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Elenco completo
Atti Parrocchiali

(1786 totale parole in questo testo)
(32016 Letture)   Vers. stampa



di Giovanna Maria Caporaloni e Gianluca Franchi


La ricerca di questi documenti sarà sicuramente molto più proficua degli atti dello Stato Civile, poiché essi ricoprono un periodo maggiore: in alcuni rari e fortunati casi sarà possibile rintracciare atti fin dalla seconda metà del Quattrocento.
Non c’è bisogno di estrapolare dati, ogni singolo documento è una fonte inestimabile di informazioni, sia per gli antenati interessati sia per le persone che li circondavano (p. es. i padrini ai battesimi oppure i testimoni ai matrimoni).
Ufficialmente i parroci sono tenuti a tenere e ad aggiornare i Registri dei Battesimi e dei Matrimoni a partire dall’entrata in vigore della risoluzione Tametsi durante la 24° sessione del Concilio di Trento, nel 1563, e quelli di Morte, delle Cresime e gli Stati delle Anime con l’emanazione del Rituale romano, nel 1614.
In molte parrocchie, però, non sempre la tenuta dei registri ha avuto inizio a partire da queste date; può variare da parrocchia a parrocchia, ma in linea di massima si aggira tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento.
Non è raro, però, avere la sfortuna di imbattersi in archivi parrocchiali i cui registri inizino solo pochi anni addietro o presentino vistose mancanze. Purtroppo nel corso dei secoli i motivi che hanno portato alla perdita o distruzione di questi documenti sono stati molteplici: gli incendi erano una delle cause principali di distruzione degli archivi parrocchiali, ma anche i bombardamenti, i terremoti o semplicemente l’incuria degli stessi parroci.

Dovendo necessariamente svolgere le ricerche a ritroso nel tempo, partendo da oggi fino ai tempi più remoti, si vedrà che fino alla metà dell'Ottocento i registri sono redatti solitamente in lingua italiana, su fogli prestampati e rilegati (attenzione: queste indicazioni possono variare da parrocchia a parrocchia).
In precedenza la lingua usata era il latino ed i registri erano costituiti da grossi libri rilegati, con fogli bianchi, che in rari casi avevano appena l’accenno di qualche linea per scrivere diritto il testo.
Antecedentemente alla fine del Seicento, gli atti erano spesso scritti in latino “volgare” e ricchi di abbreviazioni, per cui solo con il testo completo dell’atto è possibile ricostruirne il senso.
Questi registri spesso sono accompagnati da un’altra serie di volumi che contengono gli indici dei nomi: riportano il numero progressivo dell’atto, il nome e cognome della persona, in qualche caso la paternità ed il numero di pagina corrispondente all’atto in questione. In alcuni casi l'indice si trova all'inizio o alla fine dello stesso volume.
Fino quasi alla fine del Settecento gli indici e gli atti venivano redatti in ordine alfabetico in base all’iniziale del nome di battesimo, e non secondo quella del cognome. Solo a partire dalla fine del Settecento, circa, gli indici sono ordinati in base al cognome.
I parroci, pur avendo l’obbligo di tenere questi registri, non hanno mantenuto nel tempo un’uniformità nel redigere i vari atti, così spesso si trovano metodi di registrazione diversi da parrocchia a parrocchia pur contenendo lo stesso tipo d’informazione.

Vediamo, quindi, cosa troveremo tra gli atti dei registri parrocchiali.

GLI ATTI DI BATTESIMO
Come abbiamo detto spesso i registri sono accompagnati da una serie di volumi che sono gli indici.
Sia gli indici che i registri spesso raccolgono i dati di diversi anni per esempio il libro VIII coprirà gli anni dal 1922 al 1953 ed il registro VII dal 1898 al 1922 e così via.
Sugli indici dei registri dei battezzati troveremo il numero progressivo, ogni numerazione solitamente parte con l’anno nuovo, il nome e cognome del neonato, il nome del padre e della madre, l’anno di riferimento, il libro, la pagina ed il numero.
Questi dati ricavati dall’indice vi saranno utili per andare a cercare direttamente il volume che contiene l’anno e il numero che v’interessa degli atti di battesimo.
Quando gli indici non ci sono è necessario eseguire una ricerca documento per documento, stando attenti a trovare quelli con il cognome cercato.
L’atto vero e proprio di battesimo conterrà: l’anno, il numero di pagina ed il numero progressivo a fianco del nome, la data di battesimo, il nome ed il cognome del neonato, il nome del padre e di suo padre ed il nome e cognome della madre ed il nome di suo padre, la data e l’ora di nascita, il nome del parroco e nome e cognome dei padrini, dei loro rispettivi padri e la parrocchia da dove provenivano, se era diversa da quella dove il neonato era battezzato.
In qualche caso era la stessa ostetrica che amministrava il battesimo perché il bimbo era reputato in pericolo di vita.
A volte i padrini erano presenti in rappresentanza di qualche nobile locale: la tendenza era quella di proteggere il figlio assicurandogli padrini importanti che, qualora fosse capitato qualcosa ai legittimi genitori, se ne prendessero cura.
Nei registri a partire dalla seconda metà dell'Ottocento erano annotati anche la professione dei genitori e l’indirizzo.

GLI ATTI DI MATRIMONIO
Anche i registri dei matrimoni sono accompagnati talvolta dai loro rispettivi indici, composti per lo più da una serie di volumi separati.
Gli indici conterranno: i cognomi ed i nomi in ordine alfabetico, la paternità ed in qualche raro caso la maternità, il nome del coniuge, l’anno, il libro, la pagina ed il numero progressivo.
L’atto di matrimonio contiene dati importantissimi, infatti, spesso è riportata la data di nascita o l’età degli sposi e la parrocchia di provenienza che ci permette di andare a colpo sicuro nella ricerca del rispettivo atto di nascita.
Anche nei tempi più remoti, come oggi, era consuetudine sposarsi nella chiesa parrocchiale della sposa salvo casi particolari, concessi dal parroco della sposa, che erano comunque riportati nei registri delle parrocchie di provenienza e quelle di celebrazione.
Gli atti di matrimonio riportano: l’anno, il numero di pagina ed il numero progressivo, la data di matrimonio ed il nome del parroco celebrante, le tre date obbligatorie di pubblicazione nei giorni festivi o l’eventuale dispensa, nome e cognome dello sposo, la rispettiva paternità e maternità, l’età o la data di nascita, la professione, la parrocchia di provenienza. Per la sposa era anticamente annotato solo il nome, poi anche il cognome, la paternità e maternità della sposa, l’età o l’anno di nascita, la professione. Molto importante è l’eventuale annotazione di una possibile consanguineità degli sposi stessi e il grado di tale legame. Grazie infatti a questo tipo di annotazione è possibile risalire ad un eventuale antenato comune ad entrambi.
I testimoni sono annotati con i loro nomi e la loro paternità, la parrocchia da dove provenivano se era diversa da quella in cui si celebravano le nozze.

GLI ATTI DI MORTE
Dei principali registri parrocchiali, quello dei defunti, è certamente quello che contiene il minor numero di informazioni utili alle nostre ricerche.
Gli indici, che possiamo trovare anche in questo caso a partire dalla fine del Seicento, possono contenere: nome e cognome, la paternità, l’anno, il libro ed il numero progressivo.
Come abbiamo detto, l’atto di morte, era sintetico e non dava molte informazioni; nei tempi più remoti i defunti erano annotati sommariamente, in un elenco confuso, spesso senza menzionarne nemmeno la paternità o l’età. In alcuni casi se il defunto era un neonato o un lattante l’età non era menzionata, ma era definito infantulo o infantula e si usava la frase ad celum evolavit per indicarne la morte.
Nei registri dei morti troveremo: l’anno, la pagina, il numero progressivo, il nome e cognome del defunto, la sua età, a volte la paternità ed in qualche caso la causa di morte, la data di morte e quella di sepoltura e l’indicazione dei sacramenti somministrati prima della morte.

I REGISTRI DEI CRESIMATI
Questi registri raramente hanno un volume separato per gli indici ed è quindi necessario leggerli pagina per pagina alla ricerca dei nomi che ci possono interessare. I dati contenuti sono molto stringati e contengono la data della cerimonia, il nome del vescovo o del sacerdote celebrante, nome, cognome e paternità del cresimato, nome e cognome della madrina o padrino.
Questi registri possono non essere presenti, specialmente per i periodi più antichi.

GLI STATI D’ANIME
Gli stati delle anime erano costituiti da fascicoli di fogli legati assieme o registri sui quali, annualmente, di solito in corrispondenza del periodo quaresimale, venivano annotate tutte le persone presenti nella parrocchia, raggruppate per singola famiglia e luogo di abitazione.
Si presentano come elenchi nei quali veniva registrata la famiglia al completo, con indicazione del rapporto di parentela, età, e, più raramente, la professione del capofamiglia.
Per ogni persona veniva anche indicato se aveva già ricevuto il sacramento della Confermazione (Cresima) e quello della Comunione. Inoltre il parroco registrava il fatto che la persona si fosse confessata, dato che, solitamente, gli stati delle anime erano redatti nell'occasione del giro di benedizione delle case che il parroco faceva in occasione della Pasqua.
Per questo, di solito, negli Stati delle Anime i nomi delle persone sono seguite da una, due o tre “C”. Anche questi registri spesso non sono presenti negli archivi parrocchiali e, se ci sono, di solito sono relativi solo a pochi anni.

ALTRI TIPI DI ATTI
Tra gli ulteriori tipi di documenti conservati negli archivi parrocchiali ce ne alcuni che meritano particolare attenzione. Si tratta generalmente di atti che spesso non si trovano in registri specifici, ma sono raccolti in cartelle o faldoni, non sempre in ordine, e per studiare i quali occorre avere molto tempo a disposizione. In ogni caso, se disponibili, non mancate di chiederli al parroco.

I registri delle investiture: erano raccolte che elencavano le proprietà della chiesa assegnate a persone in cambio di servigi.

I registri delle locazioni: contengono le locazioni gestite dalla parrocchia.

I legati: con essi veniva stabilito mediante testamento, l’obbligo per gli eredi del testatore defunto di far celebrare messe in suffragio della sua anima, anche per alcuni anni consecutivi; a questo scopo la chiesa o il parroco designato ricevevano una certa quantità di denaro o un pagamento in natura, solitamente sotto forma di cibo o cera. Nel relativo quaderno possono essere elencati i nomi dei legatari, le cifre pagate e le date delle celebrazioni.

Le pubblicazioni matrimoniali: queste pubblicazioni, ancora in uso, sono affisse alla porta della chiesa generalmente nei tre giorni festivi precedenti il matrimonio e servono per annunciare l’evento alla comunità e a coloro che, potenzialmente, potrebbero opporsi a tale celebrazione. Sono raccolte in cartelle o faldoni in ordine cronologico.

I confessi: questi non erano altro che le attuali ricevute di pagamento o ricevimento di somme (o altro) che il parroco si faceva rilasciare e conservava per lungo tempo, spesso fino ai giorni nostri.

  

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