
Traduzione:D. Fran.cus Casalenius homo fere septuagenarius, ante trigesi-
mum annum inopem vitam traducebat: deinde cu[m] aulicam
vita[m] esset sectatus in Cohorte Ill.mi Marchionis Bellanti, cui
inservivit existens a secretis, seu Cancellarius eius;
deinde via[m] et regalia illius tractans, ac mercatura exercendo,
factus est dives pro viribus quibus invigilaverat, ut aiunt,
infelice post prandium, in die sabbati ad vigesimam horam,
repentino morbo correptus continuo amisit loquelam.
Confestim accersitus, accessi ad suas edes: offendi
eum iacentem in lecto: feci signale[m] confessionem illi misello,
nam loqui non poterat. Cepi commendare anima[m] Deo potentissimo;
ad primam noctis horam eum permansi cu[m] nonnullis
scholarib[us] eccl[esi]e, et R.do D. Gasparre Russo. Mane seque-
te qui fuit dies d[omi]nicus, summo mane denovo commendans
eius animam fere horas duas: postmodum post prandium
usq[ue] ad vigesimam horam commenda[n]do eius anima[m] corpore
remansit. Vita defunctus est nullo pacto potuit loqui.
Fuit delatus Casale[m] ad eccl[esi]am S.ti Viti die ... et sepultu[s]
in Cappella B.mi Rosarij: facta pompa funeralis a non-
nullis cucullatis et sacerdotib[us]: singuli habuerunt
grana decem: deinde fuit factus cetus [?]. Anima eius
requiescat in pace amen: circa solutione[m] decima[rum]
semper male se gessit nam post eius obitu[m] ego et
rector Gabrinus nunq[uam] sennavit [?] bene ienun[?] [?]
causas commiserendo quod male se habebat.
plura non licet scribere: anima eius requiescat in pace. Ita
defunctus est mense Novembri 85.
Il Signor Francesco Casalena, uomo di circa settant'anni, prima del trentesimo anno d'età conduceva una vita modesta; in seguito, avendo intrapreso la vita di corte nella coorte dell'Illustrissimo Marchese di Bellante, al quale servì come segretario, ovvero suo Cancelliere; in seguito, occupandosi delle strade e delle rendite regie di quello, ed esercitando la mercatura (il commercio), divenne ricco per le forze con cui aveva vigilato.
Come dicono, infelicemente dopo pranzo, in un giorno di sabato alla ventesima ora, colto da un improvviso malore, perse immediatamente la parola. Chiamato d'urgenza, mi recai alla sua casa: lo trovai giacente a letto. Feci a quel poveretto una confessione a segni, poiché non poteva parlare. Iniziai a raccomandare l'anima a Dio Onnipotente; rimasi con lui fino alla prima ora della notte con alcuni scolari della chiesa e il Reverendo Don Gaspare Russo. Il mattino seguente, che era domenica, di gran mattino raccomandai di nuovo la sua anima per circa due ore; poi, dopo pranzo fino alla ventesima ora, raccomandando la sua anima, [essa] lasciò il corpo. Morì senza aver potuto in alcun modo parlare.
Fu portato al Casale presso la chiesa di San Vito il giorno... e sepolto nella Cappella del Santissimo Rosario. Fu fatta la pompa funebre da diversi [frati] incappucciati e sacerdoti: ciascuno ricevette dieci grana. La sua anima riposi in pace, amen. Riguardo al pagamento delle decime si comportò sempre male, infatti dopo la sua morte io e il rettore Gabrino non abbiamo mai [abbiamo trovato pace/accordo], commiserando le cause poiché la situazione era cattiva. Non è lecito scrivere di più: la sua anima riposi in pace. Così morì nel mese di Novembre [15]85.


