Buonasera a tutti,
porto la mia esperienza, un po' diversa: ho partecipato al progetto Genographic, della National Geographic Society, che intende tracciare le migrazioni delle popolazioni umane; mi sono dunque sottoposto al test "Geno 2.0" (
https://genographic.nationalgeographic.com/), dal quale ho ottenuto:
- una sorta di caratterizzazione genetica generale, suddivisa in 3 grandi % tra Mediterraneo, Nord-Europeo, Asiatico;
- la caratterizzazione della linea materna, mediante la definizione dell'aplogruppo mitocondriale (il DNA dei mitocondri viene trasmesso alla progenie unicamente dalla madre, attraverso la cellula uovo; pertanto, viaggia attraverso la linea femminile);
- essendo maschio, anche la caratterizzazione della linea paterna, mediante la definizione dell'aplogruppo del cromosoma Y (che, come sappiamo, viaggia di padre in figlio maschio);
- le % di DNA neandertaliano e denisoviano (le altre 2 specie umane con cui i nostri antenati sapiens si sono ibridati).
Occorre tener presente che l'attuale distribuzione geografica dei diversi gruppi genetici (le linee materna e paterna) riflettono avvenimenti occorsi durante le ultime migliaia di anni, e che si può benissimo condividere il medesimo aplogruppo mitocondriale o del cromosoma Y senza essere minimamente parenti (se non..pre/istoricamente parlando!). Infatti, giusto per fare un esempio, il mio aplogruppo Y individua anche uomini con altri cognomi e provenienti da altre zone d'Italia o d'Europa e questa situazione potrebbe benissimo riflettere spostamenti avvenuti ai tempi dell'Impero romano.
Per definire davvero la parentela, occorre analizzare il DNA nucleare (nel senso del "nucleo" cellulare), rappresentato dai famosi "segmenti" dove si localizzano i cosiddetti "microsatelliti" ed i polimorfismi delle singole basi (i cosiddetti "snips", SNPs).
Gli aplogruppi mitocondriale e Y possono essere certamente un dato di conferma (ovvio che, per essere biologicamente figlio di mio padre e nipote del mio nonno paterno, devo condividere il medesimo gruppo genetico del cromosoma Y; se non lo condivido, la mia origine è certamente un'altra!), ma per conoscere le proprie origini materna e paterna, occorre una visione del tutto.
Questo per dire che, anche attraverso la caratterizzazione genetica di una donna, si può arrivare ad individuare i parenti prossimi di sesso maschile. ....Spero di essere riuscito a spiegarmi!

In ogni caso, è assolutamente corretto affermare che il DNA dello zio paterno consenta di individuare la linea maschile, intesa come cromosoma Y.
P.S. un piccolo appunto sul grado di parentela dei cugini: se si parla di "grado", i cugini di 3° grado non esistono; i cosiddetti "cugini primi" sono parenti di 4° grado, i cugini secondi, di 5° grado, e così via.
Cordialità