore o l’omicida non veniva punito se commetteva il fatto per difendersi in una rissa, o se offeso nel corso d’un alterco
- Non era soggetto ad alcuna pena chi feriva o uccideva un bandito, purché questo fosse stato condannato a morte
- Nel Settecento l’omicidio era punito con la forca; in taluni casi i rei potevano subire la condanna al remo sulle regie navi, l’indennizzo degli eredi dell’ucciso e al bando perpetuo

Ingiurie:
- Chi, in presenza dei magistrati, diceva ad altro di essere un traditore, pagava 60 soldi pp; se in altro luogo solo 20 soldi
- Incorreva nelle stessa pena chi minacciava qualcuno di tagliargli il naso, il capo o altra parte del corpo; se l’ingiuriato contraccambiava con risentimento le ingiurie, non incorreva in alcuna pena

Rapine e furti:
- Il colpevole della rapina, se avvenuta nel territorio distrettuale, veniva condannato alla forca se il valore delle cose trafugate era superiore a 100 soldi pp
- Se il valore dell’oggetto derubato non superava i 60 soldi, il ladro era punito con multa di 10 £ pp per il primo furto; superando detto valore, a seconda dei casi, era soggetto a multe maggiori e, non potendo pagarle, veniva esposto alla berlina e quindi frustato per le vie della città, amputato di metà o di tutto l’orecchio destro; se la cosa rubata valeva oltre 100 £ pp, gli si cavava un occhio sin dal primo furto, seguito dalla perdita della mano in caso di recidiva
- Al quarto furto per un valore complessivo di 50 £ pp, il ladro veniva impiccato
- I tavernieri che ricettavano oggetti rubati soggiacevano alla multa di 100 soldi, alla terza infrazione non potevano più vendere vino
- Nel Settecento ai ladri veniva inflitto il carcere alla catena; i ladri di pollame erano condotti, catena al piede, per le pubbliche vie; in caso furto con violenza sulle persone (grassazione) si era soggetti alla tortura per far rivelare eventuali complici, a cui faceva seguito l’impiccagione, lo squartamento e l’esposizione dei quarti ai luoghi soliti, ma anche alla morte inflitta tramite il supplizio della ruota

I giustiziati avevano luoghi di sepoltura appositi presso alcune chiese dove erano operanti le Compagnie della Misericordia, le quali si prendevano cura dei condannati a morte e provvedevano alla sepoltura. I lacci usati per i capestri venivano conservati «con molta circospezione», come recitavano gli Statuti delle Compagnie stesse, oppure bruciati, per evitare che fossero trafugati da imbroglioni i quali li riducevano in frammenti e poi, travestiti da eremiti, battevano le campagne vendendo ogni sorta di amuleti; tra questi erano ritenuti portentosi proprio i brandelli di capestro. Naturalmente, non disponendo di veri, i truffatori ne confezionavano di falsi per i gonzi, facendoseli pagare a caro prezzo.

BANDI CAMPESTRI SETTECENTESCHI

Beni di campagna:
1. Chionque si farà lecito di esportar d’altrui fondi e beni granaglie di qualonque sorte, tanto in erba che già mature incorrerà per caduna volta nella pena di Livre una come infra: Per ogni Gerba di Biada da Cavallo, Ordio, Miglio Panico, formentone, fabbe, faggioli, ceci, piselli e simili nella pena di soldi dieci
Facendosi simili esportazioni con carro, Barozze, o Lezze, eziandio tirate a mano, o con Bestie da Basto, oltre la pena di Livre quatro si procederà anche criminalmente.
2. Non sarà lecito ad alcuno di messonare nelli altrui fondi in tempo, che vi siano le Borle, gerbe, o giamelle sotto pena per caduna volta di livre una. Et se in tal occassione venissero a prendersi spiche dalle sudette Giamelle, gerbe, o borle, oltre la sudetta pena s’incorrerà anche nella pena per ogni masso, o manipolo di soldi cinque
Chionque piglierà, o estirpera erbe nelli orti cinti, o pure nei campi seminati a grano, meliga, ò altra granaglia, incorrerà per ogni volta, nella pena, per ogni rubbo di soldi quindeci
3. Chionque taglierà, o estirperà strobbia, o meligasse nelli altrui fondi incorrerà pure nella pena, per ogni volta, e per cadun fascio di soldi cinque. E seguendo magior esportazione, se con carri, barozze, ò lezze incorrerà nella pena di livre tre. Se con bestie da basto livre una
4. Chionque escavera, o esporterà dalli altrui orti non cinti, o Campi, rappe, Cipolle, Aglio, Cauli incorrera nella pena per caduno, e caduna volta. Seguendo poi l’esportazione in fascio, cesta, o sacco, oltre la pena sudetta s’incorrerà anco in quella di Livre una
E se con bestie da basto, o simil vettura, s’incorrerà parimenti oltre la sudetta nella pena di livre cinque
5. Chionque raccoglierà foglie de morroni, o quelle esporterà da altrui fondi, incorrerà nella pena, se nella prima cresciuta della medema, per ogni volta, et per ogni libra d’essa di livre una. Se in altro tempo di soldi cinque
6. Chionque raccoglierà, o esportera da altrui fondi Pomi, Peri, Persici, fichi, noci, nocette, zucche, et altri frutti, incorrerà per ogni volta nella pena per ogni libra di Pomi, Peri, persici et fichi, et simili di soldi tre
Se in minor quantità a proporzione. Se noci nocette, per ogni coppo soldi dieci. Se zucche, per caduna d’esse soldi cinque. Seguendo l’esportazione de frutti sudetti in magior quantità in grembo, cesti, o sacchi, o simili, oltre la pena sudetta s’incorrera anche in quella di livre una soldi dieci. Se poi seguirà con bestie da basto, o altra vettura s’incorrerà pure oltre la pena sudetta in quella di livre cinque
9. Chi esporterà dalle altrui vigne agresti, o uve, incorerà per ogni volta et per ogni libra d’essi aggresti od uve nella pena di soldi due. Et seguendo l’esportazione con bestie da Basto, Barozze, Lezze, o Carro, oltre la pena sudetta si procederà anco criminalmente. Ove poi le uve, o agresti, fossero solo state distacate ma non esportate la pena sarà della mettà come sovra
10. Chi verrà a conquassare, o sbattere altrui alberi fruttiferi, o a guastare li bronchi de medemi incorrerà nella pena di Livre una soldi dieci
11. Chionque raccoglierà negli altrui beni Galla, o Ghiande incorrerà per ogni libra di galla nella pena di soldi cinque. Et eccedendo Libre dieci oltre la pena sudetta incorrerà in quella di livre due
13. Non potrà alcuno Vindemiare prima, che del Conseglio del Luogo Congregato con intervento del Giudice, o suo Luogotenente venghi annualmente prefisso, e fatto per via di grida publicate il tempo opportuno per fare la Vindemia, sotto pena, a chi controverrà per ogni volta, e per cadun rubbo d’uva di soldi dieci. E non trovandosi l’uva, che si sarà vindemiata, si starà circa la quantità d’essa al giudicio, che ne verrà dato dalli publici estimatori della comunità
14. Ritrovandosi alcuno per stradda con frutti, qual non posseda beni in esso Territorio, il medemo s’intenderà incorso nelle respettive pene portate da capi precedenti riguardanti li frutti, salvo facia constare da chi abbij quelli avuti
17. Chi aprirà, o guasterà chiusure di siepi, o Bussonate nelle altrui possessioni, incorrera per ogni volta nella pena di livre due. Et esportandosi dalle medeme pali, o pertiche, o Fassine incorrera oltre la pena sudetta di soldi tre per ogni palo ò pertica, et di soldi cinque per ogni fassina
18. Sarà Prohibito a chisisia di metter fuoco alle Strobie, siepi, e Bussonate altrui, sotto pena, per caduna giornata quanto alle strobie di livre 15 quindeci. E quanto alle Bussonate, e siepi, se vive, per cadun trabucco lineale livre sei. Se composte di bosco secco livre due. Nelle sudette pene incorrerà chionque mettendo fuoco ne proprij beni verra a communicarlo ad altrui fondi
19. Sarà proibito a chi si sia di esportare da altrui fondi Pietre, mattoni, terra, o Sabia senza licenza del Padrone, incorrerà nella pena per caduna volta di livre due. E chi escaverà pietre, o sabia nelle vie publiche e vicinali nella pena di livre una
20. Chi esporterà Canapa altrui, tanto da canepali, che da luoghi, ne quali sarà posta per esser adaquata, o altrove cadera nella pena per ogni massa di soldi cinque. Per ogni borla soldi cinquanta. Per ogni pianta di canavasso soldi due
21. Chi leverà le pietre, o fango, che si troveranno poste sovra l’altrui canapa messa ad adaquare incorrerà nella pena di livre tre
22. Non sarà lecito ad alcuno di tagliare, o esportare dall’altrui fondi alcuna sorte di ramaglie, o alberi fruttiferi, et infruttiferi sotto pena per ogni pianta d’albero fruttifero, ne quali s’intenderanno compresi li morroni, e salici, e tutte le ente, se saranno di grossezza magiore non più d’oncie tre di circonferenza per caduna livre due
23. Chi leverà la scorsa a qual si sia sorte d’alberi fruttiferi, anche solo in parte, se gli alberi saranno di minor grossezza d’oncie sei di circonferenza per cadun albero s’incorrera la pena di livre tre
24. Chi esporterà da altrui fondi foglie di qual si sia sorte d’alberi cadera nella pena per ogni rubbo di soldi tre. Et esportandole con bestie da Basto, ò altra vettura, oltre la suddetta pena caderà in quella di livre una
25. Chi esporterà da altrui vigna qualche vitte, o Resoira incorrerà per caduna volta d’esse nella pena di livre una
26. Non potra chi si sia fare alcun Piantamento d’alcuna sorte di piante ne beni communi, ove tal piantamento possa danneggiare il pascolo, come pure di tagliar, escavar alcuna sorte di piante da chi ne per chi si sia ne detti beni communi, o quello possa danneggiare il pascolo, come sovra sotto pena di soldi venti per caduna pianta, si piantata, che tagliata oltre la perdita della medema
27. Nisuno potrà piantare qualsivoglia sorte d’alberi tanto fruttiferi, che infruttiferi nei confini trà i suoi beni, e quelli del vicino, salvo della distanza legale sotto pena del spiantamento a spese del contraventore, et della pena di livre una per caduna pianta

Pascolo:
15. Non sarà lecito ad alcuno di condurre gli animali porcini, sotto le Roveri altrui, in tempo delle Ghiande, sotto pena per cadun animale, e caduna volta di soldi cinque
28. Ritrovandosi Bestiami di qualsisia sorte al pascolo negli altrui campi, seminati a trifoglio, orzo, o simili per far erba, cadra nella pena come infra: Per caduna Bestia Bovina Cavalina, asinina, ò mulatina, soldi quindeci. Per caduna capra, o animal Porchino soldi dieci. Per caduna Pecora soldi quindeci. E se in campi seminati a formento, segla, Melliga, et altri Marsaschi, e Legumi, la pena sarà del doppio per caduna bestia respettivamente. E se in Vigne, o Piantali la mettà in più
29. Ritrovandosi Bestiami a Pascolare in vigne, piantate di fresco, cioè ne primi tre anni, non Roddendo, ne guastando le vitti, s’incorrerà indistintamente per caduna bestia la pena di livre due. Et roddendo, o guastando in altra maniera le dette vitti la pena sarà di livre cinque per caduna Bestia
30. Ritrovandosi Bestiami a Pascolare nell’altrui pratti dalli 25 marzo sino seguito il tagliamento de Terzuoli s’incorrerà nella pena per ogni bestia Bovina, Mulatina, Cavalina, et Asinina di soldi quindeci. Per ogni Capra soldi dieci. Per ogni animal Porchino Livre una
31. Ritrovandosi Capre, o Pecore a pascolare in beni, ove vi sijn alberi di frutti, ancor che non fossero seminati, s’incorrera nella pena per caduna di livre una. Se in beni seminati, ove pure vi sijno alberi di frutti livre due. E roddendo, e guastando gli alberi livre tre
32. Ritrovandosi animali Porchini senza guardia tanto per il luogo, che sedimi altrui, e campi non seminati, ancor che non causassero alcun danno, s’incorrerà la pena di soldi cinque
E se si ritroveranno detti animali nelli Aijrali, ò corti, ove sianvi legumi, o granaglie, s’incorrerà la pena di soldi dieci. E se si ritroveranno li medesimi a danneggiare nelli Aijrali con guardia la pena sarà di livre una per caduno
33. Per ogni gallo, gallina, ocha, annatra polastro gallo d’india, e simili, che si ritroveranno a danneggiare, guastare, o raspare gli orti, prati, ò beni seminati, s’incorrerà per caduno d’essi nella pena per caduna volta di soldi due
34. Per ogni cane, che si ritroverà nelle vigne, ò Piantali in tempo delle Vindemie pendenti s’incorrerà nella pena di soldi cinque per caduno e per caduna volta
35. Chi esporterà altrui Polami di qual si sia sorte, cadera nella pena, se nella prima cresciuta d’essi, di modo che non siano ancor coperti di piuma di soldi cinque per caduno. Se gia coperti di soldi dieci. E se oche anatre o polli d’india il doppio respetivamente

Ordine pubblico:
36. Sarà proibito a chionque il fare, o tenere tampe, o Lettamaij nelle contrade maestre o piazze publiche, sotto pena, oltre il levar prontamente per caduna volta livre una. Et ove il Padrone doppo l’avvisa temporegiasse a levar il Lettame, o quello rifiutasse levare oltre la sudetta pena incorrerà nella perdita del letame
37. Chionque gettarà sassate sopra le piazze et per le Contradde del sudetto luogho sopra li Coppi nelle Case, o Sedimi altrui ancor che non offenda alcuno incorrerà la pena di soldi dieci. Et offendendo qualcheduno la pena sarà di livre due
38. Sarà proibito a tutti li Bovari, che con carri, Barosse, e botti transiteranno per le piazze e Contradde del Luogho sudetto d’andar sopra il Carro, o Barrozze, ma bensì dovranno andar avanti i loro bovi, et attigui ad essi, sotto pena per caduna volta di soldi dieci
39. Saranno in obligo li possessori de beni Laterali alle stradde publiche di tener li fossi dove sono necessarij ben purgati et in buono stato per poter ricever l’aque pluviali, scolatizzij della stradda sotto pena per cadun trabucco lineale di livre una. Come pure saranno tenuti di scoppare le Bussonate vive attigue, come sovra alle vie publiche, acciò non occupino le medeme sotto l’istessa pena di livre una per cadun trabucco lineale
40. Chionque con scienza ritirerà in casa, o altro Sitto suo propriio frutti, o robbe derubate contro il disposto de presenti bandi senza denunciarlo l’istesso giorno al Giudice caderà nell’Istessa pena portata da respettivi Capi cumulativamente al contraventore
41. Chionque de Particolari abitante, o non in detto luogo ritirerà, o permetterà che si ricoverin in sua casa sotto qualonque titolo, e pretesto persone sospette e nullatenenti, s’intenderà tenuto in proprio, solo però sussidiariamente per le contravenzioni che da tali nulla tenenti venissero fatte non solo quanto alla pena, ma anche per il danno, e spesa

Caccia e pesca:
42. Non sarà lecito a chi si sia tanto del luogo, che forastiero andar a caccia d’ animali quadrupedi, e volatili senza la dovuta licenza del Sig.r Conte, tanto con armi da fuoco, che con aragni, fossi, Lacij, o tramaglijno, o qualonque altra sorte d’Instromento d’Inganni sotto pena alli particolari del luogo di un scuto d’oro. Et alli Forastieri del doppio per caduno et per caduna volta et ciò s’intenderà ne mesi dell’anno che non sono proibiti dalle disposizioni Reggie e come anche per li quadrupedi e volatili riservati da detti Reggij editti
43. Meno sarà lecito ad alcun particolare ò Forastiero pescare, ne mandar a pescare nelle Roggie, Bealere, o fossi, sotto pena quanto a particolari del luogo di scuti uno d’oro. Et a forastieri del doppio, e dandosi la pasta, calcina, e Tosco alli pesci, si procederà criminalmente alla mente delli editti

  

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