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Elenco completo
Atti dello Stato Civile

(1695 totale parole in questo testo)
(18906 Letture)   Vers. stampa



di Giovanna Maria Caporaloni e Gianluca Franchi


Dopo aver fatto visita ai parenti, la tappa successiva sarà il Comune e in particolare gli uffici di Stato Civile e Anagrafe.

Gli archivi dello Stato Civile e quelli dell'Anagrafe dei comuni non raccolgono dati antichi, perché tutte le registrazioni dei comuni italiani partono, ovviamente, da dopo l'unificazione, quindi dopo il 1861. Quasi mai, però, gli uffici comunali hanno iniziato immediatamente a tenere i registri, per cui la data effettiva di inizio delle registrazioni varia da regione a regione, e a volte anche da comune a comune: ci sono regioni/provincie dove in effetti le registrazioni sono iniziate nel 1861 (Rieti, Benevento, Puglia, Abruzzo, Lazio, Molise), ma in generale iniziano dal 1866 (Piemonte, Liguria, Ancona e Macerata).

Ci sono, però, delle eccezioni che riguardano le provincie/regioni che sono state annesse in un momento successivo al 1861.

In particolare:

  • il Veneto e una parte della provincia di Mantova furono annessi all’Italia nel 1866;
  • il Lazio, eccezion fatta per le province di Rieti, Latina e Frosinone, nel 1870;
  • il Friuli-Venezia Giulia ed il Trentino Alto Adige solo nel 1918.
Anche in questi casi la tenuta dei registri non è iniziata immediatamente, per cui:
  • in Veneto i registri dei comuni partono, in genere, dal primo settembre 1871;
  • a Roma e provincia dal 1871;
  • a Trento, per esempio, gli atti di Stato Civile sono disponibili solo dal 1924.

In ogni caso è sempre opportuno verificare presso il comune che ci interessa quale sia l'effettiva data di inizio delle registrazioni di Stato Civile e di Anagrafe.
Ed anche quale siano le modalità previste per il rilascio dei certificati.

Tenete presente che nei Comuni, come in altri Enti Pubblici, se non si fanno domande specifiche difficilmente si ottengono risposte specifiche. Per questo motivo, prima di iniziare la richiesta di qualche certificato, è necessario avere già dei riferimenti precisi, sia per quanto riguardano i nomi delle persone, sia per quanto riguarda l'anno in cui è avvenuto l'atto.
E' possibile anche chiedere di cercare in un certo lasso di tempo, ma ricordando che più è ristretto, meglio è.

Nominalmente i dati dello Stato Civile e dell'Anagrafe sono pubblici, ma non è possibile prenderne visione: si può solo richiederne la certificazione. Su questo aspetto ci sono diverse opinioni in merito, ma normalmente gli archivi dello Stato Civile e dell'Anagrafe non sono accessibili.

Stato Civile


Lo Stato Civile è la registrazione, regolamentata da apposite leggi, della Nascita, del Matrimonio e della Morte di ogni cittadino residente nel Comune. Questi registri sono conservati negli archivi dello Stato Civile.

Per tutte le registrazioni effettuate dallo Stato Civile (cittadinanza, nascita, matrimonio, morte) è possibile chiedere il certificato o l'estratto, ma è sempre preferibile chiedere la “copia integrale” dell'atto. Questa corrisponde, in pratica, alla fotocopia autenticata della pagina del registro, che contiene sempre molte informazioni utili ed interessanti.
Normalmente il rilascio della copia integrale è gratuito o viene richiesto il pagamento dei diritti di segreteria (pochi centesimi). Anche in questo caso, comunque, è bene informarsi prima, sia per gli eventuali costi, sia soprattutto per le modalità di richiesta/rilascio.

Ovviamente chiunque può richiedere un certificato personale.
Per quanto riguarda, invece, le ricerche genealogiche, secondo l’art. 177, comma 3 del D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali, chiunque può richiedere un certificato di Stato Civile di qualsiasi persona, purché siano passati settanta anni dalla formazione dell'atto (ma su questo aspetto esistono comunque opinioni discordanti).

Vediamo in ogni caso cosa è possibile recuperare d’interessante tra i dati dello Stato Civile.

REGISTRI DI CITTADINANZA
Sono appositi registri in cui sono annotate le dichiarazioni dei cittadini in merito alla loro cittadinanza o nel caso vi sia una rinuncia della stessa. Nel registro di cittadinanza si devono trascrivere i decreti e i provvedimenti relativi alla cittadinanza della persona, e si annotano le dichiarazioni di residenza nello stato e relativi trasferimenti da un comune all'altro. In sostanza nell'atto c'è scritto che una certa persona ha presentato una domanda di cittadinanza, il consolato o l'ambasciata hanno rilasciato i documenti necessari e la prefettura l'ha concessa. La conseguenza è che la nascita di quella persona viene trascritta nel registro di nascita dell'anno di rilascio della cittadinanza.
Chiaramente bisogna sapere se la tale persona figura in quel registro.

REGISTRI DI NASCITA
Nel registro di nascita, oltre che trascrivere gli atti di nascita, l'ufficiale dello stato civile deve anche annotare gli atti di riconoscimento dei figli naturali, le sentenze che pronunziano l'interdizione e l'inabilitazione, i cambiamenti di nome nonché l'apertura e la fine della tutela.
Questi registri sono suddivisi in 2 serie: A e B.
La serie A è divisa in due parti, la Parte Prima, che raccoglie le dichiarazioni di nascita nel proprio Comune di residenza, e la Parte Seconda, dove sono registrati coloro che nascono in un altro Comune diverso da quello di residenza (in questo caso sono i Comuni che trasmettono copia della dichiarazione di nascita).
Anche la serie B è divisa in due parti: la Parte Prima, che raccoglie le dichiarazioni avvenute dopo 10 giorni dalla nascita (dichiarazioni tardive), e la Parte Seconda, dove sono registrati i bambini ritrovati, gli atti di riconoscimento o disconoscimento, le adozioni e le modifiche o le aggiunte al cognome.

REGISTRI DI MATRIMONIO
Nel registro di matrimonio si devono trascrivere gli atti di matrimonio, annotare le convenzioni matrimoniali ed i relativi mutamenti, nonché le dichiarazioni di riconoscimento dei figli naturali fatte all'atto della celebrazione del matrimonio.
I registri di Matrimonio sono divisi in due Parti: la Parte Prima tiene conto dei matrimoni officiati dall'Ufficiale dello Stato Civile. Nella Parte Seconda, sezione A, sono registrati i matrimoni officiati dai vari Parroci che hanno l’obbligo di darne comunicazione al comune di residenza; se la Parrocchia dove è officiato il Matrimonio è diversa da quella di residenza, allora sono trascritti nella sezione B; nella sezione C sono trascritti i matrimoni eseguiti dall'Ufficiale dello Stato Civile che per qualche ragione abbia officiato al di fuori della casa comunale (municipio).

REGISTRI DI MORTE
Nel registro di morte vanno iscritte le dichiarazioni e gli atti di morte, le sentenze dichiarative della morte presunta o che dichiarano l'esistenza in vita della persona già dichiarata morta presunta. Anche questi registri sono divisi in due Parti. Nella Parte Prima sono trascritte tutte le dichiarazioni fatte direttamente agli uffici dello Stato Civile.
La Parte Seconda si divide di 3 sezioni: sezione A, con i decessi avvenuti in luogo diverso dalla residenza del defunto; sezione B, dove sono registrate le morti avvenute sempre fuori della residenza del defunto, per le quali sia giunta una comunicazione di enti o altro (per esempio di morte in ospedale o in casa di riposo); sezione C, dove sono registrate le morti avvenute all’estero o per le quali non sia possibile riconoscere la salma.

Anagrafe


L'Anagrafe, formalmente, è una cosa diversa dallo Stato Civile, anche se di solito i due uffici si trovano nello stesso luogo/palazzo e, specie nei piccoli comuni, gli impiegati possono essere gli stessi.
Per gli atti dell'Anagrafe non è possibile chiedere certificati gratuiti, come per quelli dello Stato Civile.
E’ possibile, e forse preferibile, richiedere al comune interessato una ricerca storico-genealogica partendo da un dato certo che comunicherete voi: in questo caso per ogni nome il costo dovrebbe essere di circa € 2.50 o € 5.00 se in bollo, ma sarete così sicuri di avere le informazioni riguardanti gli ascendenti della persona che vi interessa, fin dove sarà possibile trovare informazioni, essendo il personale addetto a redigere l’atto libero di consultare gli archivi preclusi al pubblico.

LA SCHEDA ANAGRAFICA
Ogni cittadino ha la sua scheda anagrafica che, genealogicamente parlando, offre una vera miniera di informazioni utili. La scheda anagrafica rimane attiva fino a quando la persona è in vita o non cambia residenza in un altro Comune, dopodiché sarà spostata tra gli “eliminati”, un apposito schedario che conserva tutte le schede non più attive.

Di seguito le voci presenti nella scheda anagrafica:
  • cognome, nome e soprannome;
  • genitori;
  • luogo e data di nascita;
  • frazione;
  • via e numero civico;
  • stato civile;
  • condizione;
  • istruzione;
  • immigrazione;
  • emigrazione;
  • morte;
  • annotazioni;
  • archivio;
  • richiamo al foglio di famiglia.

IL FOGLIO DI FAMIGLIA
Il foglio di famiglia è ancor più interessante poiché vi si potranno trovare tutte le informazioni sui familiari e il loro grado di parentela con il capo famiglia. La tipologia varia da comune a comune, anche se in linea di massima le voci principali sono invariate. Questo foglio è composto di due parti: il frontespizio e l’interno.

Le voci del frontespizio:

  • numero progressivo del foglio di famiglia;
  • data di compilazione del foglio di famiglia;
  • precedenti in archivio;
  • capo famiglia;
  • provenienza;
  • luogo di domicilio e residenza;
  • dati relativi all’abitazione occupata;
  • annotazioni.
Le voci dell’interno:
  • relazione di parentela con il capo famiglia;
  • cognome e nome;
  • sesso;
  • paternità e maternità;
  • luogo e data di nascita;
  • stato civile;
  • istruzione;
  • vaccinazione;
  • condizione, professione o mestiere;
  • luogo ed epoca d’ingresso o di provenienza;
  • luogo e data del cambiamento di abitazione, emigrazione, morte;
  • annotazioni.

L’ARCHIVIO STORICO COMUNALE


L’Archivio Storico Comunale solitamente è dato in gestione alle Biblioteche comunali che ne permettono la consultazione spesso su appuntamento.

Fare un elenco del materiale custodito è pressoché impossibile poiché varia da comune a comune, in ogni caso gli archivi più interessanti ai fini della ricerca genealogica sono i seguenti:
  • pergamene;
  • registri di leva;
  • comunità;
  • cause e liti;
  • sanità ed igiene;
  • catasto.

ATTI DEL COMUNE - Stato Civile pre-unitario


In molti casi, variabili da regione a regione (o anche da provincia a provincia), sono disponibili anche registri di Stato Civile pre-unitari, cioè precedenti al 1861. Questi registri, per lo più, sono relativi all'Ottocento.
Si possono trovare i registri del periodo napoleonico (circa tra il 1805 ed il 1815) e quelli della restaurazione.
Questi registri possono essere conservati negli archivi storici comunali oppure negli Archivi di Stato.

  

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