Buongiorno,
Come vi avevo anticipato ho trovato in Archivio di Stato diversi atti notarili che riguardano le due famiglie Pieraccini ed Ortalli/Ortali. L' atto che posto qui sotto è il primo che ho trovato in ordine cronologico la scorsa settimana e gli attori sono Matteo Pieraccini e suo cognato Bernardo Ortali, mi sembra di capire che la moglie di Matteo, Vittoria, sia assente al momento dell' atto ma di più non riesco a comprendere. Inoltre a lato è riportato un' altro atto datato 1645 e non so se si tratti di un' interrogazione successiva. Sono a chiedere il vostro consueto aiuto
Grazie mille
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Atto notarile 1642
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Re: Atto notarile 1642
Stasera provo a dare un'occhiata (sempre che nel frattempo non risponda qualche altro utente)
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Re: Atto notarile 1642
Ciao Luca.p
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Re: Atto notarile 1642
Dal momento che furono iniziate parentele tra mastro Matteo del fu Gio. Battista Pieraccini di Mandello nello stato di Milano e mastro Bernardo del fu Pietro Martino [o di Martino, non è facile da stabilire] Ortali tramite donna Vittoria sua sorella con atto rogato da me il giorno 4 aprile 1641, detto mastro Bernardo per dote di donna Vittoria assegnò a detto mastro Matteo scudi 83 (a 8 libre di massa) e bol(ognini?) 26 oltre ai panni e il corredo come (definito) nel detto rogito. Dato anche che mastro Gio. Battista Ortali zio di Bernardo e Vittoria possedesse un censo di scudi 83 e baiocchi 26 al tasso del 7%, così è che in presenza mia e dei testimoni infrascritti personalmente costituiti i sopradetti mastro Matteo a nome di donna Vittoria sua moglie…
da qui iniziano un po' di formule giuridiche in parte anche abbreviate ma la sostanza è che Matteo afferma di aver ricevuto prima della stipula di questo rogito 200 libre di massa (che corrispondono a 25 scudi) e quindi restano 58 scudi e 26 bolognini da riscuotere ma intanto assicura sua moglie sopra tutti i suoi beni per i 25 scudi ricevuti (cioè, in pratica, siccome la dote appartiene alla donna anche se materialmente i soldi li ha presi e li gestisce il marito, lui in un certo senso ipoteca i suoi beni a favore della moglie per un importo equivalente sul quale lei potrà rivalersi in qualsiasi momento futuro). L'unica cosa che non capisco è il riferimento a quel censo dello zio che è di pari importo della dote assegnata, perché non sembra passare di mano… boh.
Comunque è un comunissimo rogito relativo al pagamento parziale della dote promessa a Vittoria
da qui iniziano un po' di formule giuridiche in parte anche abbreviate ma la sostanza è che Matteo afferma di aver ricevuto prima della stipula di questo rogito 200 libre di massa (che corrispondono a 25 scudi) e quindi restano 58 scudi e 26 bolognini da riscuotere ma intanto assicura sua moglie sopra tutti i suoi beni per i 25 scudi ricevuti (cioè, in pratica, siccome la dote appartiene alla donna anche se materialmente i soldi li ha presi e li gestisce il marito, lui in un certo senso ipoteca i suoi beni a favore della moglie per un importo equivalente sul quale lei potrà rivalersi in qualsiasi momento futuro). L'unica cosa che non capisco è il riferimento a quel censo dello zio che è di pari importo della dote assegnata, perché non sembra passare di mano… boh.
Comunque è un comunissimo rogito relativo al pagamento parziale della dote promessa a Vittoria
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Re: Atto notarile 1642
La nota a margine, aggiunta quasi 3 anni dopo, certifica l'avvenuto pagamento dei restanti 58 scudi e 26 bolognini a favore della coppia e, come al solito, Matteo riassicura la dote di sua moglie sopra tutti i suoi beni (una sorta di ipoteca, come ho spiegato prima)