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Gradi di parentela

Inviato: mercoledì 25 febbraio 2009, 23:10
da flesp
Scusate se torno su di un argomento già dibattuto, ma non vorrei sbagliare nell'interpretare 2 atti di matrimonio parrocchiali.

Primo: Chiaffredo F. e Catterina F. vengono dispensati dall'impedimento di "consanguineità di terzo grado eguale". Questo vuol dire che i bisnonni erano fratelli?

Secondo: Emanuele G. e Maria Catterina F. vengono dispensati dall'impedimento di "consanguineità di secondo grado eguale". La madre di Maria Catterina fa di cognome G., come Emanuele. Questo vuol dire che i nonni di entramni erano fratello e sorella?

Grazie per una risposta e scusate se vi sfrutto, ma siete mitici!

Inviato: giovedì 5 marzo 2009, 0:16
da Borgafr
Non so dove hai trovato la defizione "grado eguale".
La consanguineità si conta con il numero di persone per risalire fino all'avo comune, escludendo l'interessato.
C'è la consanguineità diretta: nonno; padre, figlio (per i quali non c'è possibilità di dispensa per il matrimonio - incesto) e la consanguineità collaterale.
Per esempio tra due cugini primi (figli di due fratelli) è un legame di quardo grado (il padre, il nonno, il fratello del padre, e la figlia del fratello del padre).

Nel tuo primo caso gli sposi dovrebbero essere cugini primi, mentre nel secondo addirittura due fratelli!! (ma il gioco dei cognomi non corrisponde.

Questo, per ora, è quanto so.
Devo ricercare il testo del canone 1091 o meglio il testo del 1917.
Ma non è cosa facile!!!

a presto

borgafr

Inviato: giovedì 5 marzo 2009, 10:52
da Jack_Burton
Non per la chiesa.

Per la chiesa si conta fino all'avo comune ma non si scende per l'altro lato.
1' grado fratelli
2' grado cugini
3' grado cugini in seconda ecc ecc.

Si intende "per grado eguale" quando entrambi gli sposi sono allo stesso numero di generazioni rispetto all'avo comune
Nel caso ci fosse una differenza nel numero di generazioni intercorse rispetto all'avo comune, ad esempio 3 da un lato e 4 dall'altro troveresti la scritta "consanguinei di 3 e 4 grado"

Jack

Inviato: giovedì 5 marzo 2009, 21:37
da Borgafr
Grazie Jack,
dunque nel primo caso dovrebbero essere i nonni ad essere fratelli; per il secondo il padre di Emanuele G. è fratello della madre di Maria Catterina F.

Jack sei d'accordo?

Bisognerebbe fissare da qualche parte nel sito questi concetti: il civile e l'eclesiastico (luca sei d'accordo?)

borgafr

Inviato: venerdì 6 marzo 2009, 1:22
da Jack_Burton
Borgafr ha scritto:Grazie Jack,
dunque nel primo caso dovrebbero essere i nonni ad essere fratelli; per il secondo il padre di Emanuele G. è fratello della madre di Maria Catterina F.

Jack sei d'accordo?

Bisognerebbe fissare da qualche parte nel sito questi concetti: il civile e l'eclesiastico (luca sei d'accordo?)

borgafr
Si, direi che sono d'accordo.
Anche col fatto si scrivere queste cose nelle sezioni speciali..(sempre se non ci sono gia' e non le ho viste...)

Jack

Inviato: venerdì 6 marzo 2009, 18:27
da flesp
Grazie a tutti!
Nel primo caso però potrebbero essere anche le nonne sorelle?

Inviato: venerdì 6 marzo 2009, 23:56
da Borgafr
Cetamente anche le nonne potrebbero esserne all'origine ed anche un nonno con una nonna.

borgafr

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 17:14
da celanzit
Recupero questo post, perchè nell'albero delle famiglie di mio marito le dispense si sprecano e mi mandano al manicomio:

Giovanni Battista Faini sposa Rosa Faini, e vengono dispensati per "consanguineità di terzo grado attingente secondaria, di linea collaterale diseguale"

Testuali parole del prete che li ha sposati.

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 17:34
da viviesse
Provo: nel matrimonio tra zio (fratello del padre o della madre) e nipote c'è la consanguineità di terzo grado e la linea collaterale diseguale. Attingente secondaria non so :? .
Ciao.
v.

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 18:08
da celanzit
Wow! zio e nipote?
Che quest'albero assomigliasse di più ad un groviglio di rovi, l'avevo già capito però ora sembra di più un ginepraio!

Ciao
T

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 19:27
da viviesse
Gran calma, non gasarti.
L'attributo attingente secondaria potrebbe voler dire che neanche si conoscevano. Naturalmente scherzo.
v.

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 21:07
da celanzit
V prrrrrrrrrr

T

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 22:36
da stevo91
Di queste dispense si accenna solo negli atti ecclesiastici o anche in quelli dello Stato civile?

In famiglia i nonni hanno sempre detto che, secondo vecchie dicerie, due rami della famiglia erano imparentati già prima del loro matrimonio; non per niente ho trovato almeno 5 rami di POGGIO con lo stesso cognome e la stessa provenienza nelle mie ricerche. Non è abbastanza logico che in un modo o nell'altro la gente con lo stesso cognome nello stesso paese contadino sia parente? Ho notato, però, che ogni ramo ha i suoi nomi preferiti :roll:

Inviato: martedì 27 ottobre 2009, 22:51
da celanzit
Le dispense valgono anche per lo Stato Civile, solo che non ne trovi menzione nell'atto di matrimonio, perchè di solito la cosa veniva risolta al momento delle pubblicazioni.
Pertanto è nelle pubblicazioni, e soprattutto nei documenti che dovevano esservi allegati che trovi le dispense.

Inviato: sabato 6 agosto 2011, 17:47
da giova63sp
Buon pomeriggio a tutti!

Sto stilando la "prima edizione" di una sorta di brochure con la storia genealogica dei miei antenati.

Mi assale un dubbio atroce...
i discendenti di un fratello di un mio antenato diretto (a 5 generazioni da me...) possono dirsi miei "collaterali"? O sono forse "affini"... o parenti alla lontana e basta??
Come definirli?

Grazie e buon week-end! :-)

giova

P.S.: mi riferisco ai discendenti di un fratello del Corrado 1795 di cui al gruppo firma :-)