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Inviato: venerdì 18 marzo 2011, 20:58
da lucilla
Il mio trisnonno materno,Giuseppe Gelmetti, classe 1834, nato a Turate (?), a quell'epoca faceva parte del reggimento bersaglieri; verrà congedato nel 1863.
Inviato: lunedì 28 marzo 2011, 10:44
da ciganasimona
Conosco i nomi di tutti i miei 16 trisavi, vivi al 1871, ma di pochi al momento posso tracciare un segmento di vita.
Lato paterno:
Nel 1871 il mio tris nonno Antonio Cigana era sposato con Del Santo Domenica, era in attesa del suo primogentio. Angelo nascerà il 1° novembre e la mamma morirà in seguito al parto il 9 novembre. Angelo non ha potuto festeggiare il suo primo compleanno dato che è morto nell'agosto del 1872. Sta di fatto che, per mia fortuna, Antonio si sia risposato nel 1873.
Della seconda moglie, Presotto Francesca posso solo dire che nel 1871 aveva 21 anni.
Nel 1871 il mio tris nonno Fantuz Giacomo aveva 18 anni, quella che sarà poi sua moglie nel 1880, Sonego Augusta aveva all'incirca 15 anni.
Lato materno:
Il mio tris Giovanni Boccalon è nato nel 1859 ha solo 11 anni, e da generazioni e per generazioni abiteranno a San Giovanni di Motta di Livenza.
Di sua moglie conosco solo il nome, Sgorlon Luigia.
Simona
Inviato: mercoledì 30 marzo 2011, 9:47
da Basaba
La mia famiglia di allora abitava tutta nel territorio “unito”, perchè tutti erano originari dell'Italia settentrionale.
Dal lato paterno, il trisnonno Marco, originario di Castelfranco Veneto, viveva a Fano con la seconda moglie Clelia, sposata lì e da cui proprio quell'anno nasceva Adele, la sorellastra del mio bisnonno Alessandro che aveva all'epoca 7 anni. Il trisnonno Marco si era trasferito a Fano da poco, forse per sfuggire a Radetzky, che già nel 1849 aveva emesso pubblico avviso perché tutti i renitenti alla leva fossero attivamente ricercati, e lui era fra quelli. Marco aveva già partecipato alla campagna per l'Unità d'Italia nel 1848 e 1849, e stava attivamente contribuendo a quella del 1860-1861, promosso al grado di Luogotenente. Da lì a qualche anno, forse per rincorrere gli aneliti risorgimentali, tutta la famiglia si trasferì a Genova, dove mise radici.
A Genova, o meglio negli immediati dintorni, viveva in una famiglia contadina con altri 4 fratelli e sorelle il mio bisnonno Carlo, che all'epoca aveva solo 2 anni. Il papà aveva già 45 anni, ma sarebbe vissuto in campagna fino a 75 anni.
Vita contadina faceva anche, probabilmente, il ramo materno dell'epoca: mio nonno festeggiava il suo primo anno di vita sulle colline intorno a Genova. Di lì a poco si sarebbero trasferiti tutti in città dove il trisnonno fece il cameriere.
L'ultimo trisnonno, Andrea, se la passava molto meglio, se negli anni successivi, diventato grande, fu in grado di aprire una banca! Poi trasformata in agenzia di cambi... Della sua famiglia però so ancora poco, se non che Andrea aveva al momento dell'Unità solo una ventina d'anni e non era ancora sposato.
Ste
Inviato: mercoledì 30 marzo 2011, 15:53
da Raffaele
Gianlu "chiede" che poteva fare la gente nel marzo 1861 semplicemente la stessa cosa che nel mese di febbraio o gennaio 1861, cioè sopravvivere , quando non erano uccisi da gente che si diceva:......... fratelli!
http://digilander.libero.it/pinkpanther1/index.html
Inviato: giovedì 31 marzo 2011, 9:08
da legatori
Per quanto riguarda i miei avi, tanto dal lato paterno, tanto dal lato materno, viventi al 1861, c'è veramente poco da dire...erano tutti agricoltori, esclusivamente legati alla coltivazione della terra e ad un allevamento di sussistenza...moltissima fatica ma poca storia!
a volte mi chiedo addirittura se si accorsero o meno del passaggio dallo Stato della Chiesa al Regno d'Italia...
Inviato: giovedì 31 marzo 2011, 11:52
da octopus
Molto bella questa discussione dove ci si da la possibilità di ricollocare realmente le singole persone in un particolare periodo storico.
Sul commento di Legatori, che si interroga sul fatto se si accorsero o meno del passaggio dallo Stato della Chiesa al Regno d'Italia posso dire che sicuramente se ne accorsero.
Certo, dipende molto da dove vivevano, se piccolo borgo rurale lontano da Roma o se centro più prossimo alla capitale.
Non avendo la televisione e non avendo il calcio...di qualche cosa dovevano pur parlare

non credete? e la politica forse era uno degli argomenti principali.
I miei parenti, in quegli anni vivevano a Mentana e furono investiti delle battaglie incorse per la conquista di Roma.
Sappiamo, ma solo da racconti famigliari, che una trisnonna era una "porta ordini" garibaldina: cioè venivano mandati dei bambini per portare gli ordini da un comando all'altro della zona.
E si racconta che con orgoglio ne raccontava dell'evento.
Gli altri rami...invece erano tutti filo-pontifici.
Inviato: giovedì 31 marzo 2011, 12:07
da alberello
Raffaele ha scritto:sopravvivere , quando non erano uccisi da gente che si diceva:......... fratelli!
sarebbe il caso che l'italia senza perdere l'unità si accorga che il risorgimento è stato piùttosto un decadimento! E che si inizi ad insegnare nelle scuole la verità! Magri così risorgeremo veramente.
(NON è una polemica di tipo politico)
Legatori ha scritto:a volte mi chiedo addirittura se si accorsero o meno del passaggio dallo Stato della Chiesa al Regno d'Italia...
Assolutamente si, con le restrizioni e la laicizzazione dello stato, tutte le corporazioni soppresse, tutte le "angherie" che subì la chiesa, l'enciclica di Pio IX contro Cavour e quant'altro, a voglia se se ne accorsero.
Octopus ha scritto: Non avendo la televisione e non avendo il calcio...di qualche cosa dovevano pur parlare non credete? e la politica forse era uno degli argomenti principale.
direi che con la povertà che ne derivò più della politica forse erano indaffarati a sopravvivere di giorno in giorno...
Octopus, tu? la tua storia non ce la racconti?
Alberello
Inviato: giovedì 31 marzo 2011, 14:55
da octopus
Caro Alberello,
convengo con te che, almeno per quanto riguarda lo Stato della Chiesa i suoi abitanti se ne accorsero, anche se il loro unico pensiero era quello di sopravvivere giorno per giorno... ma non dimentichiamo che in questo caso il monarca oltre ad essere capo dello stato era soprattutto capo della Chiesa Cattolica, e all'epoca questo aspetto non era proprio di secondo piano ... soprattutto per la povera gente che sperava almeno nella riconpensa del paradiso.
La mia storia non è molto interessante e dettagliata come le vostre, anche perchè di quel periodo non ho molti dettagli e non ho mai approfondito (per mancanza di tempo).
In quell'anno la mia famiglia paterna si era appena trasferita a Roma da Mentana ed uno dei miei quadrisavoli aveva un negozio dove commerciava liquori nell'allora Piazza Navona. Gli altri due miei quadrisavoli erano Senzali (una specie di mediatore finanziario) e cambiavalute. All'arrivo dei Mille a Mentana la famiglia di quella trisavola "porta ordini" si schierò proprio con Garibaldi e combatterono le battaglie a fianco dei garibaldini.
Questo dovuto anche al fatto che un suo zio avvocato, mentre stava in chiesa, a causa di un colpo di tosse, sputò per terra di fronte il parroco: non gli fu perdonato, e dovette scontare diversi mesi in carcere. Quando uscì... appoggiò senza esitare la causa di Garibaldi. Degli altri rami della famiglia, commercianti, ancora devo approfondire ma che io sappia sono sempre stati filo-pontifici, perchè il papa nel bene o nel male era pur sempre il "Vicario di Cristo in terra".
Con l'unità d'italia nacque il mio bisnonno che gli venne dato nome "Scipione", in ricordo dell'unità appena sancita.
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 14:16
da Raffaele
Gianlu ,
Quando si chiede che faceva la gente il 17 marzo è che per te è una data importante , ma che vuole dire per te il 17 marzo 1861 ?
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 15:08
da ciganasimona
Nasceva l'Italia
Simona
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 16:21
da Raffaele
Risposta rapida , troppo rapida.Vedi qui:
http://www.tuttogenealogia.it/index.php ... c&start=45
17-03-1861 di fatto ANNESSIONE di territori al Regno di Sardegna.
Ma il 14 agosto 1861 ti dice qualcosa Simona ???
Io penso che no.
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 16:39
da Raffaele
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 17:41
da albatros56
Il tema di questi post è il 17 marzo 1861, data del primo parlamento italiano e data in cui si è sancità l'unità d'Italia. Detto questo mio bisnonno in quell'epoca rischiava le pelle (come tutti gli italiani del sud e del nord coinvolti in quegli avvenimenti), combattendo per reprimere il cosidetto "brigantaggio". Le "porcate" purtroppo sono una costante di tutta la storia, sia italiano che non. Tutti gli eserciti hanno purtroppo commesso di queste cose disdicevoli, anche quello borbonico, ad esempio quando bombardò Palermo tanto per citare un caso. Tuttavia questi avvenimenti non impediscono a chi ama la storia di non ricordare la data del 17 marzo 1861, tanto più se si sente italiano.
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 18:22
da Raffaele
Il tema è il "17 marzo 1861" ma tutte le altre date sono in relazione.
La storia non è cominciata e finita il 17 marzo.Très cher!
Io penso che questo posto è per parlare e fare allusione alla commemorazione del 150° anniversario.
Inviato: giovedì 9 giugno 2011, 21:07
da Raffaele